Ambiente e lavoro in Sardegna

di Stefano Mundula

I nuovi scenari socio-politici nazionali e regionali non possono più ignorare l’importanza di una tutela ambientale, tenendo sempre in debito conto l’emergenza del lavoro.
Il ripristino e la bonifica dei siti inquinati, delle discariche abusive, dei parchi, delle foreste, delle aree umide, delle coste e delle spiagge, è lavoro per i progettisti, per i direttori ai lavori, per gli operai. Ma non solo, ci sarà poi chi valorizzerà gli interventi con una cartellonistica, chi farà educazione ambientale, chi implementerà nel territorio dei cestini per le cartacce e chi li svuoterà, chi accompagnerà visitatori in aree bonificate con particolari pregi ambientali, storici, culturali.
L’energia del sole e del vento, la forza delle onde marine, sono enormi ricchezze che potrebbero essere sfruttate con delle semplici norme e dei banali sussidi per il riordino urbano, l’edilizia e le infrastrutture pubbliche.
La mobilità sia urbana che inter-urbana deve essere ripensata in chiave sostenibile. Gli operatori ambientalmente certificati, ISO o EMAS, devono poter beneficiare di incentivi.
Le questioni legate all’industria sarda ormai è fuori da ogni dubbio un caso clamoroso di errate politiche di sviluppo. L’unica soluzione è un’inversione drastica di rotta, investire in formazione, recuperare i saperi e i know-how di tutte le professionalità delle industrie in crisi e conferirle al turismo, incentivare veramente gli artigianati e le botteghe locali, dettando chiaramente quali debbano essere l’origine delle materie prime dei loro manufatti.
I km zero, il biologico, la filiera di qualità del settore alimentare sono tutte opportunità floride che debbono essere sostenute dal governo regionale.
Il valore del nostro territorio sta nella nostra capacità di custodirlo, nei costi evitati per successivi interventi, nel saperlo vendere ai mercati più ricchi, in particolar modo quelli europei, ed offrire loro settimane di villeggiatura in un’isola straordinaria a poco più di un’ora dalle principali capitali europee.


1 Comment

  1. sono sempre del parere che sia necessario aprire un azione legale nei confronti delle industrie e aziende che in Sardegna hanno inquinato per poi andarsene liberamente dopo avere lasciato migliaia di persone senza lavoro e ucciso altre migliaia di persone con le sostanze cancerogene abbandonate nel suolo delle nostra terra… LE BONIFICHE LE DEVONO PAGARE LORO . contemporaneamente verranno create le “alternative” all’industria.

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