Bertorotta (M5s): in Rai troppa informazione asservita

di Emanuele Conegliano

Senatrice Bertorotta, lei giovedì scorso, 20 giugno – proprio nello stesso momento in cui, in un sala della Camera, si teneva l’incontro promosso da Move On Italia in cui, alla presenza e con il sostegno del presidente della Vigilanza Fico, veniva lanciato un tavolo di lavoro Parlamento società-civile per una Rai indipendente al servizio della libertà d’informazione – chiese la parola nell’aula del Senato per un intervento che non si può certo considerare di routine. Lei con parole chiare (Globalist ne ha pubblicato il testo integrale) ha sollevato il caso del giornalista di Tgr Sicilia Angelo Di Natale, licenziato dopo avere denunciato – sono parole Sue, pronunciate nell’aula di palazzo Madama – una serie di episodi e comportamenti che gettano un’ombra preoccupante sulla gestione dell’informazione pubblica.

Da cosa è nato il suo intervento?
La vicenda mi era stata segnalata da nostri attivisti e militanti del M5S di Modica che ne erano a conoscenza in quanto il caso ha fatto molto clamore proprio per le modalità sospette con cui è stato punito e fatto fuori un giornalista che nel territorio è da tutti come conosciuto come molto serio, professionalmente stimato, eticamente portato ad interpretare compiutamente i doveri del Servizio pubblico. Ho raccolto le informazioni sufficienti e mi sono resa conto che da diversi anni il dott. Di Natale conduceva una battaglia per la moralizzazione del servizio pubblico, contro la pratica della pubblicità occulta, per la qualità del prodotto e contro una gestione di Tgr Sicilia non conforme agli interessi dei cittadini-utenti. Il rischio, purtroppo molto fondato, è che ci si trovi di fronte ad un licenziamento ritorsivo e per questo motivo ho chiesto in Parlamento che si facciano le opportune verifiche perché i fatti gravi denunciati da Di Natale meritano approfondimenti ed indagini incisive ed esaurienti a tutela dell’immagine della Rai.

Lei ha sollevato il caso anche a tutela di tutti i giornalisti liberi e indipendenti. Ce ne parli.
Noi di M5s siamo contro a quelle forme di giornalismo meschino e condizionato, per questo ho detto che licenziare in tronco un professionista che denuncia gravi comportamenti nella gestione di un delicatissimo servizio qual è la pubblica informazione ha il sapore di una minaccia e di un avvertimento nei confronti di tutti gli altri dipendenti.

Ha poi espresso solidarietà a tutti i giornalisti che credono nel diritto-dovere di informare con responsabilità e libertà.
Si e ciò, detto da una parlamentare del M5s, non è affatto una cosa strana. Anzi è la prova, coerente, che la battaglia condotta anche su questo terreno dal M5S è nell’interesse di tutti i cittadini e non a protezione di interessi e posizioni di parte. Per questo, proprio sollevando il caso Rai-Sicilia, ho espresso il convincimento che l’informazione debba essere critica e libera da condizionamenti di qualsiasi natura e ho anche detto che il M5s difenderà sempre i principi di verità, responsabilità, etica e deontologia professionale giornalistica e, nel caso specifico, i doveri del servizio pubblico dell’informazione.

Ora che risposte si attende?
Ho chiesto indagini approfondite e verifiche serie. Martedì scorso la Commissione di Vigilanza ha tenuto la sua prima riunione e altre ne seguiranno nei prossimi giorni per avviare un confronto serrato, attraverso l’audizione dei vertici Rai, sulla trasparenza della gestione. Credo che il caso, già all’attenzione di diversi componenti della Vigilanza, sarà oggetto di interventi anche in questa sede. Del resto il presidente Fico sta orientando la sua funzione all’insegna della trasparenza. Sono certa che le risposte e i chiarimenti verranno. Confido nel lavoro dei miei colleghi e nel buon senso degli altri parlamentari appartenenti alle altre forze politiche.

