Riflessioni anti-politiche

La vicenda che ci ha visti oggi protagonisti, per la prima volta come Associazione, mi ha richiamato alla memoria un pezzo che avevo proposto alcuni mesi fa su questo sito e sulla testata online ‘Cado In Piedi’. Rileggendolo credo che sia molto attuale e per questo ve lo ripropongo…

di Dafni Ruscetta

In seguito allo scandalo che ha investito la Lega e il conseguente polverone sollevato intorno alla questione del finanziamento pubblico dei partiti (i cittadini italiani si erano peraltro già espressi contro questa pratica tramite un referendum), i recenti sondaggi elettorali hanno mostrato una fotografia del panorama politico italiano che ai nostri ‘amati’ rappresentanti non è affatto piaciuta. Molti di loro si sono risvegliati un bel mattino con le borse sotto gli occhi, si sono guardati allo specchio terrorizzati ed hanno realizzato che una nuova imminente minaccia pende ora sulle loro teste: Beppe Grillo il ‘giustiziere’! Il sondaggio della SGW di pochi giorni fa, che mostra come il Movimento 5 Stelle rappresenti oggi la terza forza politica (fate attenzione, non ho usato il termine “partito”) nel nostro Paese, ha fatto storcere più di un naso in questa Italia un po’ ipocrita e ‘artificiale’, dove tutto sembra fluttuare nell’immobilismo di uno status quo fatto di privilegi e di auto-referenzialità, senza più alcun pudore. “Ma come” – si saranno domandati i difensori di questo sistema – “come è possibile che il movimento di Grillo, con il solo ausilio della Rete, possa raggiungere un simile consenso e in soli tre anni dalla sua fondazione?” Persino i media e i loro giornalisti asserviti, perché in gran parte cooptati, si saranno sentiti alquanto avviliti dall’inutilità della politica subdola e strategica di trasformazione e strumentalizzazione della realtà informativa, ormai in atto da diversi anni nei confronti di chi strilla e mette alla berlina i vizi, i privilegi e lo squallore di un’intera classe dirigente (non solo quella politica sia chiaro). La stessa classe dirigente – tra cui i media politicizzati o lottizzati – che in questi anni ha ignorato Grillo, che ha fatto finta che non esistesse, che gli ha impedito, peraltro con motivazioni inconsistenti, che si candidasse alla segreteria del più importante partito di centro-sinistra perché ne aveva paura, che lo ha sbeffeggiato e attaccato quando ha portato nelle piazze italiane, grazie alla sola comunicazione della Rete, molte più persone (di cui la maggior parte giovani) di quanto abbiano saputo fare coloro che si auto-proclamano i paladini della politica contro l’anti-politica dell’ex comico genovese. Nessuno ha mai avuto il coraggio di dire, ad esempio, che laddove si sono tenuti comizi di Grillo in contemporanea con quelli di altri esponenti politici spesso le piazze animate dal primo erano molto più gremite di gente entusiasta. Eppure vogliono farci/vi credere che si tratti di una esigua minoranza di ‘sfigati’ e di urlatori estremisti, vorrebbero farci passare come dei pericolosi ‘nemici della democrazia’. Che continuino a farlo finché ci riescono, ma con cautela perché, prima o poi, la storia li condannerà anche per questo.

Ve lo ricordate quel divertentissimo cartone animato di alcuni anni fa: ‘La corsa più pazza del mondo? Durante le gare di automobilismo – con auto le più strampalate e sgangherate che si potessero mai essere viste – un concorrente sleale, Dick Dastardly con la complicità del suo fido cane Muttley, metteva in pratica le peggiori strategie per arrestare la corsa degli altri concorrenti e poter tagliare il traguardo per primo. E ricordate come andavano poi sempre a finire quelle gare? Il concorrente sleale, nonostante tutti i goffi sotterfugi per ostacolare gli altri gareggianti, alla fine non riusciva quasi mai a tagliare il traguardo. Questo parallelo mi sembra illuminante. Per anni in Italia i ‘dinosauri’ dei partiti, spesso alleati con i media e con gli affaristi appartenenti al mondo dell’economia e della finanza, hanno fatto di tutto – Genova 2001 e No-Tav vi dicono qualcosa? – per screditare, accusare e persino banalizzare chi da anni denuncia lo sfacelo economico-culturale della nostra nazione, chi ha fatto precise accuse e denunce al sistema, che si sono spesso rivelate profetiche, chi da più di un decennio sostiene la necessità di un cambiamento in senso ecologista e di una nuova coscienza della sostenibilità ambientale, chi parla di abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, dei rimborsi elettorali e dei finanziamenti ai giornali.

Il caso Grillo, ancora una volta, conferma che l’informazione è terrorizzata “che gli italiani possano uscire dal recinto dove sono stati rinchiusi”, dimostra che o ti conformi o sei un delinquente, o ti adegui al senso comune, al suo linguaggio diffuso oppure sei un ‘talebano’, uno squilibrato, un traditore.

La cosa che allarma maggiormente, d’ora in avanti, è che la presa di coscienza che una tale politica – o anti-politica come si continua a definirla in maniera sprezzante da parte di chi la teme come la peste – è diventata vincente possa portare ad una reazione di ‘pulizia delle coscienze’ (basti sfogliare ogni giorno le pagine dei maggiori quotidiani per accorgersi dell’assoluta mancanza di ‘contraddittorio’), camuffata da difesa della legittimità democratica. Da oggi l’intera classe dirigente ha capito che Grillo non potrà più essere ignorato, che è giunto il momento di attaccarlo su ogni fronte, accusarlo di qualcosa, screditarlo con la macchina del fango, colpevolizzarlo, ridicolizzarlo, metterne in evidenza le incoerenze. E se anche questo non bastasse più, cosa potranno inventarsi contro di lui e contro gli ormai numerosi amministratori e simpatizzanti del Movimento 5 Stelle già presenti nelle istituzioni e sul territorio nazionale? Quando i media ed i loro manovratori si renderanno conto che ormai gli italiani sono “usciti dal recinto” cosa escogiteranno per fermare l’avanzata di una nuova coscienza popolare? Dubito che vorranno allearsi con il nuovo, anche perché quel nuovo li travolgerà con la stessa arma che non hanno saputo utilizzare, quella della partecipazione democratica di ogni cittadino consapevole.

Temo purtroppo che il clima, in Italia, nei prossimi mesi diventerà quello di una estenuante e feroce ‘caccia alle streghe’. Esprimere un’opinione diversa da quella della maggioranza restauratrice – che sarà composta da un’alleanza ‘bipartisan’ da destra a sinistra, una coalizione all’attacco del ‘nemico’ comune – attraverso giornali, televisioni, Internet etc, potrebbe comportare qualche rischio reale. Chi ha serie intenzioni di cambiare il destino del Paese faccia attenzione, oppure prepari le valigie…


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