Vampiri moderni, speculatori dall’alto e dal basso.

La storia della «Legge 44» è uno dei peggiori capitoli dell’amministrazione regionale sarda.
Questo problema ha radici antiche che risalgono al lontano 1988 quando la Regione Sardegna con la Legge 44 ha dato la possibilità a decine di migliaia di allevatori e agricoltori sardi di accedere a mutui agevolati per l’ammodernamento delle proprie aziende.
Ovviamente gli interessati hanno sfruttato la possibilità di accedere ai finanziamenti indebitandosi con le banche. Purtroppo nel 1997 l’Unione Europea decreta l’illegittimità della legge 44 e la Regione Sardegna chiede la restituzione di 31 milioni di euro alle aziende che avevano usufruito della legge. Dopo la condanna della Regione, a Bruxelles, le banche confermarono comunque i contributi, con un differenza però: a parte il capitale, da restituire, agli agricoltori fu imposto anche il pagamento della rimanente parte di interessi che però a quel punto, non sono più agevolati (dal 2 al 5 per cento) ma pieni (fino al 20) visto che nel frattempo era venuto meno l’accordo sulla differenza che doveva essere a carico del partner pubblico, cioè di quella Regione Sardegna bocciata invece dall’Unione Europea.
Il risultato è che gli agricoltori all’improvviso si sono ritrovati a dover pagare più del doppio. Circa 200 aziende, incapaci di fronteggiare il debito vengono pignorate e vendute all’asta. Attraverso Equitalia lo Stato puo’ pignorare in tempi brevissimi e così aziende costate sacrifici enormi ai proprietari vengono svendute talvolta da meno di un decimo del loro valore reale. Ad oggi le aziende coinvolte sono circa 5000.
In tutto questo disastro le banche (a sostenerlo è la Consulta degli indignados), pare che abbiano incassato ben due volte gli interessi sui mutui previsti proprio dalla «44 del 1988» poi bocciata dall’Europa come aiuto di stato.
E ora anche Bruxelles ha il sospetto che «le banche, a loro volta, abbiano incassato soldi non dovuti». Quanto? Una buona porta di quei 118 milioni, che la Regione pretende dagli agricoltori.
Ruolo sospetto denunciato, nel 2000, dall’allora consigliere regionale del Pdl, ora assessore alla Programmazione, Giorgio La Spisa con un’interrogazione in cui c’era scritto tra l’altro «alcuni istituti di credito hanno continuato a incamerare dalla Regione il concorso negli interessi, nonostante la revoca dei contratti di mutuo agevolato» ma che ad oggi non ha avuto alcun seguito.
La politica dal canto suo, in questi 24 anni è sempre sembrata approssimativa e inadeguata per fronteggiare un problema nato dall’incapacità dell’amministrazione stessa nel recepire in maniera corretta le direttive europee. Tante amministrazioni si sono succedute e tutte senza distinzione di schieramento politico hanno temporeggiato, più preoccupate a fronteggiare la protesta con false promesse che a risolvere realmente il problema tant’è che ad oggi nessuna di queste ha mai affrontato in maniera compiuta e risolto il problema lasciando che l’azienda Equitalia operasse secondo leggi e regole che anche a detta anche della Corte di Cassazione (Cass. 16 luglio 2007 protocollo 3701) sono illegittime.
Ciononostante il dramma per le imprese e gli agricoltori della Sardegna continua perchè la macchina del recupero crediti non conosce sosta.
Il 14 febbraio scorso, nel giorno di San Valentino, sarebbe dovuta esser resa esecutiva l’azione di sfratto nei confronti del Signor Salvatore Murgia e di sua moglie Maria che a seguito dei debiti contratti con la legge 44/88 non erano riusciti ad ottemperare agli impegni finanziari relativi alla pratica di finananziamento a suo tempo ricevuto.
Fortunatamente, l’azione è stata bloccata appena in tempo, anche grazie alla presenza in loco di un folto gruppo di persone che all’arrivo dell’ufficiale giudiziario in casa Murgia, hanno gridato a gran voce il proprio disappunto rispetto ad un’azione che, sebbene promossa nella più completa legalità, risultava essere profondamente lesiva dei più elementari diritti dell’essere umano.
A seguito dei problemi sorti con detto finanziamento, e per il fortissimo stress fisico ed emotivo, Salvatore fu colpito nel 1996 da ictus che gli creò un grave stato di disabilità. Zio Salvatore (così lo chiamano gli amici e tutti coloro che ancor oggi lo seguono in questa dura battaglia per difendere il proprio spazio vitale) vive attualmente in una sedia a rotelle. Anche il figlio Walter, coinvolto direttamente nella tragedia familiare, ha dovuto far rientro in Sardegna dalla quale era partito tanti anni fa per lavorare a Milano. Abbandonando temporaneamente moglie, figlie e lavoro, Walter ha scelto di star vicino ai propri anziani genitori, stremati dalla perdita dell’azienda e della casa nella quale ancora vivono, aggrappandovisi disperatamente (nonostante sia stata acquistata all’asta per pochi denari da un vicino). La situazione di Salvatore e Maria non è purtroppo un caso isolato. Sono infatti tantissime oggi le aziende e le famiglie sarde finite nella spirale dell’indebitamento a causa dei finanziamenti relativi alle leggi regionali n. 30/1975, n. 11/1988, e n. 44/1988. Per alcuni di essi, come i coniugi Murgia, i debiti contratti con i mutui regionali e con Equitalia, hanno portato alla perdita del bene più prezioso: la casa. Zio Salvatore, Zia Maria e il figlio Walter hanno ancora pochi giorni per trovare un eventuale accordo con il vicino e nuovo proprietario di quella che fino a poco tempo prima era stata la loro casa e azienda, frutto del lavoro di una vita. Questa storia, è l’emblema di una società che ha perso i valori importanti. Il rispetto, il senso di bene comune, l’umana compassione. La legge del profitto non guarda in faccia nessuno.
Non si ferma neppure dinnanzi allo sguardo atterrito e stanco di zio Salvatore, impietrito su quella sedia a rotelle. Non concede attenuanti a Zia Maria, una gran donna che nella sua casa ha costruito la propria dimensione e il proprio futuro e che, a più di settant’anni, rischia di trovarsi in mezzo ad una strada. Tutto questo, non può passare nell’indifferenza delle istituzioni, complici di un disastro e economico e sociale senza precedenti.
Il malessere che prima era di pochi è ormai diventato malessere di sistema e non ci vuole un indovino per capire che se non si attueranno immediatamente provvedimenti e piani di salvataggio dell’economia isolana, il tessuto economico e sociale della Sardegna sarà destinato al collasso.
Zia Maria e Zio Salvatore non sono solo due persone comuni finite nei guai, ma rappresentano la Sardegna che soffre. Rappresentano ognuno di noi.

