L’importanza della Sardegna nel Mediterraneo

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di Dafni Ruscetta

Pubblico alcune idee/riflessioni/proposte in merito all’importanza di una nuova politica del/nel Mediterraneo per la Sardegna. Tali considerazioni sono frutto di un lavoro svolto con l’amico Gianni Deligia nel corso dell’elaborazione di un programma politico per le regionali del 2014.

PREMESSA GENERALE

Qual’è la visione che abbiamo della nostra Sardegna per il futuro, da un punto di vista dell’interazione con il resto del mondo? Abbiamo a mente ancora una società chiusa nel suo isolamento geografico e culturale, oppure pensiamo a qualcosa di più inglobante e con uno sguardo ai paesi vicini culturalmente e geograficamente? Personalmente credo in una società in cui coesisteranno maggioranze e minoranze, con diritti e responsabilità diversificate. Una società dinamica e aperta, esente da qualsiasi forma di discriminazione e da cui tutti possano trarre benefici, che favorisca l’integrazione nel rispetto dei diritti fondamentali di ciascuno. Il dialogo interculturaleha un ruolo importante da svolgere a tale riguardo poiché ci offre, da una parte, la possibilità di prevenire scissioni etniche, religiose, linguistiche e culturali e dall’altra, di progredire insieme e riconoscere le nostre diverse identità in modo costruttivo e democratico, sulla base di valori universali condivisi. E la Sardegna,a nostro avviso, può giocare un ruolo determinante in questo senso perché fondata su basi storiche e culturali di comunitarismo, di solidarietà, di operosità, di sobrietà nei consumi, tutte norme di natura morale iscritte nel DNA dei Sardi.
L’Europa e i paesi del Mediterraneo sono legati da una storia, una geografia e da culture comuni. Un destino comune che presenta sfide politiche ed economiche che hanno recentemente rilanciato il dibattito sull’integrazione euro-mediterranea e la cooperazione. E’ sempre esistito un sentimento di condivisione tra paesi del Mediterraneo, suscitato dalle comuni radici storiche e culturali, nonché dalla forte presenza sul nostro territorio di immigrati provenienti da quei paesi. I territori del Mediterraneo condividono lo stesso mare e ambienti molto simili nelle caratteristiche naturali, una storia comune di convivenze e conflitti, flussi di beni, persone e capitali, una medesima posizione geo-politica nell’arena globale. Inoltre hanno sempre condiviso rotte di trasporto, entroterra e articolazioni urbano-rurali simili, storie, culture e patrimoni artistici fortemente caratterizzati come mediterranei.

 LA COOPERAZIONE DECENTRATA

Ormai gli Stati centrali e le organizzazioni internazionali, da soli, non bastano più a gestire i tanti impegni che partono soprattutto da un livello micro e locale. E’ il tema della cosiddetta cooperazione decentrata, che partecipa alla politica di vicinato dei vari paesi de Mediterraneo. La cooperazione decentrata è caratterizzata dall’ampia partecipazione popolare e dalla reciprocità dei benefici, una propria specificità ed un rilevante valore aggiunto rispetto sia alla cooperazione governativa che a quella non governativa (Ong), soprattutto nei settori della lotta alla povertà e dell’esclusione sociale e della promozione della democrazia. La cooperazione italiana dedica sempre maggiore attenzione e risorse alla crescita della cooperazione decentrata, intesa quale attività di cooperazione realizzata dalle Autonomie locali italiane (Regioni, Province, Comuni), in partenariato con enti omologhi, con il coinvolgimento della società civile dei rispettivi territori.
Le regioni, più delle province e dei comuni, hanno potestà normativa e di programmazione. Sono infatti proprio queste a rappresentare il livello più elevato di cooperazione con i paesi europei ed extraeuropei, in termini normativi (ormai tutte le regioni si sono dotate di leggi sulla cooperazione internazionale), programmatici, di risorse.

 LA SARDEGNA NEL MEDITERRANEO

La Regione Sardegna dovrebbe credere fermamente e maggiormente nel modello della cooperazione ‘tra territori’, o ‘tra comunità’, realizzata congiuntamente da Enti locali e da associazioni, nella distinzione dei ruoli ma con la massima collaborazione possibile e con la valorizzazione delle caratteristiche, capacità e competenze di ognuno.

Possibile piano d’azione (pluriennale)

A. Breve termine (2014-2017)

1. Creazione di un Assessorato alle Relazioni Esterne (incluso con UE) e al Mediterraneo, sensibilizzare strutture sarde pubbliche e private alla necessità di un cambio culturale in chiave Sud-Sud.
2. Stabilire contatti permanenti con tutte le istituzioni pertinenti, banche e Università incluse, e le Camere di Commercio dei paesi del Nord Africa e stabilire uffici della Regione nell’area.
3. Creare punti di insegnamento di lingua e cultura araba, con specialisti/e di madre lingua, nei centri più importanti dell’Isola (e viceversa). Istituire formalmente anche momenti di interscambio culturale al fine di favorire la conoscenza tra le varie culture, usi costumi e abitudini.
4. Assistere in loco le PMI sarde a negoziare, identificare e valutare dei progetti a vantaggio delle due sponde (es : agricoltura, pastorizia, gestione del territorio, manufatti, turismo, telecomunicazioni, altri).

