A proposito di zona franca…

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Nel voler contribuire ad alimentare il dibattito sulla zona franca in Sardegna, un gruppo di studio interno all’Associazione 5 Stelle Cagliari (del quale fanno parte il neo parlamentare Andrea Vallascas, il Dr. Nicola Di Cesare che si occupa di analizzare le politiche economiche regionali e l’Ing. Antonio Massoni), sostiene che la Z.F. estesa a tutto il territorio regionale – che secondo alcuni potrebbe essere una grande occasione di sviluppo dell’economia isolana nonché di affrancamento dalla pesante pressione fiscale sui cittadini della regione – in realtà non sarebbe realizzabile, almeno ai sensi della normativa vigente.

Di recente la Giunta Cappellacci ha emanato una delibera nella quale chiede l’istituzione della Zona Franca integrale ma nella sostanza tale delibera non solo non avvia il procedimento giuridicamente previsto per l’istituzione di una qualsivoglia Z.F, ma fa perdere ulteriore tempo prezioso andando a incagliarsi in un contenzioso con lo stato Italiano e con l’UE, che sarebbe già perso in partenza.

Analizzando nel dettaglio tale delibera, si può notare come parli di riconoscimento della Sardegna e delle isole minori circostanti quale territorio extradoganale, con una richiesta indirizzata all’Unione Europea; nella stessa, riferendosi al DLgs 75/1998, la RAS rivendica, all’art. 12, l’attuazione dello Statuto Speciale argomentando che non spetterebbe allo stato Italiano sindacare sull’istituzione della ZF. La delibera, inoltre, comunica alle autorità Europee e a quelle Doganali, nazionale e regionale, la volontà della RAS di rendere immediatamente operative sul territorio dell’intera Isola le prerogative già individuate nel regolamento CEE (esattamente il n. 2913/1992 e nel relativo regolamento di attuazione n. 2454/1993, entrambi richiamati nel D.Lgs. n. 75/1998), con una perimetrazione coincidente con i confini naturali dell’Isola e delle sue isole minori circostanti.

Il problema, a nostro avviso, è che  tale delibera  crea in  poche righe un po’ di confusione nell’ interpretazione delle norme. Vediamo perché:

Il primo errore sta nella richiesta velleitaria di revisione del vigente codice doganale attraverso la modifica dell’art. 3 del Regolamento n. 450/2008 (Codice Doganale Europeo), che entrerà in vigore il 24 Giugno 2013, il quale prevede solo ZF intercluse (art. 155) e quindi non estese a tutto il territorio regionale, con l’inserimento del territorio della Sardegna e delle sue isole minori circostanti quale territorio extradoganale dell’Italia, prerogativa attualmente non prevista; come si sa questo codice è  emanato attraverso la concertazione degli organi comunitari quali la commissione europea, il consiglio dei ministri europeo e il parlamento dell’UE su indicazione di tutti gli enti doganali degli stati membri; esso è pertanto dunque non emendabile a gentile richiesta.

Il secondo passaggio irrealizzabile consta nel non aver considerato che, per attribuire al territorio regionale lo status di ‘extradoganale’, sarebbe necessaria una modifica del Trattato di Lisbona e non solo del CDC, il che è di per sé proceduralmente impossibile almeno nel medio periodo. Il terzo errore, ancora più grave, è stato commesso nel non considerare quali potrebbero essere in prospettiva le conseguenze di tale attribuzione. Ancora, si sbaglia a nostro avviso nel richiamare l’articolo 12 dello Statuto proprio per la sua enunciazione lapidaria  che non lascia scampo a interpretazioni (“Il regime doganale della Regione è di esclusiva competenza dello Stato”), non considerando che peraltro i tributi pagati sul territorio regionale vanno devoluti all’erario Statale prima ancora di vedere la strada del ‘ritorno’ nelle casse regionali. Infine, è necessario segnalare che in ogni caso il Dgls 75/1998 fa riferimento esclusivamente a Zone Franche Doganali Portuali di scarsissimo interesse e per definizione non estendibili ad aree appunto non doganali.

