Dichiarazioni programmatiche. Il mio intervento.

Le dichiarazioni programmatiche del Sindaco rivestono particolare importanza, perché rappresentano la formulazione sostanziale di un impegno solenne che l’amministrazione comunale assume nei confronti dei propri cittadini.

Le linee che il Sindaco Zedda ha indicato per il suo nuovo mandato 2016/2021 mi sono sembrate eccessivamente ambiziose: il nostro primo cittadino ha dipinto in quel documento il ritratto di una città che tra cinque anni vorrebbe competere con le moderne capitali europee. Ma noi – e con noi molti altri cittadini – abbiamo la sensazione che quell’obiettivo non sarà raggiunto, come d’altra parte è avvenuto per il precedente programma del 2011. Cagliari è purtroppo ancora afflitta da numerose difficoltà, tra cui la costante sofferenza (per non parlare di scomparsa) delle piccole attività commerciali, il forte disagio sociale che tuttora si evidenzia soprattutto nelle periferie, un apparato di raccolta dei rifiuti deficitario, etc. I temi non mancano per essere critici e per farci sospettare che le dichiarazioni programmatiche di questa Amministrazione siano l’ennesimo atto di propaganda.

Partecipazione:
Devo ammettere che alcuni riferimenti, nel documento, mi hanno fatto pensare al programma elettorale presentato dal M5S alle ultime elezioni amministrative per questo Comune. Forse è solo un caso…Molti riferimenti, ad esempio, richiamano la dimensione della costante partecipazione dei cittadini. E, ad essere sincera, è ciò che maggiormente mi preoccupa, considerato lo scarso (o inesistente) coinvolgimento dei cittadini nelle scelte strategiche dell’attuale amministrazione anche in questo inizio di mandato. Eppure le enunciazioni politiche del suo documento, almeno nelle intenzioni, sembrano davvero andare nella direzione del massimo coinvolgimento possibile della popolazione, ad esempio quando sostiene una “maggiore diffusione e integrazione delle informazioni ai cittadini”, o il “coinvolgimento degli utenti nella vita politica e amministrativa della città”, etc. Tutto bello, tutto molto interessante…Maaaa, poi? Ad esempio: nel documento si parla anche del nuovo sistema di raccolta differenziata ‘porta a porta’, peraltro già annunciato anche nella precedente programmazione del 2011, poi non attuato. Peccato che i due ecocentri appena pianificati (quello in via di realizzazione a S.Elia e quello che si realizzerà in zona S. Paolo), non siano stati discussi né programmati con i cittadini di quelle aree. Gli abitanti di S. Elia non vogliono l’ecocentro – e l’hanno affermato in maniera molto chiara a più riprese – che sarà peraltro realizzato a poca distanza da una scuola di quel rione. Sarebbe stato decisamente più democratico e partecipativo, nonché efficace, chiedere l’opinione dei cittadini sul tipo di intervento da realizzare. Sono stati condotti degli studi preliminari anche di natura qualitativa che considerino il punto di vista dei fruitori finali del servizio? Questa è la democrazia partecipata Signor Sindaco, è questo il coinvolgimento degli utenti nella vita politica e amministrativa. Sappia che il M5S, d’ora in avanti, le contesterà ogni singolo atto che non avrà preso in considerazione le reali esigenze dei cagliaritani!

E quando parla di ‘Cagliari città amica dei bambini’ ha interpellato anzitutto le famiglie per stabilire con loro i criteri prioritari per fare dell’ambiente urbano un luogo sicuro e a misura di minori? Le faccio un esempio: in molte delle piazze appena rinnovate dall’amministrazione comunale, il criterio ‘child friendly’ sembra stato dimenticato…glielo dico da mamma: se lei fosse andato in piazza Gramsci ad esempio – difficile pensare che non ci sia mai passato in queste settimane in cui è stata riaperta – si sarebbe reso conto che una piazza simile, adiacente al traffico di via Sonnino, manca di protezioni laterali per consentire ai più piccoli di correre liberamente! Difficile che non si sia accorto che non esiste nemmeno una panchina sulla quale i genitori possano stare seduti comodamente a vigilare sui loro figli. Strano che non si sia accorto nemmeno dell’assenza di strutture minime per i giochi dell’infanzia. Signor Sindaco, mi perdoni se mi ripeto, ma mi riferisco a questo quando parlo di coinvolgimento degli utenti nella vita politica e amministrativa della sua città!
Mi scusi, ma quando lei parla di “comunità che deve mobilitarsi per costruire risposte a bisogni emergenti”, o quando parla di “resilienza”, a me viene in mente un’idea di cittadinanza che contribuisca alla programmazione diretta di interventi per il miglioramento dell’ambiente di vita quotidiana. Non certo a decisioni calate dall’alto senza alcuna consultazione dei principali attori della vita cittadina.

