Cosa accade ai Cavallini della Giara?

I cavallini della Giara si muovono leggeri tra le sugherete e i prati verdi di una Sardegna antica e orgogliosa. Procedono a piccoli gruppi, osservando con curiosità i visitatori giunti in quest’ angolo di Sardegna, solo per ammirare loro. I protagonisti indiscussi di questo paradiso nel cuore della Marmilla. Panciuti e modesti per dimensione, ammiccano generosi scuotendo le lunghe criniere. Come se volessero dire “non vi conosciamo, ma siete i benvenuti”. Ma se per caso ti avvicini più del dovuto, ti mostrano la coda e si allontanano con fare indifferente. Perchè la distanza tra specie diverse non si può colmare in pochi minuti, quando la lotta per la sopravvivenza è dettata dalle leggi della natura. Domenica scorsa, dopo qualche anno, sono tornata, con alcuni amici, sull’altopiano della Giara di Gesturi. L’abbiamo voluto visitare con uno scopo preciso; ovvero di incontrare gli abitanti del luogo. I cavallini della Giara. Perchè da qualche giorno giravano voci non rassicuranti sul loro stato di salute. Parliamo di una popolazione di circa seicento esemplari, che da un ventennio appartengono al patrimonio pubblico e vivono liberi, allo stato brado. Una specie, quella dei cavallini, unica al mondo, che rappresenta da sempre un prezioso esempio di biodiversità, per la Sardegna e per l’umanità. Ma poichè la bellezza si accompagna sempre alla fragilità, occorre curarla, rispettarla senza riserve. Dunque, è stato forse il disamore o una reiterata disattenzione umana, a generare in questi anni un’emergenza attorno ai cavallini della Giara? L’allarme lanciato qualche giorno fa in rete su tutti i social network, corredato da foto di alcuni esemplari ridotti in condizioni critiche, per aver patito la fame e – qualcuno affermava un po’ superficialmente – anche la sete, ha creato scandalo nell’opinione pubblica. Le notizie preoccupanti che si rincorrevano veloci da un blog all’altro, hanno dato vita a un tam tam di contatti incrociati, che ha portato alla costituzione di veri e propri gruppi spontanei di volontari organizzati. Pronti a recarsi sulla Giara per portare cibo e acqua agli animali in difficoltà. Dinnanzi al pericolo che i cavallini potessero estinguersi definitivamente, l’allarme ha rapidamente aperto la strada allo sdegno. In questo senso, la nostra visita è stata abbastanza interessante. Per valutare almeno in parte il quadro reale della situazione. Ma non del tutto chiarificatrice sotto alcuni aspetti, che certamente approfondiremo. In realtà, i gruppi di cavallini che abbiamo potuto ammirare sul versante di Gesturi, in compagnia del giovane e cordiale sindaco Gianluca Sedda, non mostravano alcun evidente segno di malnutrizione o disidratazione. Ma si mostravano, anzi, robusti e in buona salute. Almeno, questa è la percezione che abbiamo avuto. Come possono testimoniare anche le splendide foto scattate dal nostro amico Franco Nonnoi, che gentilmente si è offerto di accompagnarci. Ma che si siano verificate delle morti improvvise e certamente tragiche, non v’è dubbio. Le immagini dei cavallini moribondi, macilenti e piagati, del resto le abbiamo viste tutti. E’ inutile negarlo. Ma che vi sia una “moria generale”, che potrebbe mettere a rischio la specie, non corrisponde a verità. Almeno, non nella misura in cui è stata raccontata. Come ha sottolineato il sindaco di Gesturi, da noi intervistato (a breve ne pubblicheremo l’intervista), si tratta di morti periodiche che si verificano nei mesi di maggiore siccità. Quando i cavallini affrontano gli effetti del caldo torrido e la “battaglia del cibo e del territorio” con altre specie presenti sull’altopiano. Tra queste, la più invasiva è sicuramente quella bovina. In questi ultimi anni infatti, i comuni di Tuli, Genoni, Gesturi e Setzu si sono impegnati a ridimensionare la presenza dei capi di bestiame abbandonati dagli allevatori, allo stato brado. Proprio per evitare che