Cosa respiriamo a Cagliari?

Cosa respiriamo a Cagliari? Prendiamo le famigerate PM10, polveri sottili che secondo dati sperimentali “riducono l’aspettativa di vita”. La legge stabilisce come tollerabili determinate quantità massime giornaliere e un numero di giorni nell’anno di superamento di questa soglia.

I dati ISTAT sulla qualità dell’aria nei comuni ( vedi Tabella ) indicano per Cagliari, nel 2014, ultimo anno rilevato, 65 sforamenti delle norme, numeri che la porterebbero al settimo posto tra i capoluoghi di provincia, superando Milano (61) e Roma (63). Inquietante, se si pensa che le due maggiori città italiane risultavano rispettivamente al secondo e sesto posto per i decessi da PM10 (dati 2006-2008) e l’Italia ha avuto il primato in Europa per morti da inquinamento.

Sul sito del Comune è presente una pagina “relazioni annuali sulla qualità dell’aria”, ma l’ultima relazione è del 2012, perciò anche se la successiva venisse pubblicata domani, sarebbe come minimo quadriennale. Secondo essa, nel 2012 l’aria cagliaritana non era del tutto a posto: riguardo le pericolose PM10, non aveva mai sforato la soglia di inquinamento solo la stazione del colle di Tuvixeddu, dove ovviamente non c’è traffico.

Anche la tolleranza di 35 giorni di “superamenti” stabilita dalla legge  era stata sforata, in 3 stazioni su 7. Piazza Sant’Avendrace ne aveva registrato 78, cioè l’aria era nociva per più di un giorno su 5.

Altri confronti tra i capoluoghi italiani pubblicati l’anno scorso davano Cagliari 32esima su 110 capoluoghi di provincia. In quel caso meglio di Milano e Roma, ma comunque nel terzo peggiore della classifica, in cui non figuravano, ad es., città più grandi come Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Trieste, Padova,  Reggio Calabria e persino il simbolo dell’inquinamento, Taranto.

Nel 2015, i dati dell’ARPAS, che ha una sua centralina in Via Cadello, hanno lanciato un allarme che ha fatto un (temporaneo) scalpore sui media: “su 20 giorni di misure sono stati rilevati 8 superamenti del valore limite delle PM10, con una media mensile comunque elevata”.

Il comune ha una sua rete di rilevamento ambientale costituito da  “sette cabine di monitoraggio del tipo tradizionale e da due sistemi di rilevamento tragittuale”. Ma stando a quanto scrive la stessa amministrazione, “in base a quanto disposto dal Decreto Ministero Ambiente del 02 Aprile 2002 n° 60, l’attuale ubicazione delle postazioni di misura, realizzata ai sensi del D.P.C.M. 28/03/1983 non è più conforme alle nuove disposizioni legislative.” Singolare che si definiscano “nuove” norme che hanno 14 anni, che c’erano durante la giunta di centrodestra e quando si è insediata la giunta Zedda. Già nel 2007 il GrIG faceva notare che le centraline sono posizionate in punti trafficati ma anche ventilati. Chi ha mai provato invece a stare tra le auto in coda in una via di Castello?

C’è anche da dire che il Comune nel suo sito ha una pagina in cui si renderebbero noti ai cittadini i “dati giornalieri della qualità dell’aria”. Dove ci sono le date però  mancano proprio i dati (Comune di Cagliari: qualità dell’aria).

Ai cagliaritani spettano risposte: cosa stiamo respirando?

Angelo Congiu

Link utili:
Legambiante: mal aria 2015.pdf
ANSA: polveri sottili allarme a Cagliari
www.greenme.it: mal aria 2015 classifica capoluoghi inqunati
Sardiniapost.it: polveri sottili in aumento
Unione Sarda: emergenza smog l’epidemiologo a questi livelli toglie dieci mesi
Sardegnaoggi: Smog e polveri sottili a Cagliari è allarme
La Stampa: I Italia il record europeo di morti per inquinamento