Area Giovani – Educare in strada

Di Antonella Congiu

Educare in Strada

Non tutto si impara a scuola e non tutto viene condiviso in famiglia, in particolare negli ultimi anni, in cui la famiglia si è ridotta a pochi elementi e i figli sono spesso figli unici.
Le esperienze adolescenziali più significative si svolgono “in strada” nei luoghi sparsi per il nostro territorio, insieme al gruppo dei pari o insieme a persone di età differenti.
“La strada” è la palestra dove viene costruita e si rafforzata l’immagine di sé e del proprio ambiente, dove si consolidano nuove dinamiche relazionali e affettive. E’ il luogo dove i giovani si scontrano con i propri limiti e le proprie potenzialità. Spesso, in strada, i ragazzi si ritrovano a sperimentare disagi personali e sociali in totale solitudine. Si percepisce la sostanziale mancanza di punti di riferimento stabili, capaci di offrire ascolto, reale comprensione e significative modalità comunicative, capaci di orientare verso il superamento delle difficoltà incontrate, dimostrando di saper accogliere in termini pragmatici il disagio giovanile.
Prevenire oggi può assumere un nuovo significato di “esserci”.
E’ opportuno prevedere un’azione educativa che possa svolgersi nello stesso terreno battuto dai nostri ragazzi, nella stessa palestra di vita da loro frequentata.
Cosa offre il servizio di educativa di strada qui contemplato?
Innanzitutto “presenza” laddove, per varie ragioni, si percepisce una significativa “assenza”,  di punti di riferimento stabili, assenza di ascolto, assenza di astensione dal giudizio, di comprensione.
L’educatore di strada ha la funzione di mediatore che facilita connessioni utili tra gli elementi in gioco e le risorse che il territorio offre, fonda la propria azione sulla riflessività costante rispetto alla definizione del proprio ruolo e alla consapevolezza della direzione che assume l’interazione con il gruppo di giovani con cui si lavora. L’obiettivo dell’educatore di strada può essere, in questo quadro, quello di mirare al rafforzamento delle capacità individuali di gestire gli elementi di rischio presenti e di migliorare le abilità comunicative relazionali, per imparare a chiedere aiuto.
Questa presenza nel nostro territorio contribuisce a costruire quella percezione di sicurezza di cui le persone, di qualsiasi età, hanno bisogno.


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44 anni. Pedagogista. Lavoro in ambio sociale-parasanitario-istruzione. Famiglia-lavoro-politica sono la mia grande passione.