Sta per nascere una nuova città di 300 mila abitanti…

di Giuseppe Monni

Il centrodestra sardo (con la complicità del centrosinistra) sta cercando di aggirare il Piano Paesaggistico per riversare sulle coste una colata di cemento di oltre 60 milioni di metri cubi. Una nuova città, costruita da lombardi e arabi, contro gli interessi dei Sardi. In questa strategie di smantellamento delle tutele paesaggistiche rientra anche la novità dell’ultim’ora: il Consiglio regionale, con la complicità di tutti i partiti, compresi PD e Sel, ha approvato ieri una legge “urgente” che consentirà ai Comuni di speculare su immense aree pubbliche, finora destinate ai cosiddetti “usi civici”. Reagiamo. I nostri parlamentari stanno depositando in queste ore risoluzioni che impegnano il Governo a bloccare queste norme illegittime e devastanti.

Da quando Capo Nano ha posizionato il suo Cappellaccio al comando della Sardegna, il centrodestra ha cercato in tutti i modi di aggirare il Piano Paesaggistico voluto da Renato Soru. Ripetendo il solito slogan secondo cui “i vincoli bloccano lo sviluppo” (quando invece è vero il contrario: la tutela garantisce uno sviluppo più sano, più equo e più duraturo) Cappellacci e gli altri cappelletti si sono inventati di tutto. Hanno varato ben quattro “Piani Casa”, finti piani di emergenza a favore dell’edilizia, più volte prorogati fino a diventare un vero e proprio sistema di deroghe ed arbitrii a tutto vantaggio di quegli imprenditori che hanno i soldi e i padrini politici per costruire dove vogliono, a scapito di tutti noi, semplici cittadini, che perderemo per sempre il paesaggio dei nostri padri. Non è vero che la cementificazione delle coste avvantaggia i piccoli impresari locali, che sopravviveranno per un anno con l’elemosina dei subappalti, e i veri soldi andranno in Lombardia e negli Emirati. Non è vero che gli alberghi sulle coste aiutano i giovani disoccupati, la cui emancipazione non passa certo attraverso un lavoro precario e stagionale come cameriere. I giovani sardi devono poter creare cooperative di servizi turistici il cui valore dipenderà dalla integrità e dalla identità del territorio: se stupriamo questa integrità, se svendiamo la nostra identità, che differenza ci sarà tra la Sardegna e Sharm El Sheik, tra Chia e Riccione? Dobbiamo impedirlo. Un’altra colonizzazione dei cappellacci berlusconiani è la legge sul golf: un progetto che prevede lo sterminio di centianaia di ettari di territorio agricolo, lo spreco di milioni di metri cubi d’acqua, le due risorse strategiche del prossimo millennio, per che cosa? Per vendere alcune decine di ville vista prato, e qualche decina di milionari stranieri che ci lasceranno solo mance, appena sufficienti ad acquistare pane ed acqua importati. Vedi le operazioni milanesi che stanno aggredendo Capo Malfatano, gli acquisti massicci dei vari emiri nelle coste del sud ovest, fino agli ultimi progetti cementificatori della costa tra Bosa e Alghero. E ieri l’ennesimo tassello di questa strategia di smantellamento delle tutele paesaggistiche, con la leggina “Pittalis e più” che è stata votata da quasi tutto il Consiglio regionale e che è stata possibile solo grazie al voto dei capigruppo PD e Sel: consente ai Comuni di “sclassificare” (sic!) le aree pubbliche finora destinate a usi civici, e riclassificarle turistiche, edificabili, etc. Stiamo parlando di centinaia di migliaia di ettari di aree pubbliche, spesso pregiatissime, spesso costiere e lagunari, che vennero inserite nel PPR per garantirne la tutela, e che oggi i nostri politici hanno dato in pasto agli appetiti speculativi. Ma glielo impediremo; sono già pronte varie risoluzioni parlamentari che li bloccheranno (appena depositate le pubblicheremo).
Il centrodestra, prima delle imminenti elezioni regionali, sta preparando l’assalto finale al PPR: ha sottoscritto un protocollo col Ministero dei Beni Culturali che prevede entro pochi mesi la revisione del PPR, con l’introduzione di tali e tante deroghe da renderlo inutile, aprendo le nostre coste, i centri rurali e le campagne, all’ultimo definitivo saccheggio. Il Codice dei Beni Culturali impone il coinvolgimento del Ministero (e delle associazioni ambientaliste): per questa ragione i parlamentari del Movimento 5 Stelle pretenderanno che il Ministro vigili sull’operato della Giunta e impedisca lo stravolgimento dei principi di salvaguardia del territorio. Ma la partita decisiva, lo scontro finale, saranno le prossime elezioni regionali: se il centrodestra vincerà, sarà difficile impedire che le coste sarde siano seppellite da una nuova città di 300 mila fantasmi.