Tali Zone Franche, infatti, non condurrebbero a nessun vantaggio per le attività regionali, in quanto limitate solo ad alcune agevolazioni, peraltro nemmeno fiscali ma solo procedurali, nella movimentazione delle merci.

Fatte queste debite premesse, arriviamo alla questione del 24 Giugno 2013; tale data è indicata dal Nuovo Codice Doganale Comunitario come termine ultimo per l’entrata in vigore degli articoli, tra i quali quello che impone che le ZF Doganali possano essere solo ‘intercluse’ cioè chiuse e delimitate alle aree portuali e, dunque, sempre di ZF doganali si parla. Questo Codice è peraltro già superato da ulteriori rimaneggiamenti che sono a tutt’oggi all’esame delle commissioni comunitarie che si occupano della sua stesura, ma questa è ancora un’altra storia.

Quando parliamo di ZF occorre anzitutto decidere di cosa si sta parlando. Allora scendiamo ancora più nel dettaglio. Esistono diverse forme di Zone Franche nel mondo e il loro numero, attualmente superiore alle mille unità, è tendenzialmente in aumento.

La Convenzione Internazionale di Kyoto del 1973 definisce Zona Franca come «… la parte del territorio di uno Stato in cui le merci che vi sono introdotte, sono considerate come fossero fuori dal territorio doganale, per quanto attiene ai diritti e alle tasse d’importazione e non sono sottoposte agli usuali controlli dell’autorità di Dogana». L’Ordinamento dell’Unione Europea, dunque le legislazioni degli Stati membri, definisce ZF «… ogni territorio istituito dalle autorità competenti degli Stati membri, dove si possono introdurre merci, avvantaggiandosi dei rimborsi sulle esportazioni o sui costi di importazione; inoltre, sono esentate dai dazi doganali, dei prelievi agricoli, delle restrizioni quantitative e di qualsiasi tassa o misura di effetto equivalente». L’UE mira a definire l’esperienza di Zona Franca in base ai suoi più generici caratteri di area ove è sospesa l’applicazione parziale o totale di norme fiscali e commerciali in vigore nella Comunità e applicabili al caso.

Nel Testo Unico delle Leggi Doganali italiane, si intende per ZF «… una parte del territorio doganale, non delimitata da recinzioni, dové ammesso il consumo di determinati prodotti in esenzione o con la riduzione di imposta, entro limiti stabiliti».

Queste sono le così dette Zone franche per contingenti, previste per la Regione Valle d’Aosta e per la Provincia di Gorizia, le zone di Livigno, Campione d’Italia, lago di Lugano, Ponte Tresa e Porto Ceresio.

Le Nazioni Unite hanno elencato ben 23 denominazioni di ZF in base agli obbiettivi economici che le diverse Aree Economiche Speciali perseguono che nel dettaglio possiamo elencare come le seguenti:

“Zone Franche commerciali” «… aree dove si svolge il trasbordo, lo stoccaggio e dove le merci sono in attesa di essere reimportate, possono essere destinate a migliorarne la qualità o la presentazione».

“Porti Franchi” «… dove è possibile compiere tutte le operazioni inerenti, l’imbarco, sbarco, trasporto di materiali e trasformazioni; consentendo così agli agenti economici operanti nel porto un’immunità doganale, sia per incrementare i traffici, che facilitando l’impianto di stabilimenti industriali nell’area franca».

“Punti Franchi” «… presentano dei limiti dimensionali e hanno un carattere prettamente commerciale, senza dare fastidio e intralcio alle altre attività portuali».

“Zona Franca portuale” «… le merci entrano ed escono in una zona del porto chiusa, senza formalità doganali».

“Deposito Franco” «… è un edificio in prossimità della linea Doganale marittima in cui le merci sostano in sospensione di tributi e senza prestazione di garanzia; le merci introdotte possono essere sottoposte soltanto alle manipolazioni usuali che non ne alterino la natura e vengono immagazzinate a condizioni fiscali vantaggiose».

“Zone Franche industriali” «…aree nelle quali è concessa anche la trasformazione, che da valore aggiunto alle merci».

