Resistenza e lotta, conoscenza, cultura e tolleranza: il cammino del popolo No Tav

Di Alberto Perino. Articolo pubblicato nell’ultimo numero del periodico di informazione sul volontariato (“Centofiori”), a cura della branca italiana del Servizio Civile Internazionale.

 

Il popolo no tav ha fatto un lungo cammino. All’inizio era solo una lotta contro un’opera devastante e inutile. Poi comprendendo le ragioni dell’inutilità dell’opera si sono allargati gli orizzonti.

Le tante conferenze e serate, i cicli del Grande Cortile con personaggi di primo piano della cultura, dell’economia, dei trasporti ecc. hanno allargato gli orizzonti e si è compreso che il TAV era solo una faccia di questo modo sbagliato di concepire il mondo e il futuro dell’umanità e così ci siamo detti anche noi che un altro mondo è possibile, che questo modo di vivere non può portarci da nessuna parte, che occorre solidarietà, sobrietà, rispetto per la natura, amicizia, tolleranza, fraternità. Quando nel 1989 si cominciò a parlare a livello internazionale di una nuova linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) tra Torino e Lyon, chi in valle cercava di opporsi, per quanto possibile, ai disastri provocati dalla costruzione dell’autostrada A32 Torino Bardonecchia, capì subito che stavano per farci arrivare addosso un nuovo e insostenibile disastro. I professori del politecnico di Torino e i tecnici che già facevano parte del comitato Habitat e collaboravano con noi, ci aiutarono fin da subito a comprendere la truffa del TAV che veniva proposta a livello internazionale falsificando spudoratamente i dati di traffico e i costi.

Nel frattempo i cantieri per la costruzione dell’autostrada devastavano la valle e la vita degli abitanti, nel disinteresse e con la connivenza delle istituzioni (stato, regione e provincia) che avrebbero dovuto dare un supporto istituzionale alle comunità martoriate dall’arroganza delle ditte costruttrici. Questo fatto vaccinò un paio di generazioni nei confronti dei cantieri per le grandi opere.

Ho sempre paragonato il movimento NO TAV ad uno sgabello a tre gambe: dimostrazione di equilibrio e solidità su ogni terreno. Infatti uno sgabello a tre gambe non balla mai e, nel nostro caso, le tre gambe sono: la popolazione con i comitati, i tecnici e gli specialisti, gli amministratori locali.

La vera forza del movimento è stata quindi la capacità di radicarsi nella popolazione soprattutto con le centinaia di assemblee fatte per illustrare, spiegare e rendere comprensibili a tutti sia i progetti folli dei proponenti l’opera, sia le motivazioni tecniche, economiche, etiche, morali e politiche della nostra opposizione. E a queste assemblee, in Val di Susa, partecipano sempre diverse centinaia di persone di ogni estrazione sociale, di ogni età e di ogni fede politica.

Da noi la gente ha capito sulla sua pelle che non deve credere ciecamente ai media; deve spegnere la televisione, uscire di casa, scendere in piazza e parlare con le altre persone dei problemi concreti che si devono affrontare ogni giorno.

Il Movimento NO TAV, soprattutto negli ultimi dieci anni, è cresciuto in modo incredibile e impensabile non solo numericamente ma anche in termini culturali di consapevolezza civile; la gente ha capito che deve mettersi in gioco in prima persona senza delegare ad altri il proprio futuro e il destino di questa e delle prossime generazioni. Oggi nei presìdi si tengono, fra gli altri, affollati corsi di filosofia. Il primo corso esauritosi quest’estate con lezioni pomeridiane è stato richiesto a gran voce in edizione serale per chi lavora e non ha i pomeriggi liberi.