Giuseppe Monni (Associazione 5 Stelle Cagliari)

Immagine tratta da salviamoilpaesaggio.it

Segnaliamo una ottima ricostruzione del contesto normativo a firma di Maria Paola Morittu:
http://www.eddyburg.it/2013/06/sardegna-quattro-piani-casa-contro-un.html


8 Comments

  1. Spos in pieno la tesi che è ora di NOMI per le prossime campagne elettorali. Personalmente, ritengo che nessuno spazio debba essere lasciato all’aggressione PD-PDL.

    Avanti ragazzi è ora di muoversi, ed alla svelta prima che sia troppo tardi, anzi è già troppo tardi..!!

  2. E’ quello che discutevano l’anno scorso gli Emiri in Sardegna, ora si aspetta il porto franco poi inizieranno i lavori, scontati per loro, ma quali saranno i nostri benefici? Riusciremo a vendere un pò di pane carasau?

  3. Una cosa è certa ;l’interesse del Sig.Fravio Carboni per la ex Sardamag, per il Borgo di Tratalias e per i terreni al mare di Teulada ove la criminalità evoluta(P2) è presente da circa 30 anni.

  4. E’ CHIARO CHE I PARTITI, ESSENDO PARTE INTEGRANTE DEL TESSUTO SOCIO ECONOMICO DEL PROPRIO TORNACONTO MONETARIO DIRIGONO IL LORO INTERESSE OVE VI POSSA ESSERE POSSIBILITA’ DI EMOLUMENTO.
    NOI, CHE SIAMO GLI OPPOSITORI, SBRAITIAMO SU BLOG E SOCIAL NETWORK, MA FUORI TUTTO CONTINUA AD ANDARE COME E’ SEMPRE ANDATO.
    LA SARDEGNA SI STA DIMENTICANDO DEL NOSTRO MOVIMENTO E SE NOI NON ALZEREMO LA NOSTRA VOCE IL 2014 SARA’ LA NOSTRA CAPORETTO.
    SERVONO INIZIATIVE SERIE NON CHIACCHIERE STERILI SUI MEETUP. E’ TEMPO DI NOMI E DI CAMPAGNA ELETTORALE, DI PROGAMMI E DI INIZIATIVE.

  5. Ancora con queste posizioni? Se e’ vero che le aree interessate sono quelle della Sardamag, fabbrica di magnesio ormai chiusa e ora da risanare e bonificare, l’area portuale e la zona della vecchia discarica di Palmas non vedo il problema, anzi speriamo si faccia.

    • Non sono certo quelle le aree che interessano agli speculatori, ma secondo te ha senso costruire in aree che per bonificarle costano dai 600 ai 1000 euro MQ ? , forse è piu semplice e appetibile costruire dove il terreno è vergine.

    • Ogni volta che abbiamo lasciato fare qualcosa a qualcuno: c’e l’hanno fatto ed anche grosso! sarebbe ora di autodeterminarci e decidere quale vogliamo sia il nostro futuro e smettere di metterlo nelle mani del primo bastardo che passa da queste parti!

  6. STANNO PREDISPONENDO TUTTO PER LA SVENDITA DI S.ANTIOCO ALL’EMIRO ARABO…E CHISSA’ POI COS’ALTRO.
    GLI USI CIVICI APPARTENGONO ALLA COLLETTIVITA’ ED E’ VIETATA OGNI FORMA DI COSTRUZIONE EDILIZIA.
    SPETTA A NOI CITTADINI, A QUESTO PUNTO, DIFENDERE IL NOSTRO TERRITORIO PRESSO OGNI COMUNE.
    IL NOSTRO GRUPPO DI GONNESA A 5 STELLE AVEVA RICHIESTO, SU MOZIONE AL SINDACO E AMMINISTRAZIONE, L’UTILIZZO DEGLI USI CIVICI PER ADIBIRLI AD USO ORTIVO PER I DISOCCUPATI E TUTTI COLORO CHE HANNO UN BASSO REDDITO. NON ABBIAMO ANCORA RICEVUTO RISPOSTA. MA FAREMO PRESSIONE E DIFENDEREMO IL NOSTRO TERRITORIO.

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