La cinghia di trasmissione

cinghia

di Paolo Becchi

Cerchiamo di ragionare a mente lucida su quello che è successo con l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato. Il primo dato di fatto è che i nomi dei candidati del centrosinistra che circolavano erano fino a venerdì Dario Franceschini alla Camera e Anna Finocchiaro al Senato. Ma questi sono stati sostituiti in sede di votazione da due nuovi nomi: Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso. Due figure che, indipendentemente dal giudizio che possiamo darne, sono per la prima volta in Parlamento e fuori dal quadro politico istituzionale. Si sarebbe avuto questo risultato senza la forte presenza del Movimento 5 Stelle in Parlamento?

Certo, si tratta di volti nuovi della vecchia politica, ma intanto questo primo piccolo risultato d’innovazione è da attribuirsi comunque al Movimento 5 Stelle. Bersani ha piazzato due personalità della sua coalizione, ma due personalità non “politiche”, la prima per altro neppure appartenente al suo partito. Per raggiungere l’en plein ha sacrificato la sua identità politica. Se a ciò aggiungiamo la fine ingloriosa di Rigor Montis che ha dimostrato tutta la sua incapacità autocandidandosi a ruolo di Presidente del Senato per poi, deluso, far votare ai suoi scheda bianca, possiamo concludere che qualcosa è cambiato in Parlamento. Anche la scelta di Berlusconi di ripresentare Schifani è il segno dell’incapacità di comprendere quanto stia avvenendo nel nostro paese. E ora passiamo alle dolenti note.

Alla Camera il comportamento dei cittadini portavoce è stato del tutto coerente: dall’inizio alla fine il proprio candidato è stato votato all’unanimità. Il mal di pancia è cominciato al Senato e solo per via del ballottaggio finale tra Schifani e Grasso. Sappiamo di riunioni concitate e tutto ciò è un bene, Quello che è male è che alla fine sia mancata una decisione unitaria e compatta. Discutere va bene, ma poi ci si conta e alla fine la linea maggioritaria dev’essere accettata da tutti senza tentennamenti, anche se con qualche dubbio. Questo a quanto pare non è avvenuto al Senato. E invocare una presunta libertà di coscienza non risolve il problema che si è aperto.

È quindi del tutto opportuno che il capo politico del Movimento abbia, con un comunicato, richiamato all’ordine i dissidenti. Forse quel richiamo al proprio codice deontologico firmato da tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle doveva essere fatto anche prima. Se questo sia avvenuto non lo so, anche perché la riunione non era in streaming. Possiamo criticare – e giustamente – coloro che al Senato non hanno seguito le indicazioni della maggioranza, ma dobbiamo anche riconoscere che in momenti così decisivi è al capo politico del Movimento che spetta di indicare la via da seguire ricordando, se è il caso, i precedenti impegni assunti.

Onde evitare nel futuro errori ancora più gravi, occorre trovare una “cinghia di trasmissione” tra un capo che si trova al di fuori del parlamento e i cittadini portavoce. È stato un episodio certamente non irrilevante, di immaturità politica, ma, non dimentichiamolo, sono i primi passi di un bambino che procede ancora a tentoni. Aiutiamolo a crescere, questa è la cosa principale.

Fonte: Byoblu


8 Comments

  1. L’unica cinghia di trasmissione e tra i 163 eletti e i cittadini*. Quindi nel caso,come è accaduto per il Senato,sarà compito tra queste due (unica e vera coalizione 🙂 ) forze vedere cosa fare.
    Stà diventando noioso sentire che c’è o ci dev’essere un capo politico. Questo perché si è stati abituati sino ad oggi ad avere chi gestisce, per proprio conto e senza coinvolgere(se non per il voto),i cittadini.

    *Spero che continui ad essere così. Io ho votato per questo.

  2. Caro Becchi

    Adesso sto scoprendo che nel movimento esiste un capo (che sta fuori del parlamento) con pieni poteri decisionali. Se il capo a cui ti riferisci è Beppe, fino ad oggi ero convinto che Lui fosse la cassa di risonanza delle idee del movimento e non il capo a cui devono essere demandate tutte le decisioni finali, senza neanche passare per la rete. Mi piacerebbe sapere se tutto quello che è stato propagandato finora è ancora valido o strada facendo le cose sono cambiate. Per quanto riguarda l’elezione di Grasso, credo che i senatori del M5S, che l’hanno votato, abbiano fatto bene. Il punto a cui si era arrivati, votando scheda bianca, i senatori M5S avrebbero comunque espresso una scelta, ma questa volta a favore di Schifani e la differenza tra i due personaggi è notevole e del tutto a favore di Grasso. Credo che per M5S, giocare al ribasso, aspettando magari le prossime elezioni e con la convinzione di aumentare i voti, sia del tutto sbagliato, in quanto un buon 10% dei voti al M5S sono voti di pura protesta e nessuno ci può garantire che alle prossime elezioni ci siano ancora. Saggio sarebbe, invece, cercare il modo di far passare quei punti importanti per il movimento, che darebbero un segnale di cambiamento e garantirebbero forse un consolidamento del 25%. Ritengo che, al di là delle ipocrisie, questa per M5S sia un’occasione più unica che rara, ma purtroppo credo che bisognerà sporcarsi un po’le mani. E’ di questo che bisognerebbe discutere in rete e magari con la partecipazione del “capo”, ma bisogna farlo adesso.

