Una riflessione sulla nuova legge elettorale regionale

di Emanuela Corda e Giuseppe Monni

La nuova legge elettorale regionale, approvata qualche settimana fa, sta suscitando molte polemiche, in particolare per due ragioni: perché non garantirà la parità di genere tra uomini e donne e perché taglierà fuori dal prossimo Consiglio molte piccole formazioni politiche, in quanto sono state previste delle soglie minime, al 10% per le coalizioni e al 5% per le liste che si presenteranno fuori coalizione. Premesso che il Movimento non ha ancora una posizione ufficiale su questo tema (in quanto le posizioni ufficiali sono, o dovrebbero essere, frutto di confronto e voto on line tra tutti gli attivisti) vorremmo provare a fare qualche considarazione a titolo personale.

Anzitutto, il fatto che non sia passata la proposta della doppia preferenza di genere, che avrebbe consentito una adeguata rappresentanza femminile nel Consiglio regionale, è una vergogna, e non solo perché lede un principio di parità sancito dalla Costituzione. Noi pensiamo che le donne, al di là delle convinzioni politiche di ciascuna, siano comunque portatrici di novità, e il nostro sistema politico ha bisogno di un cambiamento che soprattutto le donne possono realizzare. L’esclusione delle donne, quindi, determinata da questa legge elettorale, dimostra ancora una volta che l’attuale classe politica ha terrore di qualunque cambiamento, e non parliamo solo dei politici maschi, ma anche delle attuali consigliere regionali, che infatti (con l’eccezione della sola Claudia Zuncheddu) hanno tutte votato contro la doppia preferenza di genere, andando contro le donne e contraddicendo clamorosamente tutti i proclami di quest’ultimo anno!

Ciò che non condividiamo, invece, è la polemica sulle soglie minime, i cosiddetti sbarramenti che impediranno alle formazioni politiche più piccole di essere rappresentate in Consiglio. Una legge elettorale, infatti, serve a soddisfare due esigenze: consentire una adeguata rappresentanza delle posizioni politiche presenti in una regione, e garantire la governabilità. Queste due esigenze sono egualmente importanti e vanno contemperate. Nel momento in cui si è deciso di ridurre da 80 a 60 il numero dei componenti del Consiglio (riforma che ci trova assolutamente d’accordo e che è stata decisa anche grazie alla pressione del M5S) è inevitabile che alle forze dell’opposizione non possano essere attribuiti più di 24-27 seggi, e siccome questi seggi, proprio per il rispetto del principio di equa rappresentanza, non possono che essere distribuiti proporzionalmente tra le varie forze di opposizione (e devono anche tener conto di un’equa rappresentanza delle varie realtà territoriali) è evidente che non tutte le formazioni politiche possano trovare spazio nel Consiglio regionale. In sintesi: se il M5S vincesse le prossime elezioni, i 24 seggi dell’opposizione dovrebbero essere sudivisi tra tutto il centrosinistra (PD. Sel, Socialisti, RossoMori, etc.), tutto il centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, etc.), forze di centro e autonomiste (Udc, Riformatori, Psd’Az, etc.) e dovrebbero essere suddivisi proporzionalmente, il che renderebbe matematicamente impossibile attribuire seggi anche a tutte le formazioni più piccole (ad es. tutte quelle dalla galassia indipendentista) a meno di non volere un Cosngilio regionale composto da 100-150 componenti! Ecco perché uno sbarramento è inevitabile (ed esiste peraltro in tutto il mondo). Possiamo discutere sulla congruità delle soglie previste (10% e 5%) ma è innegabile la loro necessità, anche perché (ed è uno dei più gravi difetti della nuova legge elettorale) con questi numeri è a rischio l’altra esigenza democratica, e cioè la governabilità: infatti, siamo sicuri che una coalizione possa governare, e affrontare i drammatici problemi della Sardefna, con soli 3 consiglieri di scarto?

Vorremmo però concludere con un auspicio, e cioè che queste soglie minime spingano finalmente la galassia dei tanti partiti indipendentisti ad unirsi, perché siamo certi che se lo facessero supererebbero lo sbarramento e contribuierebbero a innovare la politica isolana. Per quanto riguarda il M5S, invece, il nostro obiettivo non è solo quello di superare la soglia minima ma, ovviamente, vincere le prossime elezioni e portare l’Isola fuori dalla crisi.