E’ giunto il momento che chi ha generato tutto questo, si assuma le proprie responsabilità.

Il popolo sardo non attenderà ulteriori proroghe.

Associazione 5 Stelle Cagliari
Redazione


9 Comments

  1. Fidatevi che nel 2013 la vedo male…porca puttana se la vedo male. Siamo al primo posto in Europa per corruzione e tangenti e sempre al primo posto per sanzioni che subiamo dall’Europa per direttive che non rispettiamo. Tutto questo grazie ai nostri politicanti che ci presentano Serpico e instaureranno uno stato di polizia ancora più aspro del presente. Solo i più fortunati ce la faranno, forse chi ha i vecchi in paese dove ancora qualche lattuga e qualche salsiccia è presentabile. Ci stanno mettendo al muro perché sanno bene che questo sistema non potrà durare ancora per molto ma prima di abbandonare la nave cercheranno di portare via quanto più oro possibile lasciandosi dietro migliaia di vittime. Sono pessimista? Chissà! Ma su una cosa sono ottimista: “la tempesta contribuirà a svegliare e far lottare anche i più indifferenti”. Saluti a tutti e tutte! Non arrendiamoci.

  2. Eppure non posso stancarmi di ripeterlo, e dovremmo inserirlo nel PROGRAMMA NAZIONALE del MoVimento:
    si rende sempre più necessaria una legge che IMPEDISCA LE ASTE GIUDIZIARIE a favore di VENDITE sì COATTE, ma a prezzo di mercato.
    Si tutelerebbero TUTTI:
    – Il Proprietario, che non assisterebbe ad uno scempio del genere rimanendo comunque esposto nella sua posizione debitoria;
    – Il Creditore, che verrebbe soddisfatto il suo credito senza la necessità di azioni successive;
    – Il mercato immobiliare nel quale affluirebbe una movimentazione di immobili emorme;
    – I Tribunali e gli agenti della riscossione, che vedrebbero agilizzata la procedura.
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    Gli unici a PRENDERLA IN DER POSTO sarebbero:
    GLI AVVOLTOI!!
    Il caso Regionale è un caso che affonda negli anni ed ha responsabili con Nomi e cognomi: TUTTI i Consiglieri Regionali della Giunta Melis del 1987/88. Mario Melis è passato a miglior vita, ma gli altri sono riciclati e riveduti e corretti. Dov’è l’assunziona di responsabilità??
    Semmai ce ne fosse la necessità, ribadisco altresì che l’attacco nei confronti di Equitalia è SBAGLIATO!
    Per una volta che esiste un’Azienda dello Stato che FUNZIONA, non dobbiamo buttarla al cesso, chi dobbiamo semmai attaccare sono quei Parlamentari, ma anche loro hanno nomi e cognomi Visco, Tremonti & Co. che hanno CREATO GLI STRUMENTI LEGISLATIVI in forza dei quali Equitalia agisce.
    Non è l’Agente della riscossione il Mostro, ma la legge che prevede calcoli, more ed interessi che producono ABOMINI del genere!
    Urge cambiare la legge e dare ad Equitalia la forza di essere una volta tanto Più FORTE CON I POTENTI anzichè come siamo tristemente abituati, FORTE con i DEBOLI e INEFFICACE con i POTENTI.
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    P.S.: E’ notizia di questi giorni che il Governo ha inserito una norma che prevede la NON ISCRIZIONE A RUOLO per i debiti, nei confronti dello Stato, di importo inferiore a 30 euro.
    NON HO SCRITTO MALE E NON AVETE CAPITO MALE: 30 EURO!!!
    Quando smetteranno di prenderci per il culo?

    • non la smetteranno mai,chi sale al governo dello stato a l’indole x schiacciare le persone piu deboli,oneste,e povere,e la natura di questo mondo malato,marcio!!!

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