sottraessero pascolo ai cavallini, certamente più deboli e a rischio estinzione. Oggi la situzione, sotto quel profilo, appare migliorata, ma non del tutto risolta. Resta il problema dei fondi e degli interventi da parte della Regione Sardegna, che si è impegnata nella persona di Oscar Cherchi, Assessore all’agricoltura e di Efisio FLoris Commissario Straordinario di Agris, a dare risposte concrete agli enti locali (già tartassati dai tagli continui e dal patto di stabilità), entro tempi brevi. Come direbbe qualcuno… “anche questa volta… è andata”. La pioggia è ritornata prepotentemente, come per magia, sull’altopiano della Giara. Riportando la vita, laddove la siccità aveva già mietuto le sue vittime. Dando così respiro a quei poveri pascoli ormai depredati da animali selvatici e d’allevamento. Anche i sindaci di Tuili, Genoni, Gesturi e Setzu avevano già promosso raccolte di cibo per i cavallini e invitato tutti i volontari a non avventurarsi in azioni personali e non monitorate dalle istituzioni e dai presidi veterinari locali. Per il bene stesso dei cavallini e della loro salute. Questa, a grandi linee è la situazione attuale. Bisognerà capire però, cosa accadrà nell’immediato futuro. Guardandosi intorno, sull’altopiano della Giara, si capisce chiaramente come l’emergenza dei Cavallini non sia in effetti l’unico problema. E’ di certo quello più eclatante. Perchè urta la sensibilità di ciascuno di noi. E’ difficile non indignarsi nell’ apprendere che un animale (per giunta appartenente ad una specie a rischio di estinzione) possa morire di stenti nell’indifferenza generale. Ma che vi sia un problema “organizzativo” e una certa arretratezza sul fronte dello sviluppo del territorio e della valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, lo si capisce chiaramente. La Giara di Gesturi meriterebbe infatti una promozione turistica ben più importante e degna di un luogo così prezioso per il pregio del suo paesaggio naturale, della sua preziosa fauna e della flora tipica. Invece, è tristemente desolante constatare la scarsa accoglienza turistica e il pressapochismo generale. Palesato dalla presenza di un unico punto di ristoro, dove la cortesia e la gentilezza del gestore non sopperiscono all’insufficienza del servizio, rispetto ai numeri che un tale patrimonio dovrebbe generare. Sulla via del ritorno, percorrendo le stradine interne alla Giara, ci siamo attardati a raccogliere qualche fungo. E con i funghi abbiamo raccolto anche un po’ di immondizia. Perlopiù bottiglie in vetro, lattine e plastica. Quest’ultima probabilmente volata via da qualche recinto rudimentale per il bestiame. Ne abbiamo visti alcuni addirittura ricoperti da materiale plastico e lamiera. E questo dà l’idea di quanto la Giara di Gesturi sia diventata un po’ terra di nessuno. Dove chiunque può fare i propri comodi. Senza curarsi dell’ambiente e della bellezza che lo circonda. E’ importante dunque sostenere le amministrazioni locali, con nuove risorse, affinchè possano far diventare la Giara di Gesturi un Parco Naturale degno di questo nome, anche dal punto di vista turistico. Ma è altrettanto importante, da parte delle stesse, iniziare a ragionare su quale sia il reale modello di sviluppo turistico al quale si intende approdare. Attendiamo dunque fiduciosi le risposte della Regione sugli interventi richiesti dagli enti locali. Ma al contempo, ci impegnamo a seguire la vicenda nei suoi aspetti più complessi e più nascosti. Per capire, quando effettivamente arriveranno i fondi (sperando che arrivino a breve). Ma, soprattutto, come verranno investiti. Perchè la bellezza merita più rispetto. E noi sardi purtroppo, non abbiamo ancora imparato a valorizzarla.

Emanuela Manù Corda


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Emanuela Corda, cagliaritana, 36 anni grafico pubblicitario, Vignettista e fumettista. Appassionata di lettura, teatro, cinema, (amici a 4 zampe e non solo)