Commercio:
Il M5S chiede a questa amministrazione maggiore attenzione alle attività produttive, al commercio in particolare. Non basta, come fatto sinora, infiocchettare le piazze del centro cittadino a pochi mesi dalle elezioni (a proposito, ci può anche dire quando termineranno i disagi per i cittadini?), quando poi si assiste alla sofferenza delle attività commerciali e al collasso del settore produttivo! Anche in questo caso la condivisione e il coinvolgimento dei cittadini e delle categorie professionali sono stati totalmente assenti. Ne abbiamo avuto riprova anche recentemente, in via Is Mirrionis, dove ancora una volta i commercianti non sono stati coinvolti nella realizzazione delle piste ciclabili di quell’area. Ovviamente siamo tutti favorevoli alla mobilità sostenibile, ma il dialogo e la condivisione delle scelte spesso portano a soluzioni ‘sostenibili’ per tutti, non compromettendo le esigenze di realtà professionali e di cittadini. Signor Sindaco, ancora una volta, è questo il coinvolgimento degli utenti nella vita politica e amministrativa della sua città!
In un momento di grave crisi delle attività commerciali, finora non si è riusciti a trovare un vero strumento che possa portare a un rilancio dell’economia locale, ad esempio partendo dall’incentivazione di centri commerciali naturali o dalla valorizzazione turistica di quelli tradizionali già esistenti. Il nostro tessuto economico urbano, basato storicamente sul commercio, rischia così di essere travolto dalla cosiddetta direttiva europea ‘Bolkestein’ (adottata per gli esercenti dei mercati civici e per il commercio ambulante), in base alla quale le ‘licenze’ per i commercianti saranno rimesse a gara nel 2017. E questi bandi potrebbero vedere l’affermarsi di grandi gruppi stranieri (per lo più corrispondenti a importanti marchi internazionali), mentre i piccoli commercianti cagliaritani e dell’hinterland potrebbero vedere vanificati i loro sacrifici di una vita.

Decoro urbano:
Parliamo poi di decoro urbano e di sviluppo turistico. Lei sostiene di voler continuare a “rendere Cagliari sempre più ordinata, più accogliente, più fruibile, più sostenibile”. Le domando…: ma come piazza Matteotti? Le ricordo che è di pochi giorni fa un’interrogazione presentata dalla sottoscritta, in cui si descriveva la triste situazione di una delle zone di prima accoglienza della città, piazza Matteotti appunto. Quello che dovrebbe essere il ‘salotto’ in cui si fanno accomodare gli ospiti (i turisti) che arrivano nella nostra Cagliari, fino a pochi giorni fa (e con una certa frequenza) era in condizioni di abbandono, invasa dai rifiuti, persino dai topi.

Molentargius:
Sempre in tema di turismo, signor Sindaco, in particolare di ‘turismo integrato e sostenibile’, sappia che il M5S ritiene che questo debba diventare la vera vocazione per l’economia cagliaritana. Lei parla del Parco Regionale Molentargius e Santa Gilla come di un possibile strumento di rilancio dell’economia locale. Noi siamo convinti che sia questa una delle strade più convincenti da percorrere e su questo punto sappia che le staremo costantemente col fiato sul collo. Il Parco di Molentargius è una straordinaria realtà, con potenzialità ancora inespresse a causa dell’immobilismo della politica che ha caratterizzato questi ultimi decenni. Auspichiamo anzitutto che il tanto atteso ‘Piano del Parco’ riesca presto, finalmente, a vedere la luce. Anche in questo caso occorre promuovere la partecipazione di tutti i residenti dell’area.