“Zone Franche di seconda generazione” «… aree in cui, oltre alle agevolazioni fiscali, sono presenti vantaggi finanziari, sociali e amministrativi, sia per le imprese che per i lavoratori; di fatto, sono connesse con le attività commerciali e produttive che, oltre a favorire le classiche operazioni, stimolano la trasformazione delle merci, anche per il mercato interno».

“Zone Franche speciali” «…sono aree stabilite dal governo, per stimolare ed equilibrare l’agricoltura, l’industria, il commercio e il turismo… ogni zona amministra da se il proprio sviluppo economico, industriale e fiscale, senza l’aiuto del governo nazionale… vengono offerte strutture adeguate, al fine di creare un collegamento con le comunità circostanti… talora sono previsti incentivi finanziari, infrastrutture o la formazione per il personale impiegato: in sostanza, può essere una specie di incubatore in cui alle aziende viene dato tutto il necessario per svilupparsi».

“Zone Franche d’Impresa” «…sono aree destinate a godere di uno statuto speciale al fine di rilocalizzare le imprese industriali; di attrarre investimenti internazionali orientati alla sola esportazione, permettendo l’ingresso libero di materie prime e semilavorati».

“EPZ o Export Processing Zones” «…rappresentano le zone franche più diffuse al mondo, specie nei paesi in via di sviluppo, godendo di incentivi addizionali che le caratterizzano».

Gli incentivi di cui godono normalmente le ZF sono i seguenti:

1) Offerta di importazione esentasse di materie prime o semilavorati disponibili nel mercato interno;

2) Esenzione temporanea, dai tre a dieci anni, spesso prorogabile, sulla tassazione dei redditi;

3) Offerta alle imprese di riduzione o annullamento delle pratiche burocratiche e doganali, con relativa diminuzione dei costi amministrativi e dei ritardi; possibilità di rimpatrio totale dei profitti; evitare l’iter di approvazione per importazione di strumentazione estera e possibilità di utilizzare le quote di importazione assegnate al Paese ospite, di certi blocchi commerciali come l’UE;

4) Offerta alle imprese di tariffe generalmente più basse per affitto di stabili, spazi e per l’energia elettrica;

“Zona Franca di Consumo” «…determinati quantitativi e tipologie di merci possono essere importate dal resto del mondo per essere consumate all’interno della zona franca considerata alle imprese di tariffe generalmente più basse per affitto di stabili, spazi e per l’energia elettrica».

“Zona Franca Doganale” «…le merci entrate usufruiscono dei vantaggi doganali ma godono dell’appartenenza europea».

“Zona Franca di Produzione” «…le aziende beneficiano sia di esenzioni doganali per le merci e i prodotti importati da qualunque paese, che di agevolazioni fiscali, nel rispetto della normativa comunitaria, per quanto riguarda le imposte dirette, indirette e le misure di flessibilizzazione del lavoro»…….

Ora che abbiamo il quadro generale della situazione dovremmo domandarci: di quale ZF abbiamo bisogno ?

Occorre argomentare, giunti a questo punto della trattazione, che a nostro avviso l’istituzione della extraterritorialità fiscale della Sardegna rappresenterebbe un ‘suicidio’, per due ordini di motivi. In primo luogo perché la Regione vedrebbe ridotto il proprio bilancio del 90% senza che nulla possa contribuire al funzionamento della macchina regionale e dei servizi connessi (sanità, scuole, università, strade etc.),  riducendoci probabilmente ad una situazione da ‘far west’. In secondo luogo la Sardegna diventerebbe terra di conquista di qualsiasi forma di traffico o malaffare, che potrebbe agire in totale assenza di controlli sulla provenienza legale, qualità e certificazione delle merci. Queste considerazioni non sono solo frutto di riflessioni personali, ma sono state condivise da più parti nel corso del nostro percorso di approfondimento sulla questione. Ma c’è ancora un altro motivo da aggiungere ai precedenti. La Sardegna, in realtà, non è stata mai individuata nel Trattato di Lisbona come zona extraterritoriale della UE e, dunque, tutto il ‘castello di carte’ costruito intorno alla ZF integrale crolla miseramente.

