Il grillismo è una questione di stile

dal blog di Federico Mello | 23 maggio 2012

Su questo blog non abbiamo mai fatto sconti a Beppe Grillo. Eppure, dobbiamo ammetterlo, una puntata di Porta a Porta strapiena di “vecchi politici”, ieri sera ci ha fatto capire tante cose.

Diciamo la verità. Molte sparate di Grillo suonano esagerate, provocatorie, distruttive, a tesi e a prescindere – uscire dall’euro, tanto per dirne una, per me rimane una follia: l’Europa unita è un sogno di pace.

Eppure è altrettanto vero che, come detto più volte, i Cinque Stelle “sono meglio” di Grillo. Hanno delle caratteristiche che gli altri partiti, schiacciati dal peso del loro ceto politico, non potranno mai avere se non si rivolteranno come un calzino. La forza del Cinque Stelle si basa prima di tutto su una impostazione generale, su uno stile. Con queste caratteristiche.

  1. Faccia a faccia
    Non essendo politici di professione, gli esponenti del movimento danno “del tu” agli elettori e ai cittadini. È uno stile tipico della Rete, dove tutto è orizzontale e nessuno si sognerebbe di dare “del lei” a un direttore di giornale, a un conduttore tv o a un politico – su Twitter per esempio. In confronto all’ampollosità e agli arzigogoli dei partiti, è un atteggiamento che funziona.
  2. Rispetto per l’intelligenza degli elettori e dei cittadini
    Dare del tu a cittadini ed elettori, vuol dire rispettarne l’intelligenza, non considerarli popolo bue. Prendiamo il caso di Parma. Pd e Pdl dicono che Pizzarotti ha vinto perchè  lo hanno votato gli elettori di centrodestra.  I Cinque Stelle replicano: “I cittadini non appartengono ai partiti, decidono liberamente da chi vogliono essere rappresentati”. Voi in quale scenario vi sentite più rispettati?  Quando qualcuno si impegna a rendere la propria candidatura credibile agli occhi di tutti, a prescindere; o quando vi considerano semplicemente truppe cammellate? Gli italiani, non sono più quelli degli anni settanta, nè quelli degli anni novanta. Con il web si informano, confrontano, decidono. E non ci stanno a farsi considerare mezzi-deficienti utili solo a fare una croce dove ha deciso il segretario di partito. Chiedono e meritano rispetto.
  3. Dare opportunità a tutti
    Saranno inesperti e improvvisati, ma i Cinque Stelle, di certo, scommettano su facce nuove. Avete presente come funzionano le riunioni di partito? Tutti i – pochi – partecipanti hanno delle storie, scazzi e amicizie, legami, tutti rispondono ad una gerarchia. Il Movimento, invece, prende persone sconosciute, e “le butta a mare”. È rischioso, certo, ma rispetto ai soliti noti, sempre quelli, al tutto già scritto di ogni partito, risulta un modo efficace di innovare e portare aria fresca nelle stanze “dei bottoni”.
  4. Sanno fare la nuova politica 
    Essendosi formatisi sul web, sono riusciti a realizzare un buon mix tra politica virtuale e politica reale. Ci sono i social network, naturalmente, ma anche i banchetti e i volantinaggi. Una struttura aperta come la loro, nella quale tutti possono entrare, raduna persone che “vogliono fare politica” e che nel farla si sentono protagonisti. Chi fa oggi “politica” nei partiti? Chi fa le pagine Facebook e i banchetti? I soliti, che si conoscono tutti, gruppi chiusi che non aggregano perchè preferiscono la fedeltà al capibastone, rispetto all’impegno spontaneo. Solo ribaltando questo meccanismo si può fare politica senza grandi somme, e prendere una grande città con 6000 euro.

Se ci pensate bene, tutti questi punti, potrebbero benissimo essere fatti propri dai partiti, e dal Pd in prima istanza. Barack Obama ha vinto le elezioni del 2008 anche grazie “ai social network”. Sono passati quattro anni: quanto ha investito in risorse e persone il Pd sul piano digitale in questi anni? Perchè non ha aperto le sue stanze a giovani motivati e connessi, disposti a spendersi se lasciati liberi di esprimersi? No, al Nazareno piuttosto, hanno preferito affidarsi alle solite agenzie di comunicazione, lanciando campagne di comunicazioni disastrose – che hanno creato il famoso detto: “Ogni volta che esce una nuova locandina del PD, un grafico muore ”.

Se i partiti vogliono salvarsi – ritengo ancora importante il loro ruolo – hanno solo questa di strada. Rispettare l’intelligenza degli elettori, dare del tu, aprire le porte e fare entrare tutti. Voi direte, ma loro vengono da un’altra stagione, da un’altra mentalità, non possono fare tutto ciò perchè si delegittimerebbero all’istante. Vero, ma devono capire che c’è un ultima caratteristica  fondamentale nella nuova politica: ad un certo punto della propria carriera bisogna capire quanto sia importante saper fare un passo indietro. Meglio finire nell’ombra con onore, come fanno i politici in tutta Europa,  piuttosto che farsi cacciare quando si è perso tutto ciò che si poteva perdere.