In molti ci chiedono: come avete fatto? Ma non è facile rispondere. Non è stata una cosa pianificata, teorizzata e poi applicata sul campo. E’ stata una crescita dal basso, di una cosa nata e vissuta senza capi né leaders, ove ognuno mette a servizio di tutti e del movimento i propri saperi e tutti sono ugualmente utili e importanti. Le decisioni si prendono in modo assembleare, tutti insieme, cercando di rispettare le sensibilità di ognuno nell’interesse di tutti. Perché il Movimento NO TAV è veramente un movimento trasversale, dove riescono a convivere gli anarchici con i credenti, i borghesi e gli squat, la gente che vota a destra e quella che vota a sinistra, gli industriali, i commercianti e gli operai tutti accomunati nella volontà prima di difendere quel bene comune che è l’identità di ognuno, la terra, l’aria, il futuro nostro e delle generazioni che verranno, cercando sempre di guardare alle cose che ci uniscono stemperando e mettendo in secondo piano quelle che ci dividono. Mettendo da parte le ideologie per confrontarsi sulle cose concrete da fare momento per momento. Cercando sempre la verità e mettendo l’obiettivo della lotta al TAV in primo piano. Non è un metodo facile da seguire. Per stilare un volantino alle volte occorrono giorni di limature e decine di bozze da far circolare, ma alla fine si cerca di trovare un prodotto che accontenti tutti.

Mentre i nostri avversari fanno di tutto per dividerci. Cercano costantemente di distinguerci attraverso martellanti campagne mediatiche (come quelle di quest’estate) tra buoni e cattivi, tra famiglie per bene e black-block cattivi. Finora sono riusciti solo a far andare a ruba le magliette e le felpe con la scritta in dialetto piemontese MI SON AN BLAC BLOC (io sono un black-block) indossate con orgoglio dai ragazzini delle scuole, dalle signore che vanno a fare la spesa e dai nonni che portano a scuola i nipotini.

Non che all’interno del movimento non ci sia dibattito, anzi! E il dibattito più serrato è sulla risposta da mettere in campo contro la violenza delle forze del disordine, dello stato, dei media, dei partiti ecc. Ma il dibattito si porta avanti senza demonizzare nessuno, accettando i punti di vista diversi dal proprio, senza schieramenti ideologici e con molto buon senso. Il nostro movimento è un movimento che include le diverse anime invece di escluderle, tenendo ben presente che le differenze sono un valore aggiunto e non un problema.

Alberto Perino (attivista storico del movimento No Tav)

 


2 Comments

  1. Ciao cagliari.
    Con tutti gli squallidi episodi ai quali si sta assistendo in questi giorni contro i NoTav, come si esprime il movimento visto che vi sono video atroci che testimoniano il gravissimo fatto che ha portato il caro Luca Abbà ad essere in gravissime condizioni?
    Ma non solo !Guardate poi cosa sta succedendo agli altri in video che potreste vedere su tweetter…
    Beppe si è espresso ma vorrei sapere l’opinione vostra e la vostra mobilitazione.
    A presto
    pa

    • Ciao e scusa per il ritardo ma siamo molto impegnati per l’evento che si terrà il 9 marzo e per il quale ci farebbe molto piacere averti.
      Sicuramente hai letto e ti sei informato, come noi sfruttando la rete e cercando di accedere alle informazioni dalle fonti più attendibili. Quello che ti posso dire, ma è soltanto la mia opinione, è che tutti i ragazzi che conoscono Luca lo descrivono come un bravo e serio ragazzo, impegnato nel proteggere la Val Susa e i suoi terreni dove sembra che abbiano installato senza autorizzazioni, parte del cantiere. L’incidente quindi rientra nelle fatalità che possono succedere, anche se non so quanti di noi personalmente avrebbero accettato il rischio. Però non è facile entrare nelle situazioni personali di nessuno, perchè non siamo noi che stiamo perdendo i terreni e non siamo quelli che avranno la TAV sulle proprie terre. Noi magari avremo la TAM (Tubatura dall’Algeria per il Metano) ma quello è un altro problema (anche se simile sotto tanti aspetti. Io ho già avuto modo di dire che come al solito in Italia per affrontare i problemi ci deve sempre scappare l’incidente (o peggio) ma così funziona in questo paese perchè si accendano i riflettori sui problemi. Ieri sera (giovedì) a Servizio Pubblico c’è stato l’intervento di Marco Travaglio che in pochi minuti riassume il parere di tutti quelli che, dotati di buon senso, indicano come un opera di tale impegno finanziario per una necessità che sembra non pratica e reale ma dettata dai soliti giochi politici a spese dei cittadini, non sia opportuna.

      Questo è il link all’intervento citato: http://www.youtube.com/watch?v=LHVS3Pogwxc

      Un saluto

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