L’unica strada a nostro avviso percorribile – dettata dal buonsenso – potrebbe essere quella di studiare un nuovo pacchetto di ‘fiscalità di vantaggio’ e di ‘servizio’, al fine di dare supporto e crescita (nonché lavoro) a migliaia di nuove imprese che potrebbero insediarsi nelle aree industriali già esistenti e infrastrutturale, adiacenti ai porti già indicati nel famoso Dgls 75/98.

La chiave giuridica per arrivare alla definizione di una simile ipotesi potrebbe essere trovata nella formulazione degli articoli 107 – 108 – 109 del TFUE (trattato di Funzionamento dell Unione Europea) all’interno dei quali si fa riferimento ai casi previsti per l’istituzione delle ZF che possono considerarsi compatibili con il mercato interno: “Gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, nonché quello delle regioni di cui all’articolo 349 ovvero della Guadalupa, della Guyana francese, della Martinica, della Riunione, di Saint Barthélemy, di Saint Martin, delle Azzorre, di Madera e delle isole Canarie, aggravata dalla loro grande distanza, dall’insularità, dalla superficie ridotta, dalla topografia e dal clima difficili, dalla dipendenza economica da alcuni prodotti, fattori la cui persistenza e il cui cumulo recano grave danno al loro sviluppo”. Nessun’ altra. L’articolo 108 TFUE dice che “A richiesta di uno Stato membro, il Consiglio, deliberando all’unanimità, può decidere che un aiuto, istituito o da istituirsi da parte di questo Stato, deve considerarsi compatibile con il mercato interno, in deroga alle disposizioni dell’articolo 107 o ai regolamenti di cui all’articolo 109, quando circostanze eccezionali giustifichino tale decisione”.

Cioè il Consiglio dovrebbe deliberare all’unanimità l’istituzione delle ZF per la Sardegna su richiesta del governo Italiano e previa proposta della Regione Sardegna.

Questa strada, opportunamente ponderata nei termini di fiscalità di vantaggio, ci pare l’unica percorribile a patto che la sua formulazione sia supportata dai necessari passi istituzionali già previsti dal Trattato di funzionamento dell’UE, da parte del governo regionale e non da sterili e ingannevoli dichiarazioni di intenti mascherati da delibera regionale.

 


About Nicola Di Cesare 8 Articoli
Laurea Specilistica in Scienze Economiche modellistico statistiche. Attualmente consulente per Sistemi di gestione per la qualità ambiente e sicurezza.

31 Comments

  1. NOI CHE LA ZONA FRANCA LA VOGLIAMO – Occorre prendere atto, che da sardi con gravi disattese istituzionali, siamo continuamente assaltati da predicatori del bene facile, mentre le difficoltà incombono e si amplificano quotidianamente. Chiaro che M5S sardo auspica tale realizzazione, tuttavia, avverte che potrebbe non essere attuabile, sulla base degli argomenti legislativi citati. Purtroppo, chi commenta lo fa spesso senza cognizione di causa e posta irriverenti battutacce contro chi, pur lavorando a favore di certe scelte, avverte sulle possibili illusorie convinzioni che se disattese, potrebbero creare maggior danno. Il Movimento 5 Stelle oggi è impegnato in ben altre qustioni di carattere organizzativo per la formazione della squadra di Governo e tutte le forze sono orientate a far sì che il PROGRAMMA M5S divenga una realtà. A difesa di questo programma, spezzo una lancia ritenendo che l’applicazione dei suoi punti andrebbe già da sè a risolvere una infinità di problemi di carattere economico e sociale, per cui alla zona franca si potrebbe anche rinunciare, se con un Governo M5S, sostenuto a tutto spiano da una magioranza assoluta, si andassero a risanare i guasti che la vecchia politica ha creato alla Nazione. Ci crediamo? Allora, la direzione è un’altra e non quella di asservrsi alle mille confusionarie correnti di pensiero che piazzano i soliti specchietti.

