Le idee in Movimento

di Nicola Di Cesare

Nel definire la filosofia che sottende all’azione del MoVimento 5 Stelle è inevitabile porre l’accento su quali siano le reali diversità tra M5S e i modi tradizionali di approccio della politica ai problemi della comunità di riferimento.

Faccio notare che ancora nessuno tra coloro che in Italia e all’estero si occupano attivamente di politica ha ancora capito cosa sia M5S, pertanto le strategie di difesa della vecchia politica e della vecchia analisi politica vengono apparecchiate secondo paradigmi che rendono le stesse assolutamente vuote e inefficaci. Chi vota coscientemente M5S dovrebbe avere tra gli altri due obiettivi. Il primo, imprescindibile, è mettere fuori dai palazzi il parassitismo politico; il secondo quello di ricostruire una coorte civica che deleghi all’amministrazione della cosa pubblica semplici cittadini i quali non abbiano nel proprio curriculum interessi diversi da quelli della difesa della “Res publica”. Detta così sembra roba da poco ma è una “vision” che mette fuori gioco senza possibilità di appello le caste legate al professionismo politico responsabili di aver succhiato il sangue dei cittadini dal 1° Gennaio del 1948 ad oggi.

A fondamento dell’azione del M5S vi sono il principio di “Responsabilità” e il principio di “Consapevolezza” a cui devono informarsi sia l’elettorato passivo che quello attivo. Il principio di responsabilità ha in sé un portato molto più vasto di ciò che può apparire a una prima analisi.

Se la sua sostanza può essere intuitiva per quanto attiene alle caratteristiche di un amministratore (elettorato attivo), il suo rispetto nell’ambito dell’elettorato passivo è una vera rivoluzione. Responsabilità nel voto implica non solo una scelta ragionata che tenga conto delle conseguenze personali nell’atto di delega, realizzato attraverso il voto, ma anche delle ricadute che questo può avere su tutta la comunità. E’ sempre bene ricordare infatti che chi vota non incide solo sulla propria vita ma anche sulla vita di tutti i cittadini e di tutto il sistema paese. Le scelte responsabili vanno dunque coniugate con il principio della “consapevolezza”; l’elettore ha dunque il dovere di informarsi correttamente sulla ricaduta globale delle proprie scelte e non solo il diritto di essere correttamente informato. Ciò presuppone che a valle di un’attività politica degli eletti sia imprescindibile l’azione diretta degli elettori che devono impegnarsi in prima persona con la propria presenza attiva sui territori affinché la proposta politica non debba mai essere né totalmente delegata ne sganciata dalle reali esigenze dei cittadini. Un percorso difficile che tuttavia in tanti hanno compreso come necessario per impedire l’incancrenirsi di strutture politiche autoreferenziali e parassitarie quali quelle che attualmente occupano le stanze dei bottoni nel nostro paese.

Proprio dalla sostanza dei due principi fondamentali non può che nascere il concetto di politica “people oriented” cioè fatta e azionata dalla gente, guidata unicamente dalla necessità di rispondere ai bisogni della gente e non di lobby, cartelli monopolistici o sette organizzate in forme di varie ed eventuali congreghe affaristiche e finanziarie, filo mafiose o filo massoniche. Una politica del benessere ecosostenibile, assistita da una scienza e una tecnologia del progresso non monetizzata e monetizzabile che sia in grado di coniugare il rispetto dei diritti fondamentali di tutte le persone ed esseri viventi alla salvaguardia delle risorse disponibili sul pianeta in relazione alla loro finitezza. M5S marca pertanto la differenza tra chi agisce unicamente per il bene della comunità e chi ancora interpreta la politica come il chiacchiericcio inconcludente e ridondante dei media di regime, accesi o spenti a comando.

Quando la sterile critica politica pelosa appiattita su logiche ideologiche novecentesche, basate su gattopardesche contrapposizioni si sarà accorta di cosa sia M5S, probabilmente il paese avrà già introiettato il suo mutamento epocale.


3 Comments

  1. Sottoscrivo interamente il ragionamento del Sig. Di Cesare e la sua lucida analisi, la portata epocale di un movimento dal basso non è ancora stata compresa appieno dalla gente; forse cominciano a percepirne le implicazioni – ed i rischi – i partiti, che hanno iniziato una dura battaglia contro questa nuova forma di partecipazione. L’hanno compreso da tempo anche tutti quei centri di potere (le élite) che vedono nel movimento una minaccia incombente su tutta una serie di posizioni di prestigio, da cui non vogliono spostarsi…l’informazione e i media ne sono solo un esempio. La cosa che i cittadini, la gente comune (come noi), devono però comprendere è che nessuno può avere una SOLUZIONE. L’unica soluzione è cercare insieme una soluzione e smetterla di demandarla sempre ad altri. E’ la consapevolezza della gente, che si trasforma in azione comune, l’unica vera soluzione.

  2. Bravo Nicola,
    ottimo articolo.
    Sarà da approfondire un aspetto, quello cioè inerente a quelle realtà che per comodità chiameremo micro-lobbyes. Quelle che sono le più interessanti per nugoli di cittadini adagiati ai seppur effimeri benefici del politichetto di turno che, anche solo contrastando una delibera di esproprio per un’opera pubblica, gli ha regalato (meglio forse dire venduto) un vantaggio.
    Il problema delle tanto chiacchierate “preferenze” per esempio, per chi ha qualche anno oltre i 30, è risaputo che ben si presta al “voto di scambio”. I partiti infatti non sono attrezzati per conoscere il LORO stesso bilancio, ma in quanto al controllo e verifica deo collegi elettorali non li batte nessuno.
    Il controllo delle “promesse” di voto (a pagamento dei servizietti) avviene infatti assegnando ai singoli elettori una combinazione ben precisa di “scelte dei candidati” che consente conseguentemente la VERIFICA dell’attuazione di quanto promesso. Oggi qualcuno utilizza il telefonino, ma la scarsa qulità neuronale li spinge a farsi spesso smascherare già solo perché dimentichi della disattivazione dell’AUDIO dello scatto (che simula appunto il sound di una fotocamera).
    E’ un aspetto da affrontare ancora prima di parlare di leggi elettorali proprio per evitare di abbandonare un sistema pessimo a vantaggio di uno miserrimo già ampiamente sperimentato.
    A mio avviso la nuova consapevolezza dell’elettore deve passare anche per la certezza della trasparenza della gestione del suo voto e dell’impossibilità di poterlo “barattare” ed utilizzarlo come merce per l’acquisto dei servizi ai quali i politichetti hanno abituato generazioni di Italioti.
    Giusto due giorni fa, discutendo con amici del MoVimento, ci rendevamo conto che esistono aspetti del Progetto del MoVimento che saranno senza alcun dubbio contrastati in primis dai cittadini, un esempio su tutti?
    Lo stop alla cementificazione e la lotta all’Abusivismo edilizio. Sappiamo MOLTO BENE che esistono Comuni in seno ai quali l’indice di Abusivismo è altissimo, ebbene, come credete che voteranno i Cittadini di QUEI Comuni?
    La guerra è durissima e faticosa…..

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