Energit: a rischio 62 posti di lavoro

Energit, azienda sarda nata nel 2000 – con le opportunità offerte dalle liberalizzazioni – come multiutility dell’energia, della telefonia fissa e dei servizi web, si è distinta da subito per la sua rapida crescita nel panorama economico della Sardegna (e non solo), nonché per una struttura autonoma e funzionale basata su professionalità elevate e su personale per lo più composto da giovani laureati.
Nel 2006 l’azienda è stata acquisita dal gruppo svizzero Atel, ora Alpiq, che ha ceduto il ramo d’azienda relativo a telefonia e servizi web, focalizzando l’attività di Energit alla sola vendita di energia nel mercato dei piccoli consumatori, sia a partita IVA che privati.
Nel 2011 la casa madre Alpiq ha iniziato ad attuare un piano di ristrutturazione che prevedeva la dismissione delle attività’ di vendita nel settore retail e, contestualmente, la concentrazione del proprio business in Svizzera. Nell’ambito di questo piano, nell’aprile del 2012, Energit e’ stata messa in vendita attraverso una procedura pubblica ma, a fronte di qualche seppur ‘tiepida’ manifestazione di interesse da parte di altri operatori del comparto, a giugno Alpiq ha comunicato che non sono stati presentati impegni formali di acquisto. Si è così arrivati all’annuncio del 26 luglio, con il quale Alpiq ha comunicato la decisione di mettere in liquidazione la società e di aprire la procedura per la mobilità di tutti i dipendenti.
A partire dal 26 luglio decorrono i 75 giorni a disposizione per trovare un accordo per la salvaguardia dell’occupazione, al termine dei quali i 63 dipendenti potranno essere licenziati, nell’ambito della procedura di liquidazione stabilita da Alpiq.
La vertenza è seguita da CGIL e UILCOM, che hanno richiesto anche la partecipazione attiva da parte della Regione Sardegna alle trattative. In particolare l’Assessorato all’Industria si è offerto come mediatore tra le parti, al fine di scongiurare il fallimento di una realtà professionale altamente qualificata all’interno di un settore strategico come quello dell’energia e di favorire le sinergie tra possibili soggetti interessati.
Testo di Dafni Ruscetta.


6 Comments

  1. Scusate ma questo articolo è un contro senso.
    Se energit, società che conosco abbastanza bene è secondo voi un eccellenza nel settore non capisco perché debba fallire.
    I dipendenti possono sempre rilevare la società, oppure crearne una uguale ex novo nello stesso settore e valorizzare le loro competenze, non capisco perchè come al solito si deve far intervenire mamma regione o mamma stato con azioni di rimpolpamento dei capitali magari sprecati in stipendi faraonici.
    Quando la mia società è in crisi cerca di uscirne da sola,tendendo fermi gli stipendi, facendo turn-over, o licenziando gli esuberi, forse perché siamo abituati a non ricevere troppi aiuti dallo stato anche quando ci spettano di diritto.
    L’unica lancia che posso spezzare in favore di Energit è che noi siamo ancora in monopolio e l’Enel si può permettere di ritardare un allaccio fotovoltaico quando l’impianto è già pronto da 3-4 mesi fregandosene del danno economico che il malcapitato imprenditore subisce.

  2. Scusate, ma avete vissuto almeno un giorno l’ambiente Energit dall’interno? Se lo aveste fatto, ma in buonafede, forse non parlereste di tale azienda in questi termini.

    Un saluto.

    • “Buongiorno, cittadino “consapevole” e senza nome. Se lei ritiene di conoscere meglio di chi si è espresso nel nostro video documentario quale sia l’ambiente di Energit e quale la realtà di quell’azienda, non ha che da esternarlo, assumendosene le responsabilità. Innanzitutto presentandosi con nome e cognome e raccontando la sua esperienza in modo chiaro. Così anche noi potremo capire cosa intenda quando afferma che se conoscessimo quella realtà non ne parleremmo in questi termini. Restiamo in attesa delle sue delucidazioni. Un cordiale saluto. La redazione.

      • Intanto, grazie redazione, è una cosa positiva non aver censurato il commento, pur essendo critico. Per dimostrare di non aver lanciato il sasso e nascosto la mano, vorrei scrivere (con il mio nome e cognome) al vostro indirizzo di posta elettronica presente nella sezione Contatti (immagino info@movimento5stellecagliari.it sia quello giusto) per aggiungere due parole dal punto di vista della mia breve esperienza in Energit, sempre se non siete contrari.

        Un saluto.

        • D’accordo, scriva pure a quell’indirizzo, per noi sarà importante avere il punto di vista di chiunque voglia esprimerlo…pur sempre nel rispetto delle sensibilità altrui ovviamente. Arrivederci e grazie per il suo contributo.

  3. Credo che il problema maggiore sia sempre il solito, il MONOPOLIO DI FATTO di Terna/Enel che non consente lo sviluppo reale di altre realtà. L’azienda svizzera quindi si disimpegna in quanto non Ente assistenziale ma azienda da Business.
    Fintanto che non verrà sciolto il nodo della Produzione diffusa e della VERA liberalizzazione, aziende come Energit saranno destinate alla medesima fine. Non è possibile affrontare investimenti seri e remunerativi con i tassi di interesse e con la pressione fiscale e contributiva in vigore. L’opzione “Zona Franca” come recentemente sottolineato da Angela Merkel, è un’opportunità, ma temo che l’Assessore all’Industria sia troppo miope per portare in Giunta un piano che ne sfrutti le potenzialità. O più probabilmente si tende come al solito alla coltura dei bacini di voti tenendo il “malato” giusto in vita per arrivare fino alla prossima tornata elettorale magari fregiandosi di aver spuntato in “trattative lunghe ed estenuanti” risultati tipo PROLUNGAMENTO dell’Agonia per un’altra manciata di mesi, il tutto a spese della Collettività.

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