Emanuela Corda (cittadina eletta alla Camera dei Deputati per il M5S)

Giuseppe Monni (attivista del M5S)

 


4 Comments

  1. SULLA DOPPIA RAPPRESENTANZA DI GENERE
    L’art. 117 della Costituzione, riformato con la legge costituzionale n. 3 del 2001, al comma 7°, stabilisce che le leggi regionali devono rimuovere ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e, aggiunge, devono promuovere la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
    A seguito della Conferenza Internazionale sulle donne di Pechino del 1995 è stato riformato anche l’art. 51 della Costituzione, il quale prevede che tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza e dispone che a tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra uomini e donne.
    Dunque una previsione esplicita di azioni positive di riequilibrio della presenza dei due sessi in ambito politico, cosiddetto equilibrio di rappresentanza.
    Ebbene sulla scorta di tali modifiche costituzionali la corte costituzionale con la sentenza n. 4/2010 ha riconosciuto la legittimità costituzionale di una norma, l’art. 4 co°. 3, inserita nella legge elettorale della Regione Campania, la quale stabilisce: “l’elettore può esprimere uno o due voti di preferenza scrivendo il nome o nome e cognome dei due candidati compresi nella lista stessa. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza”.
    Senonchè, nella nuova legge elettorale sarda detta norma, con voto segreto, è stata bocciata.
    Chi ha annullato questa non ha compreso il deficit di democrazia presente quando sussiste una elevata disparità rappresentativa fra le componenti della società.
    Elvira Lucia Evangelista (Associazione Nuoro Cinque Stelle)

  2. Personalmente sono concorde a delle condizioni di massima per meglio distribuire il carico di RESPONSABILITA’ degli eletti, e quindi equità su ONORI e ONERI!.
    Però qualche riflessione credo sia doverosa evidenziarla!!
    P.E. Il MERITO, la CAPACITA’ OPERATIVA, l’ONESTA’ la COERENZA dei fatti con le idee proposte; siano questi dei VALORI prescindenti dal sesso Maschile o Femminile dei candidati che possono diventare Eletti.
    Se poi volessimo ulteriormente selezionare i Generi, oggi come oggi, si dovrebbe tenere conto anche del terzo Sesso!!! (Che visti i tempi ha anche un ampia base di votanti!!)
    Ribadisco pertanto, a mio avviso, che non dovrebbe essere necessaria nessuna legislazione restrittiva o inclusiva del Genere, che prescindesse da quei VALORI individuali che nonostante tutto fanno la differenza!.
    Ritengo ancora che, forse, sarebbe necessario invece, un ricambio istituzionale, tra i Politici di Mestiere e i neo rappresentanti degli elettori, animati certamente di più a portare avanti nuove idee e proposte, che sono invece l’operato opposto dei politicanti, i quali tendono sempre a NON CAMBIARE NULLA!!!
    Perchè cambiare vuol dire rimettersi in gioco, accettazione della valutazione del proprio operato e quindi orientamenti più coerenti con le proposte emanate in campagna elettorale.
    Concludo, sognando un Parlamento di PERSONE e non solo di POLITICI. Una rappresentanza, con la percentuale del 50% dei Nuovi Eletti e il 50% dei “POLITICI” se ciò avenisse per ogni Legislatura, si avrebbe un parlamento sempre più aderente alla Realtà Popolare, inquanto, anche perchè i
    Neo-Eletti, diventerebbero alle successive ELEZIONI,dei Politici, e pertanto il 50% ritornerebbe alla propria personale esistenza e professione.
    Permettetemi almeno di SOGNARE !::::::…….

  3. ***** Il movimento 5 stars ha eletto in egual misura…anzi forse + donne senza preferenze “di genere”…… forse è sufficente presentare donne valide…… quelle che ho visto stannazzare fuori dal Consiglio Regionale erano tutte donne che in passato ……..(qualcuna pure attualmente)hanno avuto ” nomine retribuite “……anzi qualcuna alle penultime elezioni comunali ha pure candidato il marito……con sonora delusione..:-(

  4. L’articolo ci voleva, per sbloccare questa discussione.
    Sul doppio preferenze di genere non sono d’accordo sulla sua istituzione, perche’ crea equivoci.
    Equivoci e paletti che impedirebbero di scegliere i migliori candidati, a discapito di una regola che invece imporrebbe di non superare uno scarto massimo tra uomini e donne.
    Poi nel movimento questo proprio non esiste, infatti i candidati sono equamente suddivisi, anzi in alcuni casi sono piu’ le donne che gli uomini senza bisogno di una legge se non quella di scegliere i migliori….
    Parlando delle soglie sono giuste ma troppo alte.
    Parlando delle alleanze io vedo come molto simile in alcuni tratti al movimento solo l’Irs , con cui farei tranquillamente una coalizione. Sale mi piace. E pure noi ci piacciamo ;)….
    Vamos!!!

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