  2. Chiedo a tutti i lanciatori di pietre se prima di scaldarsi hanno letto l’articolo (e magari capito il significato).

    ” sostiene che la Z.F. estesa a tutto il territorio regionale – che secondo alcuni potrebbe essere una grande occasione di sviluppo dell’economia isolana nonché di affrancamento dalla pesante pressione fiscale sui cittadini della regione – in realtà non sarebbe realizzabile, almeno ai sensi della normativa vigente.”

    Ecco, la frase “almeno ai sensi della normativa vigente” dovrebbe già almeno accendervi il neurone e spingere alla fatica di leggere il contenuto dell’articolo.
    In nessun momento l’articolo asserisce che gli autori NON VOGLIONO la Zona Franca, semplicemente precisano che alcuni Incantatori di Serpenti (in altro articolo fecero menzione del Pifferaio Magico) stanno sfruttando il malcontento della Popolazione lucidando un ottimo Specchietto per Allodole in vista della Prossima tornata elettorale Regionale.
    Se Scifo e Randaccio fossero più seri ci direbbero intanto a QUALE tra le 23 tipologie di Zona Franca si riferiscono in quanto, quella applicabile non porterebbe alcun vantaggio alla popolazione (se non qualche decina di posti di lavoro all’interno del Porto).
    A volte il sospetto che le trovate tipo “Rimborso IMU” non siano le stronzate di un Vecchio Pedofilo, ma frutto di studi sociologici sull’annichilimento cerebrale del popolo Italiano.
    E me ne rammarico.

  3. A questo punto è difficile capire dove stia la “verità” da entrambe le parti ci sono esperti in materia che sostengono tesi inconciliabili.

    • da una parte ci sono quelli che promettono benzina gratis, lavoro e ricchezza dall’altra ci sono quelli che dicono che secondo la normativa vigente questo non è possibile, ma si possono ottenere solo alcune ben precise agevolazioni fiscali. Chi credere? Per non sapere né leggere né scrivere intuitivamente mi fiderei più dei secondi

  4. ….”rischio contro un eventuale mancanza di fondi a sostegno di Sanita’ – scuola – opere pubbliche”.??dice, ma forse non ha idea dell’impatto che avrebbe l’istituzione della ZF. Ritengo che talvolta il silenzio sia d’oro….e si evitano magre figure!!
    In quanto all’articolo non scendo nel dettaglio mi basta fare una rilevazione: chi ha la pretesa e l’aspirazione di rappresentare il nuovo volto della politica, rompendo con i vecchi giochetti del passato deve avere il coraggio di esprimere chiaramente le proprie idee….chi ha scritto l’articolo è contro una eventuale istituzione delle ZF in Sardegna ma non ha abbastanza coraggio da dirlo apertamente. Forse non siete il nuovo che andate sbandierando.

  5. chi sostiene che la Z.F. estesa a tutto il territorio regionale – non potrebbe essere una grande occasione di sviluppo dell’economia isolana nonché di affrancamento dalla pesante pressione fiscale sui cittadini della regione – in realtà dice che non sarebbe realizzabile, almeno ai sensi della normativa vigente, e questo che cosa vuole dire, che c’è qualcuno all’interno del movimento che stà remando contro oppure farebbe meglio a occuparsi di materie più affini alla loro conoscenza

  6. Riporto, caro m5s, il commento dell’Avv. Francesco Scifo: Interessante e argomentato ma esprime delle opinioni e dimentica tre aspetti: per evitare queste critiche abbiamo dato indicazioni all’Assessore Zedda, nell’ultima riunione, proprio affinchè mandasse una comunicazione al Presidente Monti da presentare al Consiglio Europeo del 14 p.v.; secondo, non è proprio per niente scontato che la zona franca integrale sia aiuto di Stato, come invece danno per certo i relatori. Terzo, non è per niente vero che le perdite in tema d’introiti fiscali renderebbero la Sardegna più povera, nè che vi sarebbe un far west, dato che i controlli doganali in entrata ci sarebbero sempre. Il punto è che se si parte da posizioni pregiudiziali si sbaglia, uno strumento non è nè buono nè cattivo in sè dipende da come lo si usa. I suddetti studiosi dimenticano di dire che da tutti gli studi esistenti risulta che in tutti i paesi del mondo i bilanci degli Stati che hanno utilizzato zone franche non sono mai andati in perdita ma sono sempre migliorati nel medio e lungo periodo. Le indicazioni che loro danno sono comunque utili per inquadrare il fenomeno. Ultima indicazione chi sarebbero i pifferai magici? Servirebbe anche a me uno strumento così!