In questi giorni il Parlamento si è misurato con la difficoltà di assumere una posizione chiara sugli F35. Martedì il Tg2, testata del servizio pubblico, ha trasmesso un servizio che è sembrato uno spot in favore della spesa miliardaria degli F35 che … avrebbe il vantaggio di dare lavoro ai giovani.
Al di là del servizio che lascia intravedere un certo orientamento politico, noi, del M5s, siamo ovviamente contrari al mantenimento del programma degli F35 e faremo di tutto per far valere la nostra posizione. In ogni caso trasmettere simili servizi – soprattutto in momenti come questo in cui la battaglia politica è piuttosto accesa – significa falsare i termini della realtà e soprattutto ingannare i cittadini-telespettatori. A mio giudizio è compito del servizio pubblico ma anche del sistema complessivo dell’informazione non indurre i cittadini utenti ad assumere delle posizioni predefinite, bensì fornire con onestà e nel rispetto della verità tutti gli elementi utili affinché questi possano formarsi il proprio libero convincimento.

A proposito di Tg2, in questi giorni è andato in onda il centesimo servizio-spot inneggiante alle qualità morali della Brambilla, come fosse l’unica “animalista” del mondo.
Anch’io sono animalista ed anche vegetariana, eppure non compaio così spesso, sarà perché sono del Movimento 5 Stelle? No, in realtà perché non apprezzo, anzi disdegno quelle forme di informazione asservite ad interessi particolari, non credibili e non degne di un Servizio pubblico. Posso solo dire che il M5S si farà sentire e in Commissione Vigilanza pretenderà spiegazioni e garanzie di tutela del diritto dei cittadini-utenti ad un’informazione autorevole, onesta, seria, e non falsata.

Fonte: http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=46032&typeb=0&Bertorotta-M5s–in-Rai-troppa-informazione-asservita.

Articolo ripreso anche da Megachip


3 Comments

  1. Cagliari 1/07/13 prot.470/13

    Sottoscrivo l’articolo della cittadina BERTOROTTA. A mio parere rebus sic stantibus la comunicazione sarà sempre asservita al Potere, perché non si può ottenere dal “giornalista” (che in realtà è un impiegato alle dipendenze), (di Montanelli ce n’è stato uno), di non eseguire alla lettera gli ordini ricevuti. Si potranno fare passi avanti quando gli editori saranno “puri”: chi fa l’editore non ha da avere altri interessi, nè economici nè politici, ecc.. Gian Paolo Porcu dottore commercialista.

  2. Cari amici,forse per la vostra giovane età vi sfugge un fatto essenziale.Questo sistema di potere è fondato interamente sulla corruzione e sul controllo dei media.
    “IL VERO POTERE STA’ NELLE MANI DI CHI GESTISCE I MEDIA” L.Gelli. I primi atti della P2 -vedasi atti della commissine Anselmi- sono quelli relativi all’acquisizione del gruppo Rizzoli/Corriere della sera. Le Riunioni tra Gelli e Tassan Din si tenevano a Ginevra-Lausanne in casa di quel Luigi Olivi implicato nello scandalo Lockeed . Olivi,Gelli, Pazienza ,Federici ,Aboudaram ecc. prendevano gli ordini dal centro di coordinamento di Rue de Torreaux du Tample in Ginevra.
    Oggi assistiamo alla conclusione della vicenda sul controllo del gruppo tra Berlusconi e De Benedetti. E’ chiaro che Berlusconi,non è stato informato sui veri proprietari della FININVEST ,la quale, è bene ricordarlo, nasce a Ginevra con la Karfinco S.A. Il Menem Italico è vissuto nella convinzione che i padroni -i suoi padroni- stessero in Sicilia. Con questa convinzione fece un governo criminale,con qualche eccezione, di soli prestanome Siciliani .Frilli,come tutti gli altri del resto.Alla mafia invero venne affidato il compito del controllo territoriale ,l’esercito di occupazione insomma Ma le “menti rafinatissime” non stanno a Palermo ma a Ginevra e a Zurigo. Falcone e Borsellino hanno avuto il torto di affaciarsi a curiosare in CH Presto assisteremmo alla sostituzione del Silvio-Menem . Mi pare che un giovane e loquace politico Fiorentino si stia preparando alla bisogna. Per info: ricevendomi@tiscali.it

  3. Ho sentito anch’io il servizio del TG2 sull’acquisto degli F35 e devo dire che nulla è stato detto che le priorità in questo momento sono ben altre, forza ragazzi siamo con voi per evitare di comprare armi invece del pane, e dei posti di lavoro, e aiuto alle famiglie indigenti.

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