    un abbraccio

  3. Sicuramente è un mometo in cui tutti sono con gli occhi puntati sul movimento e, proprio per questo non devono accadere fatti come quello del Senato.
    Sono perfettamente d’accordo con Becchi quando asserisce che è il capo politico del Movimento che deve tracciare la strada da seguire, e va segiuta senza indecisioni o peggio ripensamenti. Perchè capiterà ancora tantissime volte che cercheranno di escludere dalle decisioni che contano i vertici del Movimento”tentando”,”confondendo”, insomma in mille impensabili modi. Quindi bando alle ciance e via al raggiungimento degli obbiettivi dei Cittadini. Non mi è piaciuta quella totale ignoranza che qualcuno intervistato ha manifestato…..certo l’emozione del momento , ma almeno sapere chi è Draghi , o conoscere l’esatto acromnimo di BCE…..!!!!!!!!!! mi sembra basilare, facciamole fare agli altri le figuracce.

  4. “…sacrificio di identità politica di Bersani…”
    Che parolone, Paolo. Tutto per dire che siete un po… scoordinati!
    Votare scheda bianca sarebbe equivalso ad eleggere Schifani e votare Grasso è equivalso ad eleggere Grasso. Per te cosa cambia? Te lo dico io. Cambia che è saltata fuori l’incapacità di saper vedere lontano. Con la scheda bianca il M5S sarebbe stato ad osservare, come nei patti! Con Schifani il PDL sarebbe stato tranquillo, si sarebbe appoggiato un governo Bersani, e si sarebbero fatte le RIFORME. Ora invece s’è creata una bella frattura! Grillo, caro Paolo, sarebbe d’accordo con me!
    Perciò fammi il piacere…

  5. bisogna insistere per far togliere il finanziamento ai partiti ,giornali e dimezzare il numero dei parlamentari, un saluto . luciano.

  6. Sono d’accordo su quasi tutti i punti. Non mi piacciono le parole “il capo politico” e ricordiamoci che i portavoce sono stati votati da noi e “uno vale uno”. E’ vero che non hanno avuto il tempo di discutere in modo più approfondito, ma trovarmi, in quelle fasi concitate, a non avere un distinguo tra Grasso e Schifani……….
    Sono d’accordo per trovare una “cinghia di trasmissione”, ma questa deve essere tra i cittadini portavoce, le scelte da farsi e gli elettori.
    Ora occorrerebbe, come già scritto in altri post, portare a casa un po di punti del nostro programma, altrimenti rischiamo di fare pura critica non costruttiva e ritrovarci alle prossime elezioni gli stessi matusa.
    Sottolineo fortemente che il Movimento è stato determinante per le scelte fatte dal PD-L per i presidenti delle camere e questo è un ottimo inizio derivato dalla sola presenza.
    E’ vero che il bambino va guidato e fatto crescere con i buoni insegnamenti che non devono essere solo la negazione di tutto.
    Buon lavoro.

  7. Non è stata una bella dimostrazione di coerenza quanto accaduto al Senato. Certo che i nostri cittadini hanno peccato d’ingenuità ma bisogna anche cercare di capire il pechè è avvenuto.
    Forse son stati più lungimiranti di altri? Se loro non avessero votato per Grassi, ci sarebbe potuto essere un aiuto a quel presunto mafioso di Schifani?
    Questo dubbio non potrà essere risolto perchè noi non eravamo presenti.
    Ma comunque quanto è accaduto non influenza quanto stabilito come target del M5S. NESSUN appoggio a nessun partito. Questo è il fulcro di tutto. Non importa, almeno in parte, a chi siano andate le presidenze della camera o del senato, l’importante è: A CHI ANDRA’ IL GOVERNO?
    Questa è la domanda principale che ci dobbiamo porre.
    Possiamo copiare da altre nazioni dove non c’è un Governo ma leggiferano ugualmente oppure Beppe potreebbe chiedere a “Morfeo” di affidargli il compito di formare un Governo.
    Comunque a prescindere tutto questo, l’importante è STARE UNITI E GUARDARE AVANTI!

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