Legge elettorale. Gli esecutivi della casta e la democrazia partecipata.

 di Nicola Di Cesare

L’Italia  è un paese che sembra condannato a portare sulle proprie spalle il peso della storia del mondo. Un’affermazione come questa potrebbe far sorridere se pensiamo che gli Italiani non rappresentano che una piccola minoranza tra i popoli della terra ma, ragionando sulle conseguenze storiche che il diritto romano ha generato nella formazione delle civiltà contemporanee, non si può che porre attenzione a ciò che oggi accade tra le confuse righe della crisi politica del nostro “insignificante” paese.

Come sempre accade in tempi di crisi, l’affanno nel cercare la cura della malattia porta alla determinazione delle diagnosi più disparate. Tra quelle che si stanno affacciando più prepotentemente, la più temuta dagli establishment dei paesi più avanzati , lascia intravedere delle conseguenze davvero rivoluzionarie. Parliamo della nuova democrazia partecipata, fenomeno sul quale ancora non si è avvicinata la grande lente dell’intellighenzia planetaria, la quale, come sappiamo, disponendo ancora di orologi analogici perennemente indietro, ama in genere operare minuziose autopsie piuttosto che accurate analisi su esseri ancora viventi.

Per capire di cosa si tratta bisogna prima fare qualche premessa di carattere tecnico-metodologico. Affinché un agente politico o un semplice cittadino potessero esprimere una personale opinione circa il proprio indirizzo politico, fino a qualche anno fa, era necessario che questa fosse comunicata per interposta persona. L’istituto della delega è stato dunque per secoli l’unica possibile forma di partecipazione alla formazione delle decisioni politiche aventi ricadute su territori anche scarsamente popolati. L’assenza di strumenti di raccolta e catalogazione e infine di sintesi delle opinioni, ha generato gli istituti storici che costituiscono l’insieme degli organi di potere degli stati moderni. La delega ha quindi consolidato nei secoli una “casta” di potere che ha “posseduto” a titolo di proprietà intellettuale gli strumenti culturali e legislativi indispensabili alla gestione dei poteri; ancor peggio ha generato nei cittadini sudditi la convinzione che questo sapere individuale fosse indispensabile e imprescindibile per il buon funzionamento delle istituzioni.

Ma la storia, si sa, è bizzarra come i vulcani. Può dormire per secoli mentre le sue camere magmatiche si riempiono e comprimono la terra per poi risvegliarsi improvvisamente mandando in cenere in poche ore ciò che l’uomo pensava dovesse durare per sempre.

Internet ha covato per qualche decennio, proprio come un vulcano, la sua eruzione, senza che i suoi continui sbuffi e frequenti tremolii facessero intuire alla casta cosa stesse accadendo, finché  anche l’ultimo  elemento scatenante, manco a dirlo ignorato, ha dato il via all’eruzione devastante. Il social network. Di questo apparentemente innocuo e goliardico strumento di “svago” dell’universo internautico è stato detto di tutto ma mai la cosa più importante e cioè che è stato capace di erodere fino a distruggere la credibilità dei filtri che, frapponendosi tra i cittadini e la casta, hanno per secoli difeso le prerogative di quest’ultima. Questi filtri, in origine pensati per scopi altamente nobili ma infine asserviti alla logiche oligarchiche di pura conservazione del potere, si chiamano partiti politici, stampa di regime, sindacati di partito, intermediari finanziari creditizi detti volgarmente banche.

I cittadini, si sono scoperti d’un tratto capaci di poter generare il proprio consenso o dissenso senza che questo dovesse essere mediato da qualche artefatta istituzione che ne guidasse gli esiti a fini precostituiti; improvvisamente il re è diventato nudo e gli scopi dei suddetti filtri si sono rivelati per quello che sono sempre stati una truffa della casta ai danni dei più.

Ora che tutto è arrivato al dunque e cioè nelle stanze della casa d’ Ipatiev a Ekaterinburg, la casta si arrocca dietro le “urgenti necessità del paese” senza accorgersi che così facendo scopre la più inafferrabile delle verità e cioè che la costituzione Italiana, “la più bella del mondo” è stata per anni violentata dai partiti fino a farne un sordido strumento di appropriazione dei soldi dei contribuenti. In che modo ? Attraverso l’uso distorto e pilotato del “potere esecutivo”.

L’esecutivo non a caso è considerato dalla vulgata popolare l’organo di potere costituzionale responsabile delle ruberie e della mala gestione delle risorse pubbliche. Il motivo risiede nel fatto che”i governi” sono deputati a “gestire” e “usare” i soldi che i cittadini devolvono alla collettività con le proprie tasse.

