Gli scenari della politica

di Bruno Amoroso

 

Il dibattito politico in corso in Italia e in Europa non è rivolto ai problemi del presente, alle paure e alle difficoltà attuali dei cittadini, ma agli scenari possibili. In una situazione di grave disagio sociale creata con la decurtazione del reddito dei cittadini attuata con il rapporto di cambio concordato per l`entrata del paese nell`Euro, e dalla distruzione delle loro possibilità di lavoro e di reddito ottenuta con l`espropriazione dei loro risparmi grazie alla speculazione finanziaria, si preferisce evocare scenari drammatici di crollo dell`economia nell`ipotesi di un`uscita dall`Euro e di applicazione di proposte diverse da quelle dettate dalla Commissione europea. Qualunque proposta critica o alternativa al governo presente dell`economia, il governo della finanza e delle banche, viene tacciata di antipolitica e di populismo. Nel frattempo stiamo assistendo alla devastazione dei sistemi sociali e produttivi e dei sistemi di welfare considerata un male minore.

Questo genera tre tipi di risposte. Gli indignati, cioè coloro che non solo respingono al mittente la richiesta di fare sacrifici, ma che urlano la propria rabbia per aver scoperto il carattere predatorio assunto sia dal capitalismo sia dai governi insediati a rappresentarlo. Mai come oggi è evidente il ruolo di “comitato di affari della borghesia predatoria” assunto dai governi nazionali in Europa. Per questo gli indignati – nelle forme più organizzate come il Movimento Occupy Wall Street e il Movimento Cinque Stelle e in quelle più spontanee e decentrate presenti sui territori – hanno saputo unire alla protesta l`assunzione degli obiettivi e delle politiche che possono riorientare le nostra comunità e società a partire dai beni comuni, dal lavoro, dalle città, ecc. Questi movimenti e queste persone sono la Politica oggi.

Poi abbiamo gli indifferenti, cioè gran parte delle persone che per le loro origini storiche nella sinistra e nei movimenti cattolici, avvertono il disagio sociale crescente, ma credono all`allarmismo del “peggio che verrà” ed hanno difficoltà a riconoscere apertamente che i predatori dominano oggi non solo nell`economia ma anche nella politica, nella loro politica. Il potere della finanza, come quello della mafia, si è infiltrato nelle istituzioni e nei partiti sia con la campagna acquisti della Goldman Sachs sia, indirettamente, favorendo la dipendenza dei partiti e delle istituzioni dal sistema finanziario nelle forme del finanziamento della politica ben noto. Questo è quanto gli indifferenti ignorano, o fanno finta di ignorare, rendendosi complici del presente insostenibile e del “peggio che verrà”.

Con il loro comportamento di accettazione del meno peggio, gli indifferenti lasciano il campo aperto agli indecenti, cioè a quelle forze economiche e politiche che elaborano, diffondono e sostengono i veri strumenti dell`antipolitica, le armi di distruzione del buon governo e del buon senso creati dalla cultura della solidarietà durante decenni di lotte. Gli indecenti, cioè l`antipolitica, sostengono che la politica, cioè l`esercizio del potere da parte dei cittadini, non è utile, anzi è dannosa; per questo preferiscono governi “tecnici”. Gli indecenti sostengono che il “bene comune” non esiste perché riflette troppo le preferenze politiche dei cittadini; meglio è fidarsi dei mercati finanziari. Gli indecenti non amano la funzione pubblica e il buon governo, impossibile dicono se pubblico; a questo preferiscono il privato, cioè il loro potere indisturbato e occulto che impedisce perfino di individuarli e punirli. Gli indecenti pensano che gli italiani siano in grado di pagare per i propri e altrui misfatti, ma non di governare, e i politici migliori e da preferire sono in non-politici, meglio se non eletti. Gli indecenti, infine, sono convinti che i “mercati finanziari” sono migliori dei parlamenti e dei governi e quindi più legittimati al governo dell`economia. Insomma, la democrazia fondata sul mercato finanziario.

Questa è l`antipolitica – degli indecenti e degli indifferenti – che spetta a tutti noi indignati di respingere e rimuovere rapidamente con tutti gli strumenti a disposizione prima che questi vengano dichiarati incostituzionali.

Già pubblicato su www.inchiestaonline.it  e su Comune-info


4 Comments

  1. Caro Amoroso, hai dimenticato la categoria dei “fetenti”. Ovvero quelli che non sottoscrivono la RINUNCIA TOTALE, ovvero una paga di 2.000 euro netti, da spedire a casa, perchè tanto hanno ‘TUTTOPAGATOOOOO’!!!! albergo, cene e viaggi! E la pensione a 65 anni come gli altri!!!!! VAFFASCHIFFOOOOO!!!!

  2. OK tutto condivisibile, però dobbiamo cominciare a organizzarci per creare qualcosa dopo tutto il consenso che abbiamo avuto, proposte di sburocratizzazione delle regole spesso assurde che fanno chiudere le imprese oppure abortire la stessa idea di impresa.
    Modifica della legislazione non è possibile che se ti truffano non riesci mai ad riavere i tuoi soldi, abbassamento del cuneo fiscale e riduzione degli sprechi della spesa pubblica, abolizione dei privilegi di certe caste come ad esempio i notai, (solo da noi si pagano 500 euro per un passaggio di proprietà sia per un mezzo che per un terreno anche di piccole dimensioni).
    Diciamo che l’Italia e la Sardegna va rivoltata come un calzino e aperta come una scatola di tonno.

  3. Aggiungerei solo lo spauracchio che ci viene continuamente sventolato sul naso riguardo alle onnipotenti agenzie di rating.
    Non comprendo come si possa dare tanto credito a strumenti creati dagli speculatori finanziari per perseguire i propri scopi spesso illeciti. O meglio, lo comprendo benissimo, purtroppo! è un ottimo mezzo per spaventare l’opinione pubblica.
    Mi ricorda il mitico “sarchiapone” di Walter Chiari e Carlo Campanini, anche quello era una bugia destinata a fare più spazio, al furbo di turno, in un vagone ferroviario !

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