  7. …sollecito un’espressione del movimento sulla questione zona franca, se fosse questa sappiate fin d’ora che l’appoggio di cui avete goduto svolterà in un batter d’occhio in avversione…
    i legali ed i consulenti del movimento pro zona franca stanno già analizzando questa pubblicazione, ma gli attivisti e i coordinamenti locali, come chi scrive ne hanno colto il senso politico…
    chiarite la vostra posizione subito, già alle prossime riunioni parleremo di voi…
    antonio tiragallo

    • Tiragallo secondo Lei il suo è il metodo appropriato per un sereno confronto? a me pare proprio di NO. L’articolo in questione non solo è bene articolato come rigorosa esposizione degli argomenti contro ma anche FONDATO nei suoi termini di rischio contro un eventuale mancanza di fondi a sostegno di Sanita’ – scuola – opere pubbliche. Se Lei Tiragallo vuole avanzare eccezioni nonche’ controdeduzioni al medesimo, le faccia con la stessa ricchezza di analisi e riflessioni. Ho il sospetto che la Vostra posizione intorno all’argomento rasenti il DOGMA , che come ben sa, non ammette nessuna discussione. Recentemente il P.S.D’aZ è fuori uscito dalla Giunta Regionale, ho il sospetto che una sua Bandierina sara’ posta sul tema Z.F.. che è un argomento che a quanto pare in una futura campagna elettorale è quanto mai facilmente spendibile come punto qualificante nella relativa Campagna.

      • O Casu ma di cosa sta parlando ma si informi!!!! Tutto quello che ha scritto Vallascas è completamente sbagliato in alcuni casi e in altri è completamente superato. Queste argomentazioni che il movimento 5 stelle, con i rappresentanti sardi, è fuori da ogni luogo e soprattutto contro tutti gli ideali che avete sbandierato ai quattro venti prima delle elezioni e che adesso non state mantenendo. Continuate di questo passo andando contro la gente e il popolo che vuole la zona franca e avrete vita breve… politica si intende. Vi invito a partecipare ad un incontro con l’Avv. Scifo e con la Dott.ssa Randaccio al fine di potervi chiarire un po le idee. Dal vostro movimento non si possono accettare assolutamente alcun tipo di cambiamento di rotta, avete avuto il voto dai sardi anche per la zona franca e oggi non potete trattare questo argomento in maniera così superficiale. Capisco che potete essere inesperti, ma caspita il sig. Vallascas in questo momento non è il primo che capita ma un deputato della repubblica italiana, e come tale ha il dovere di informarsi e direi di piu, visto il movimento che lo ha fatto entrare in parlamento, ha un dovere morale verso noi sardi. Sappia che non è più accettabile una caduta di stile o sbaglio se lo vogliamo chiamare così, sul tema che ormai è diventato la ultima ancora di salvezza del popolo sardo. Il popolo in questo momento vuole risposte e non articolo preconfezionati copiati spudoratamente dal blog di maninchedda senza una visione nuova della zona franca. I tecnici dei movimenti vi aspettano per il confronto, vogliate assecondare il volere dei sardi, oppure richiedo la immediate dimissioni dell’onorevole in quanto non piu rappresentativo del voto del popolo.

        • Invece di scrivere che è tutto completamente sbagliato, crede di avere la capacità di argomentare quali punti ritiene sbagliati e su che base Legale?
          O è solo un cavalcatore di onde?
          Grazie.

