Preparare il terreno per la ‘semina’

di Dafni Ruscetta

 

Le premesse per il futuro nostro e dei nostri figli dipendono dalle scelte che stiamo facendo oggi. Il nostro sistema presenta evidenti squilibri sociali e generazionali che influenzano negativamente il benessere collettivo. E’ giunto il momento di ripensare modelli nuovi e alternativi a quelli sinora adottati, stili di vita sostenibili, più coerenti con le risorse di cui disponiamo, partendo da questioni cruciali come l’equità sociale e i diritti. Tutte variabili peraltro già comprese anche nei principi e nelle intenzioni del movimento per la ‘decrescita’ di Maurizio Pallante.
Per iniziare un cammino in questa direzione una nuova impostazione culturale andrebbe favorita: la fiducia e lo spirito di collaborazione, quel ‘senso di comunità’ di cui Grillo ha parlato nell’ultima e memorabile tappa romana dello Tsunami tour. Così come accade in molti paesi del nord Europa – e in particolare nei paesi scandinavi – questo sentimento comune facilita un clima di maggiore distensione, grazie al quale le persone cooperano liberamente per il bene comune.
Rimane da constatare anzitutto lo scarso coinvolgimento dei giovani nella vita del nostro paese, come uno dei vizi peggiori della nostra società contemporanea. Sebbene anche la Germania presenti un andamento demografico simile a quello italiano, tuttavia i tedeschi – così come la Danimarca e gli altri paesi scandinavi – hanno saputo promuovere la piena partecipazione dei giovani, innescando così quelle basi per una solida ripresa economica e sociale.
Il tasso di occupazione giovanile, nel nostro paese, è uno dei più bassi d’Europa. L’Italia è anche uno dei paesi con la più alta percentuale di giovani che dipendono economicamente dai genitori e questo non è imputabile solo a fattori culturali (un dato ISTAT del 2008 rilevava che nella fascia d’età 25-34 la percentuale di persone che vivono con i genitori era al di sotto del 40% al Nord e sopra il 50% al Sud). Certamente il ‘fattore culturale’ ha un peso nel determinare una simile situazione, ma non possiamo non riconoscere che le condizioni materiali a cui i giovani italiani sono esposti rendano poco attrattiva l’uscita dalle famiglie. La flessibilità, ad esempio, di cui tanto si parla ultimamente e che il nostro attuale Premier ha sbandierato quasi come un valore per le nuove generazioni, non è mai stata accompagnata da adeguati ammortizzatori socialiche ne riducessero i rischi in caso di perdita del lavoro. In un paese che non si trova in stato di “piena occupazione” questo ha rappresentato un atto di miopia (o forse di egoismo) da parte della classe dirigente. Una prima soluzione a questo problema, allora, si ritrova nella garanzia di poter disporre di un sostegno al reddito dopo perdita del lavoro. Il cosiddetto ‘reddito minimo’ o ‘reddito di cittadinanza’ per dirla alla Grillo (punto primo nel programma che il M5S ha presentato durante la recente campagna elettorale), è una realtà presente in quasi tutti i paesi europei, a esclusione di Grecia, Ungheria e Italia.
Come di fondamentale importanza è il rapporto tra formazione e lavoro. In ogni percorso formativo gli studenti dovrebbero sempre più alternare periodi di studio e lavoro, come accade nella maggior parte dei paesi europei e anglosassoni. I percorsi di studio, inoltre, dovrebbero essere sempre più mirati alle imprese e al mondo del lavoro, rendendoli più pratici e meno teorici e adeguando costantemente anche la formazione dei docenti a tal fine. Negli Stati Uniti, ad esempio, nei manuali di diritto spesso non si studia solo la teoria, ma atti, sentenze etc, che preparano alle dinamiche della pratica del lavoro quotidiano. Molte università di paesi anche a noi vicini già da tempo prevedono percorsi di studio in aula intervallati da brevi periodi di lavoro in imprese/enti con esse collegati e gli stessi docenti di quelle facoltà partecipano costantemente a programmi di formazione e di aggiornamento delle competenze e delle esigenze del mondo del lavoro.

di Dafni Ruscetta

Immagine in home tratta: http://landescape.altervista.org/joomla/it/blog/-diamoci-da-fare/166-semina-quando-cosa-e-come


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