9 Comments

  1. @ Antonello,
    Caro Antonello, è chiaro che il MoVimento è in costante evoluzione e capisci bene che ogni persona ha una visione diversa delle cose. In linea di principio il minimo comun denominatore è la misura colma nei confronti dei Politicanti.
    Già, perchè di Politici, invece ce ne sarebbe un gran bisogno. Il MoVimento creca di fare questo convogliando migliaia di risorse che al solo lamentarsi “al Bar” sono drammaticamente dissipate inutilmente facendo peraltro il gioco di chi continua imperterrito il Sacco dello Stato.
    Non si tratta di “cappelli” da mettere o gagliardetti che possano in qualche maniera fregiare qualcuno di essere migliore perché il vento pare soffiare in tal direzione, il metodo del MoVimento è un’altro, anche tu sei parte integrante della Società e se desideri cambiarla oggi PUOI, rimboccandoti le maniche e dando il tuo seppur piccolo apporto. I programmi locali fioriscono ogni giorno a centinaia ed ogni cittadino stà prendendo contatti per la sua idea che verrà valutata, discussa, emendata, votata ed inserita o meno. CHI DECIDE sono TUTTE le persone che PARTECIPANO in rete e personalmente alle Riunioni dell’Associazione in questo caso, di altri gruppi di lavoro in altri casi (scelti dai partecipanti senza nessun vincolo che non sia quello dell’onestà e volontarietà).
    Approfitto per una nota per Ignazio:
    la tua idea è un’idea che personalmente porto avanti da ANNI, ovviamente inascoltata de sempre in quanto evidentemente scomoda per quanti preferiscono invece incassare e fare un’altro lavoro in nero, ma vedi, oggi è probabilmente giunto il momento per trasformarla in Norma della Regione. La si potrebbe inserire nel programma (avresti già il MIO personale voto). La difficoltà sarebbe poi tradurla il Legge da presentare il giorno che dovessimo avere anche solo UN consigliere, le leggi devono essere scritte studiando a fondo quelle esistenti, eventuali conflitti, necessarie abbrogazioni precedenti e casini del genere. A tal proposito si rende necessario il ricorso a professionisti; ebbene, aiutaci a travare Avvocati e Commercialisti che credano nell’Azione del MoVimento e che siano disponibili ad investire un po del loro tempo per darci/darsi una mano.
    Ecco, se ogniuno acchiappa il suo remo e tira, la nave viaggerà spedita, chi stà sulla banchina a guardare e dire tanto non può andare avanti….
    … beh, si meritano questo stato di cose.

  2. ciao a tutti i lettori,sono Luca un piccolo ma grande Sardo,è per me la prima volta che rispondo e faccio un commento su un blog.
    Mi piace e intriga questa voglia spontanea di dire basta ai nostri baroni della “politica”,io la chiamerei scuola di perfezionamento per distruggere le forze del nostro belpaese.
    La cosa che mi addolora di più è che la nostra patria, per la quale sono morte migliaia di persone per lasciarci i nostri diritti e dignità di uomini liberi, è che questi “baroni della politica ” hanno e continuano a rubarci senza che nessuno faccia nulla.
    Incazziamoci educatamente e mettiamoli alla porta, decidendo noi con il buonsenso e onestà il nostro futuro di ITALIANI!Ciao a tutti Luca “FORZA PARIS”ajò

  3. SALUTI A TUTTI VORREI SAPERE COSA NE PENSATE A PROPOSITO DEI CASSAINTEGRATI X CHE NON SI CORDINA UNA ORGANIZAZIONE CHE PERMETTE DI UTILIZARE QUESTI LAVORATORI PER RISOLVERE I PROBLEMI AI COMUNI E LE REGIONI CHE NON ANNO SOLDI X PULIRE LE SPIAGE TAGLIARE L’ERBA AI BORDI DELLE STRADE ESEMPIO ANCHE NEI PAESI TERRIMOTATI POTREBBERO DARE UNA MANO IO FACCIO GIA VOLONTARIATO ALLA CROCE AZURRA DI LOZORAI GRAZIE

    • Ignazio,
      secondo me sollevi un problema importante e proprio in questi giorni mi chiedevo come sarebbe stato gestito il problema degli esodati. Ovvero, lo Stato, cioè tutti noi, paga una cifra (seppur inferiore allo stipendio) a fronte di quale prestazione ? Al tempo stesso se fossero impiegati in attività al servizio della collettività creeresti una concorrenza sleale e problemi a chi svolge già questa attività come lavoro principale.
      Non è semplice….