Il gioco delle parti sulla “carta costituzionale” prevede che il parlamento debba decidere, attraverso l’emanazione delle leggi dello stato, come questi soldi debbano essere spesi e dunque la loro destinazione, con la definizione di politiche economiche scaturenti dal dibattito politico parlamentare. All’esecutivo spetterebbe il compito di applicare queste leggi gestendo i denari necessari affinché tali leggi esplichino i loro effetti in modo più efficace, efficiente ed economico possibile. I governi dunque avrebbero il compito di “amministrare” e non “decidere” come e quanto spendere. Ciò che può essere assimilato a un  golpe bianco, perpetrato nel silenzio della stampa di regime è stato realizzato attraverso l’espropriazione delle funzioni legislative del parlamento a favore dell’organo esecutivo, composto da nominati e non da eletti, rendendo del tutto passivo il ruolo decisionale dell’elettorato. I governi da qualche anno a questa parte hanno cominciato ad arrogarsi il diritto di legiferare tenendo sotto ricatto il parlamento schiavo di una legge elettorale creata ad arte per selezionare dei fedeli ratificatori di decretazioni governative.

Ma ogni mostro, come è noto, ha i suoi punti deboli e quello dell’attuale “partito del governo a tutti i costi” ne ha rivelato uno davvero interessante. Una legge elettorale pensata per il bipolarismo del “partito unico” PD-PdL è stata scardinata dal mandato diretto dei cittadini a una forza politica terza, il M5S, per riscrivere le regole del gioco e smascherare la truffa ormai ventennale perpetrata ai loro danni.

Ora che un governo si può fare solo con la PALESE collaborazione tra le forze “del partito unico bipolare” apparirà a tutti chiaro l’inganno ma andiamo oltre.

Ciò che apparirà con tutta evidenza sarà la riappropriazione del parlamento e della sua funzione legislativa da parte degli elettori e l’evidente inutilità della funzione degli esecutivi e di quella gabbia istituzionale rappresentata dalla loro pretestuosa funzione di “indirizzo politico”. Ebbene sì; avete capito bene; gli esecutivi sono inutili e mostruosamente dispendiosi. Nell’architettura di uno stato moderno ed efficiente l’esecutivo centrale potrebbe essere tranquillamente sostituito da un organo deputato unicamente alla emanazione di regolamenti e non di atti aventi forza di legge e nelle sue funzioni amministrative coadiuvato dai parlamenti regionali.

Perché mai dobbiamo continuare a mantenere a nostre spese un apparato elefantiaco e costoso che ci ha privato negli anni e nel silenzio generale della potestà di decidere, in assenza di preclusioni ideologiche, quali politiche adottare per il buon funzionamento e la crescita della società civile del paese, monopolizzando le risorse dei cittadini per veicolarle verso le loro lobby, le loro banche, i loro apparati di partito, i loro sindacati e  la loro stampa di servizio ed espropriando gli stessi cittadini dei loro più elementari diritti ?

Una nuova legge elettorale deve essere pensata per  rimettere in moto la centralità del parlamento nel funzionamento del paese, che tenga conto delle indicazioni dei cittadini nell’uso delle risorse, dei territori; che tuteli e riconosca i loro diritti, le loro specificità e impedisca la genesi di un’ulteriore dittatura dei governi in mano alle caste.

Una riforma costituzionale deve essere pensata e realizzata per togliere dalle mani dei centri di potere la possibilità che questi possano cooptare sistematicamente le risorse pubbliche e deprimere i diritti di tutti a favore di pochi, riportando all’originaria funzione amministrativa apicale l’organo esecutivo dello stato chiamato “governo” .

di Nicola Di Cesare

Immagine in home tratta da M5S Caltanissetta


5 Comments

  1. Alla luce dell’odierna consultazione del Presidente incaricato Bersani, la sola proposta che il movimento può e deve fare è quella di indicare al Presidente della Repubblica un autorevole personalità (non i soliti Amato, Letta, ed infine Grasso o i soliti intellettuali che vivono in stanze asettiche avvulsi dalla realtà) che porti in parlamento i punti che il movimento ritiene prioritari chiede e sottoponga al PD se veramente vuole un governo del cambiamento ed il bene del nostro paese la fiducia, così vedremo la loro effettiva volontà di voler il bene del paese e non del loro partito

  2. La mia opinione per il movimento 5 stelle di non fare coalizioni con la vecchia politica di andare avanti così PDL e PD ci hanno portato a questo stato sociale pessimo per la nostra cultura attuale , ragionano come bambini dell’asilo, sono inattendibili sotto qualsiasi forma di etica politica e professionale,vi è lo spauracchio delle nuove elezioni?Causa dei giornali e dei pessimi giornalisti non credo che chi ha votato la linea M5S ,se ci saranno nuove votazioni voteranno altri partiti, se ci saranno evidentemente non hanno capito,o non vogliono capire che è arrivato il momento di votare per noi italiani per i nostri figli per meritocrazia e non per questi 4 buffoni analfabeti che ingrassano come maiali a nostre spese ,quindi andiamo avanti sulla linea di Grillo se vi è da fare sacrifici tirare la cinghia in questi anni futuri, bene questa volta li voglio fare per me per gli italiani ma sopratutto per trovare il ritorno dei nostri sacrifici al paese al sociale. Non molliamo ragazzi forza al movimento!!!!

  3. Precise considerazioni in una descrizione chiara di ciò che il progresso ci ha regalato. Strumenti che tornano a vantaggio del mondo intero che attraverso una fonte libera di comunicazione ha la possibilità di stoppare il sistema che lo ha relegato al silenzio e alla soccombenza. In Italia andando avanti così raggiungeremo traguardi impensabili.

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