          • Meno male che dovevate essere il nuovo e avete convinto anche me a votarvi alle ultime elezioni.
            Vi state comportando come vecchi politicanti della peggior specie.
            Le confermo che, quanto scritto dal neo onorevole non eletto ma nominato (vorrei precisarlo), è COMPLETAMENTE copiato dal blog di Maninchedda (se le devo cercare questo link me lo dica).
            Inoltre mi verrebbe da risponderle; su che basi lei ritiene che quanto scritto sia giusto? Si appoggia a qualche studio legale, è avvocato, è studioso o professore della materia doganale comunitaria?
            Io le rispondo che i miei fondamenti si basano su studi effettuati dall’avv. Scifo e dalla Dott.ssa Randaccio che hanno saputo oltre che interpretare, soprattutto raggruppare le infinite leggi emanate nei vari decenni sulla materia della zona franca. Bastava che voi signorini nominati del 5 stelle prendeste quello strumento che dovreste conoscere molto bene ovvero internet e informarvi su facebook dove la discussione sulla zona franca stava andando avanti attraverso basi solidissime, tanto che gli stessi consulenti della Regione hanno dato il loro assenso a tutto il castello costruito nei mesi passati, tanto da produrre la comunicazione di attivazione della zona franca integrale del 12 di febbraio. Fino adesso, invece di distinguervi dai vecchi (come invece detto e ridetto durante la campagna elettorale), vi state accodando (e la parola la prenderei alla lettera) sulle posizioni granitiche dei partiti che in 64 anni non hanno saputo dare una sola risposta ai bisogni dei sardi che era appunto l’attivazione della zona franca. E in più non capite che oramai non è più una questione di norme o regolamenti (che sottolineo essere completamente a favore dell’attivazione immediata), ma una questione di diritto imprenscindibile dei sardi. La zona franca è un nostro diritto e basta.
            Siete ancora in tempo per poter chiedere scusa e ritornare sui vostri passi, sappiate essere differenti dalla vecchia classe politica, altrimenti tornerete nell’obblio tanto velocemente quanto siete saliti in alto.

        • Caro Roberto l’abbiamo avuto l’incontro con la dott.ssa Randaccio e alla fine ha dovuto ammettere che avevamo ragione noi. La zona franca come ve l’hanno dipinta è una presa per i fondelli utile per la campagna elettorale di qualcuno/a. Il M5S conscio del ruolo che ha assunto in Sardegna non vuole vendere illusioni per una manciata di voti in più.

          • Chiedo a Marco e Roberto di non permettersi di parlare a nome del Movimento. State facendo danno alla nostra causa e alla causa della zona Fanca sardegna

        • Senti, Non mi va proprio a genio che qualcuno mi imponga la sua “VISIONE” nei modi da te teste’ abbozzati. NON sono aproristicamente contrario alla Istituzione della Zona Franca e nutro verso di essa le mie leggitime perplessita’ . Ho chiesto a Tiragallo di argomentare le contro deduzioni in modo CHIARO e MOTIVATO e non esprimere una POSIZIONE da Guelfo come la TUA. Se poi al medesimo aggiungo le tue verbali intemperanze siamo veramente al capolinea delle conseguenti considerazioni e d allora ti dico che CONDIVIDO ancora di piu’ l’articolo di VALLASCAS che non ho il piacere di conoscere ma che TU mi da occasione per farlo. Poi , il fatto che il Movimento abbia tra i punti del suo programma la Zona Franca NON implica che debba accettare i contenuti ACRITICAMENTE. Hai afferrato ? Nel Movimento La dialettica , la sana dialettica democratica è al primo POSTO . Non siamo mica nel P.D.

      • Marco Casu, se lei avesse seguito almeno la pagina FB dedicata alla ZF dove vengono riportati tutti i passi svolti dall’Avv. Scifu e dalla Dott.ssa Randazzo, avrebbe trovato ARTICOLATO E CIRCOSTANZIATO anche tutto il materiale e le argomentazioni fino ad ora portate avanti e si sarebbe reso conto che la giunta Capellacci non sta facendo nulla per agevolare un eventuale procedimento, anzi. Detto questo , anche io trovo questo comunicato un tentativo di mettersi sotto i riflettori della ribalta a mo di vecchia scuola politica. Visto che vallascas e il suo staff sembrano comunque propendere per la ZF, sarebbe stato più opportuno proporsi per una collaborazione sui metodi per raggiungerla