Turismo:
Riguardo ancora alle linee guida che lei ha indicato per il turismo, non le sembra che la presenza della nostra città alle più importanti fiere internazionali del settore – vetrina peraltro molto onerosa per le casse comunali – sia poco utile e anche un po’ anacronistica? E ancor prima del “sistema di prenotazione prepagato”, a cui lei fa riferimento, non sarebbe meglio dare anzitutto la possibilità ai turisti di arrivarci a Cagliari? Noi siamo convinti che il Comune di Cagliari debba giocare un grande ruolo di mediazione con la Regione per il rilancio del canale delle compagnie low-cost, non foss’altro perché è forse la destinazione del sud Sardegna che più beneficerebbe di un simile indotto. Vanno poi bene le notti colorate, le produzioni cinematografiche e audiovisive a Cagliari, e tanti altri aspetti diciamo più ‘folcloristici’, ma andiamo alla sostanza: come far arrivare, a prezzi, più persone possibile nella nostra città? E, per le stesse finalità, come riequilibrare tutto il sistema portuale, in cui favorire la localizzazione di attività e spazi legati al commercio, al turismo e al tempo libero?

Casa:
Anche sul tema della precarietà abitativa, sappia che le sue proclamazioni d’intenti espresse nel DUP 2016-2018, con cui prevede sessanta nuovi alloggi ad uso sociale tramite l’utilizzo di immobili dismessi, saranno oggetto di costante monitoraggio da parte nostra. Tutti i cittadini hanno il ‘sacro’ diritto a un tetto sotto cui dormire, a una vita dignitosa, elementi che hanno priorità assoluta rispetto alla realizzazione di nuovi impianti sportivi e alla valorizzazione del decoro urbano.

Sport:
A proposito di sport, mi faccia fare solo un piccolo inciso: possibile che una città che è tra le Capitali Europee dello Sport per il 2017 tenga chiusa la sua piscina olimpionica, mi riferisco all’impianto di Terramaini, per diversi mesi? Eppure stiamo parlando di una struttura realizzata da pochi anni…e non è nemmeno la prima volta che questo accade, con notevoli disagi per i cittadini, per le famiglie e per le associazioni che gestiscono quel complesso.

Reddito di cittadinanza:
In tema di inclusione sociale e di contrasto alla povertà, per quelle fasce di popolazione più esposte al rischio di emarginazione, mi lasci poi spendere qualche parola in merito a quello che lei chiama “reddito di inclusione sociale”. Attualmente in Italia – e ultimamente anche a Cagliari – sono troppe le persone e le famiglie che dispongono di un reddito che non permette di vivere con dignità. Nella relazione da lei presentata si dice che “l’amministrazione comunale sarà coinvolta” – peraltro senza indicare modalità e tempi – “nella legge regionale sul reddito di inclusione sociale (il cosiddetto “Aggiudu torrau”), una forma di sussidio mensile in cambio dello svolgimento di un progetto”. Intanto mi fa piacere notare, ancora una volta, che un principio sacro per il M5S riceva finalmente attenzione a livello istituzionale. Ma forse anche questa volta è solo un caso…Il Movimento 5 Stelle, per primo in Italia, ha portato avanti una dura battaglia per quello che noi chiamiamo invece “reddito di cittadinanza” (che è una cosa molto diversa dal reddito di inclusione sociale), certamente più inclusivo e utile per chi ne beneficia
Il reddito di inclusione sociale a cui lei fa riferimento, così come inteso dal Governo nazionale a guida PD e probabilmente anche dalla Regione Sardegna, non prevede che pochi fondi investiti in questa misura, senza peraltro tener conto di strumenti di valorizzazione della persone. Abbiamo quasi la sensazione che lei lo abbia citato nel suo programma più per agganciarsi al ‘treno’ che il PD sta faticosamente cercando di far partire per contrastare le buone proposte del M5S a livello nazionale e a livello locale. Perché nella definizione di “reddito di inclusione sociale” a cui lei fa riferimento non vi è nulla delle proposte di legge ferme in Senato, né delle petizioni popolari e, a nostro parere, non vi è nulla che somigli lontanamente a uno strumento che garantisca la dignità della persona.
Pertanto, in attesa che Governo e Parlamento si diano una mossa per approvare finalmente un reddito di cittadinanza degno di questo nome e coerentemente con quanto abbiamo affermato durante tutta la campagna elettorale, noi ci batteremo per l’introduzione di nuove vere forme di sostegno comunale al reddito. A Livorno ad esempio, guarda caso una città amministrata dal M5S, nei mesi scorsi è partito una forma di ‘reddito di cittadinanza locale’. Chi ne beneficia, ovviamente, deve essere iscritto alle liste del centro per l’impiego e deve dare immediata disponibilità anche a svolgere lavori socialmente utili.