B. Medio termine (2018-2023)

1. Sondare opportunità di PMI miste (con francesi, spagnoli, greci etc.) in quei territori per ridurre costi e aprirsi ad altri mercati.
2. Gestire immigrazione qualificata nord-africana, capace anche di colmare il pericoloso deficit demografico.
3. Partire con la sperimentazione di progetti (in Sardegna e in Nord Africa) con PMI miste sardo-Nordafricane.

C. Lungo termine (2023-2030)

1. Rinforzare gli strumenti esistenti che hanno funzionato e modificare gli altri; allo stesso tempo stabilizzare le relazioni con l’Africa del Nord e intensificare i rapporti economici e commerciali con l’Africa Sub-sahariana.
2. Aprire centri di contatto culturale e commerciale della Sardegna nei grandi paesi/mercati sub-sahariani quali Nigeria, Congo RD, Africa del Sud, Angola, Mozambico ed Etiopia.


Assessorato alle Relazioni Esterne e Servizio Mediterraneo.

Uno degli intenti prioritari di questa proposta è, dunque, istituire, analogamente a quanto è stato fatto dalla Regione Puglia negli ultimi anni, un Assessorato alle Relazioni Esterne e al Mediterraneo, al fine di rilanciare il proprio ruolo di coordinamento nell’ambito della cooperazione con i Paesi del Mediterraneo. All’interno di questo Assessorato sarà costituito uno specifico ‘Servizio Mediterraneo’, al quale saranno delegate tutte le attività relative alla cooperazione territoriale e decentrata in quell’area geografica.

L’Assessorato alle Relazioni esterne e al Mediterraneo dovrebbe avere le seguenti funzioni:

• Fornire supporto al Governatore per l’attuazione dell’azione esterna della Regione Sardegna in quelle zone.

• Promuovere e coordinare l’azione esterna della Regione Sardegna e la sua rappresentanza esterna in quelle zone.

• Monitorare, coordinare e promuovere politiche e azioni di governo relative all’Unione europea.

• Promuovere e coordinare le relazioni bilaterali e la cooperazione regionale.

• Promuovere e coordinare la partecipazione della Regione Sardegna e delle organizzazioni regionali a incontri di organismi internazionali competenti su questioni di interesse per la Sardegna.

• Dirigere, coordinare e monitorare la politica di cooperazione allo sviluppo della regione, e per garantire la coerenza delle azioni dei vari dipartimenti e agenzie in queste politiche.

• Fornire supporto alle comunità sarde all’estero e per o sviluppo internazionale delle organizzazioni e imprese sarde.

• Incoraggiare la promozione e la diffusione del marchio Sardegna e della sua cultura.

Il Servizio Mediterraneo, dal canto suo:

▪ coordina le iniziative in tema di cooperazione internazionale in quelle materie, promosse dalla Regione e dalle Associazioni del territorio;

▪ progetta e partecipa direttamente a progetti di cooperazione decentrata, soprattutto nell’area del Mediterraneo;

▪ offre sostegno finanziario ai progetti di cooperazione allo sviluppo delle associazioni sarde, attraverso specifici bandi e la costituzione di un Fondo Territoriale per la cooperazione internazionale allo sviluppo;

▪ propone e realizza attività di formazione, informazione e sensibilizzazione in tema di cooperazione internazionale, rivolte al mondo associativo, alla scuola, a tutta la cittadinanza.

Il Servizio Mediterraneo, per l’importanza dei temi della pace e dei diritti umani, istituirà inoltre al proprio interno unUfficio Pace, Intercultura, Reti e Cooperazione Territoriale Europa del Sud e Mediterraneo, con competenza in materia di:

◦ programmazione e gestione dei nuovi Programmi comunitari inerenti i diritti umani e la democrazia

◦ progetti a sostegno della pace e degli scambi interculturali;

◦ diritti umani, cooperazione allo sviluppo;

Il Servizio dovrebbe altresì coordinare e promuovere iniziative volte ad aumentare la conoscenza e l’interconnessione fra il sistema sardo e quello dei Paesi nord africani e medio orientali, cioè uno spazio in cui la nostra ‘vocazione mediterranea’ si possa concretizzare in modo ampio e coordinato. Inoltre realizzerà attività finalizzate alla crescita dell’integrazione regionale e alla formazione di una classe dirigente motivata e si occuperà, tra le altre cose, della promozione dell’attività internazionale delle piccole e medie imprese, andando a rappresentare un punto di riferimento essenziale per le aziende sarde che intenderanno operare nelle zone del Mediterraneo, al fine di incentivare le relazioni economiche e commerciali delle imprese sarde nei paesi della sponda sud. Inoltre, un apposito fondo di private equity dovrà essere ugualmente istituitocon lo scopo di sostenere l’avvio o l’espansione di attività delle aziende sarde in quell’area.


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