        • Raffaele mi scusi NON vedo perche’ debba per forza di cose avere come riferimento Unicamente la pagina FB dell’Avv. Scifo e della Dr.ssa Randazzo . Per Formarmi un è mio libero pensiero in materia , perlomeno ho il dovere di leggere anche ALTRE fonti oltre quelle da Lei, Giustamente secondo la sua sua Logica di convinto sostenitore, per arrivare ad una valutazione definitiva.
          Sulla Zona Franca HO DELLE PERPLESSITA’ primo perche’ è un argomento cosi’ delicato che a GOVERNARLA NON puo’ essere questa CLASSE DIRIGENTE secondo perche’ ho dubbi ..è leggitimo averli? sul fatto che l’imprenditoria LOCALE sia idonea a sviluppare un serio programma di Attivita’ di impresa ..terzo… con la crisi del Credito che ci troviamo , mi chiedo se anch’ essa abbia gli strumenti per fare impresa in casa nostra. DUBBI … HO DUBBI senza considerare i pericoli che a profittare della questioni siano gruppi stranieri che come nel passato, hanno pensato solo ad arricchire se stessi a scapito dei residenti. Ma non Vi è un rapporto neppure adeguato tra noi stessi nella discussione e quando qualcuno mi impone una Visione , NON andiamo proprio nel verso giusto.

      • marco ti sembra invece democratico il commento di Alessandro Polese che definisce pubblicamente le lotte fin ora svolte e che coinvolgono la maggior parte dei comuni della sardegna puttanate?

        • Irma cara non posso rispondere di cio’ che Polese afferma , e non posso perché non sono a conoscenza delle sue ragioni in materia. Profitto della tua presenza per ribadire :
          a) Non sono, personalmente, e per nessun principio , contrario ad alcuna Proposta di istituzione della Zona Franca, O per farti capire bene rifiutare , la medesima, per partito preso.
          b) Riscontro che sull’argomento Vi siano ancora delle zone d’ombra che non mi permettono di fare una scelta , convinta e consapevole.
          c) so che a breve , ci sara’ un convegno con la Dottoressa Randaccio e sara’ mio immenso piacere ascoltarla con le migliori attenzioni e farmi una idea chiara di quali saranno i BENEFICI della sua Istituzioni. Se saro’ consapevole di essi, scusa IRMA, sarei un cretino se non la condividessi , non ti pare ? MA PRIMA voglio sapere e riflettere .
          d) Contestavo un certo metodo con cui l’argomentazione veniva posta , una sorta di prendere e lasciare e chi lasciava risultava un irresponsabile. ma dico Irma è questo il modo di aprire un dialogo?
          e) Se le cose, te lo riconosco Irma, a cui sono DISINFORMATO, saranno piu’ chiare e percepiro’ che i vantaggi saranno a favore dell’intera Comunita’ Sarda, faro’ mia la QUESTIONE, ma non cosi’ senza sapere cosa c è dentro.

          Tutto qui Irma. Confido che possa comprendere le perplessita’ che ti ho fatto sapere.
          Ti saluto con affetto.

      • Ricordo a tutti che questo è uno spazio di confronto democratico e che i post offensivi non saranno pubblicati, come quello di chi si firma ‘andrea87’…se ci si vuole confrontare con argomenti seri questo è uno spazio a disposizione di tutti. Ognuno può esprimere il proprio parere/conoscenze/testimonianze etc., così che i lettori potranno confrontare diverse informazioni e versioni e farsi un’idea autonoma, semmai anche decidendo di cambiare la propria visione o le proprie posizioni. Quello che non si accetta in questo spazio sono i commenti privi di volontà di confronto, rivolti solo ad attaccare qualcuno o la sua posizione, senza peraltro voler argomentare il rifiuto o la distanza da quella posizione. Il confronto democratico si costruisce con il dialogo e volendo mettersi anche all’ascolto, nel punto di vista dell’altro. Non semplicemente urlando in maniera scomposta e indignata appena qualcuno propone visioni del mondo alternative…

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