      • Ciao,

        rispondendo a Ignazio e Roberto vorrei sottolineare la necessita che gli spazi pubblici siano maggiormente curati e in alcuni casi addirittura salvati dall’incuria delle amministrazioni che non avendo risorse lasciano nel degrado spiagge, boschi, campagne etc.. Coinvolgere i cassaintegrati o esodati ma anche tutte le scuole del territorio non solo non andrebbe contro i privati, laddove non esistano commesse o appalti, ma sarebbe un utile servizio reso alla collettività, una lezione di senso civico e ambientale e credo che aumenterebbe anche l’autostima dei lavoratori permettendo loro di sentirsi tutori del proprio territorio. Salviamo l’Italia!

  4. Sono d’accordo con te quando dici “i Cinque Stelle “sono meglio” di Grillo”. Non posso però asser d’accordo con te per tutto il resto che segue.
    Ritengo che l’impostazione del discorso sia di per se il classico cane che si morde la coda, o detto in altri termini, che un discorso impostato come sopra, afferma fra le righe quello che vuole negare apertamente.
    Intendo dire questo:
    1) Se l’atteggiamento è così sintetizzabile “siamo M5s e come tali abbiamo queste caratteristiche generali”, bè, credo che questo sia pari alla condizione mentale di chi sceglie di appartenere ad un partito. Questo credo sia sbagliato. Il modo di far politica che ha vinto in queste ultime elezioni è quello di chi lavora per conoscere e divulgare. Poi magari il caro Beppe nazionale ci mette il capello, come si dice. Ma se il procedimento è il contrario, chi si mette il capello e poi va in giro a far sapere che egli “appartiene al gruppo”, bè, non è niente di nuovo.
    2) Altra caratteristica importante è il fatto che nei movimenti in genere c’è un leader trainante, con spiaccata personalità. Come nella lega, nel Pdl (ora ex). Il fatto di attribuirsi carattersitiche personali per la sola appartenenza al movimento, denota sia la tendenza interiore (molto diffusa e anche spontaneamente insita nella razza umana) ad appartenere ad un partito come lo abbiamo sempre visto. Cosa lecita, ed anche necessaria, visto che poi i consensi devono diventare voti, quando si giunge alla resa dei conti, le elezioni.
    Insomma, ritengo che tutte le persone interessate a mettersi il cappello del M5s, dovrebbero semplicemente far questo: lavorare per capire la gestione della cosa pubblica con sguardo apolitico e su questi argomenti esternare loro opinioni, per far conoscere il frutto del loro lavoro.
    O detto con parole mie: fuori i politici dalla gestione della cosa pubblica, che ci siano manager assunti con concorso europeo. Stop.

    • Non sono d’accordo Antonello con la tua linea: Il M5S si identifica nell’elettore. E’ lì il nodo della differenza tra un movimento ed un partito. Mentre Grillo fa da cassa di risonanza, gli eletti per il movimento sono delle persone che mettono la propria conoscenza, disponibilità e professionalità al servizio dei loro elettori in un confronto estremamente più diretto, ed a volte “spersonalizzante”, che porta la persona comune al centro dei dibattiti verso le soluzioni da applicare. Da qui la massima di Beppe dove UNO VALE UNO. Gli eletti M5S sono RAPPRESENTANTI, ma soprattutto PORTAVOCE e conseguentemente, benchè siano sempre individui con le proprie idee, per prima cosa si preoccupano di seguire le esigenze del loro elettorato senza intervenire attivamente a circuirli come han fatto fino adesso i partiti.

  5. Sono d’accordo con quanto scritto. Grillo è il provocatore per eccellenza, lo dobbiamo ringraziare per tutto ciò che dice e fa. La rete è un’altra cosa. Dobbiamo pensare a persone che oltre ad essere facce nuove abbiano voglia di studiare. Studiare perchè l’amministrazione della cosa pubblica anche con le migliori intenzioni non è facile. Bisogna capire e comprendere molti aspetti. L’onestà e la voglia di fare bene sono aspetti meravigliosi però occorre prepararsi. Bisogna preparare i candidati perchè dipende da loro, futuri eletti il successo del Movimento 5 Stelle. Se leggete alcuni passi che riguardano le donne della costituente vi renderete conto che sforzo per alcune donne parlare in pubblico, era per loro la prima volta. Io sono docente di tecniche di comunicazione, mi metto a disposizione dei futuri candidati della Sardegna.

  6. SI, è proprio così. Quando i cittadini onesti e attivi decidono che il tempo di delegare è finito.. diventa una questione di sopravvivenza, e di Libertà !
    Il virus diventa inarrestabile, un fiume in piena.. tantissime persone si stanno avvicinando, stanno familiarizzando. E lo stile a 5 Stelle piace, cattura e soprattutto coinvolge.

    Quoto: ” il famoso detto : “Ogni volta che esce una nuova locandina del PD, un grafico muore ”. “

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*