Mercato Ittico

Mercato Ittico
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Nei giorni scorsi nuovo sopralluogo con le due Commissioni Attività Produttive e Lavori Pubblici, questa volta al mercato ittico di Cagliari.
Non è stato possibile incontrare tutti gli operatori – che stranamente non hanno ricevuto un invito formale in merito al nostro incontro – ma solo una loro delegazione.
La situazione che ci hanno illustrato i nostri interlocutori è sembrata subito alquanto allarmante, a un punto tale che gli operatori si domandano se l’Amministrazione comunale intenda chiudere definitivamente la struttura. E’ bene sapere che in questo mercato viene conferito il pesce delle flotte sarde, una sua eventuale chiusura comporterebbe quindi enormi problemi per l’indotto economico di tutta la Sardegna.

Allo stato attuale la struttura avrebbe necessità di manutenzioni murarie (come si evince dalle foto allegate).
L’annessa fabbrica del ghiaccio è stata dismessa a causa di un guasto, gli operatori sono pertanto costretti a rifornirsi altrove. Delle tre celle frigo esistenti, indispensabili per lo stoccaggio delle merci in eccesso, solo una è funzionante, il che ovviamente crea grandi difficoltà, in quanto la legge impone un deposito separato per pesci, frutti di mare e congelati (ovviamente, in simili condizioni, una tale norma non può essere rispettata).

Gli operatori, inoltre, sono tutti preoccupati per l’incognita della tariffa a loro carico, non avendola (il Comune) ancora definita. Attualmente pagano uno quota forfettaria di 1. 000 € più una percentuale sul fatturato, ma ancora non è dato sapere, appunto, quale sia l’importo della quota effettiva, il che comporta uno stato di incertezza tra chi opera nel settore.
I problemi sembrano quindi moltiplicarsi man mano che le richieste del Comune aumentano, senza che nessuno tuttavia si preoccupi di risolverli alla radice.

Pensate che i bagni sono stati chiusi per atti vandalici, gli operatori che chiedono di usufruirne sono costretti a pagare un canone di 200 € al mese.
L’asta elettronica – annunciata circa 25 anni fa e simile ai dispositivi che si trovano nei mercati del pesce di quasi tutto il mondo… – non è mai entrata in funzione; furono spesi diversi milioni delle vecchie lire per acquistare orologio e nastro, che non sono mai entrati in funzione e che si stanno ovviamente deteriorando con il tempo.

Anche in questa struttura, poi, si lamenta una totale mancanza di controllo, le vendite dovrebbero iniziare alle 4,30 del mattino e invece pare inizino alle 2, il che crea un sistema di concorrenza sleale, in quanto può capitare che i pescatori vendano direttamente all’utente finale piuttosto che passare tramite gli intermediari del mercato.

In passato era presente una banca, le transazioni avvenivano solo tramite essa, il che garantiva una tracciabilità delle operazioni, adesso il più delle volte si vende la merce in contanti, con tutti i rischi che questo comporta.

Infine sembra che il Comune intenda finalmente ascoltare la voce di questi lavoratori, ne sarei contenta. Mi auguro però che alle parole possano seguire presto i fatti.

Mercato Ittico
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Spero in un futuro migliore