Immigrazione:
Che dire poi dell’assenza, nelle sue dichiarazioni programmatiche, di una reale strategia mirata all’accoglienza e alla gestione della questione immigrazione. Nei prossimi anni il fenomeno sarà amplificato dai continui e massicci sbarchi, e non avere un chiaro progetto per il futuro significa sottovalutare una situazione di emergenza con cui la nostra città già si sta confrontando quotidianamente. Per i richiedenti asilo che resteranno a Cagliari il Comune dovrà prevedere una consona distribuzione nei vari quartieri urbani, evitando così la creazione di ghetti come già avvenuto nelle scorse settimane.

Periferie:
Un altro tema a noi caro, di cui abbiamo parlato diffusamente durante tutta la campagna elettorale: le periferie, tuttora luoghi di forte disagio sociale. Già nel 2011, nell’allora piano programmatico del suo mandato, lei aveva previsto un “piano generale pluriennale di riqualificazione delle periferie”. Misure che, ci sembra, non si siano pienamente realizzate. Da troppi anni, decenni, le popolazioni più svantaggiate di quei quartieri attendono che si passi dalle promesse ai fatti, rendendo finalmente quei luoghi degni di un ambiente socio-culturale sano e costruttivo. Dalle periferie dovranno avviarsi nuove opportunità economiche e sociali, partendo dagli edifici demaniali dismessi dislocati in quelle zone, e ripensando queste strutture con funzioni culturali, commerciali, educative e abitative.

Conclusioni:
La sfida che attende la città – tutta la città – e le forze politiche che la rappresentano è epocale. Abbandonata la condizione di piccola città burocratico-professionale, Cagliari deve avviarsi verso una nuova fase storica, quella di una città medio-grande dove debbono e possono coesistere qualità del lavoro e delle condizioni di vita, offerta ambientale e servizi avanzati, tipici delle città moderne.
Il sistema dei partiti degli ultimi trent’anni a livello nazionale, regionale e anche comunale si è rivelato totalmente incapace di programmare il futuro della nostra città. La conferma definitiva l’ho avuto pochi giorni fa in Consiglio Comunale, quando ho appreso di una sentenza di risarcimento, di circa un milione di euro (un debito fuori bilancio dunque), a cui il nostro Comune dovrà far fronte per una inefficienza amministrativa addirittura risalente al 1987!!
La nostra forza politica – è questo il senso di tutto il mio discorso di oggi – si differenzia dai partiti politici poiché pone la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i cittadini come questione prioritaria. Il M5S, come già annunciato in campagna elettorale, continuerà a portare avanti le proprie battaglie all’interno di questa istituzione e a proporre soluzioni e metodi diversi di fare politica. La democrazia partecipata e diretta, accompagnata da una politica sulla trasparenza, sull’efficientamento dei servizi, sull’ottimizzazione delle spese di gestione e sulla lotta agli sprechi, saranno il banco di prova su cui ci aspettiamo risposte concrete dalla nuova amministrazione.

Quando rientro a casa la sera, dopo aver affrontato diversi impegni fatti di incontri con i cittadini, riunioni di commissione, etc, sento di aver imparato qualcosa: dalle situazioni, dagli eventi, dalla determinazione di chi si infervora su certi temi, dalle espressioni di sconforto di chi non ce la fa più ad andare avanti in situazioni drammatiche e umilianti. E’ arrivato il momento di ridare dignità alle persone, di ridare speranza a tutti, perché NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO!


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Spero in un futuro migliore