Non aprite quella cassetta..

Le recenti dichiarazioni di Beppe Grillo sulla tensione e gli attentati alle sedi di Equitalia, sono apparse ad alcuni, l’ennesima provocazione di un personaggio fuori dalle righe. Sapere che l’incolumità dei dipendenti di Equitalia possa esser messa a rischio (per qualunque motivo) non fa piacere a nessuno. E questo vale per tutti i lavoratori. Su questo non si discute. Ma cos’ha detto Beppe di tanto grave e pericoloso? Non mi risulta d’aver letto nelle sue parole la benchè minima approvazione rispetto a delle azioni “criminose” in atto. Semplicemente, ho colto un invito alla riflessione. Un ragionamento sulle cause piuttosto che sugli effetti. E credo sia l’unico ragionamento accettabile se vogliamo davvero capire cosa stia succedendo in questo paese. Senza trincerarci dietro false ipocrisie. Siamo ormai abituati, anzi, anestetizzati, dalle reazioni di ferma condanna bipartisan (senza se e senza ma) dei giornali di partito dinnanzi a tutti quegli eventi che in qualche modo destabilizzano o minano le fondamenta del sistema. Equitalia è forse sotto attacco. Probabile. Presa di mira da gruppi “anarchici” (almeno così ci raccontano). Ma è forse un crimine ammettere che lo sono anche i cittadini vessati dal peso di cartelle che piovono come macigni sulla loro testa? Non credo che ricordare i morti suicidi e le centinaia di famiglie finite sul lastrico a causa dell’indebitamento con lo Stato, sia un atto di lesa maestà. E non credo che ascoltare le loro storie, raccontare come siano maturati quei debiti spropositati con l’Agenzia delle Entrate e poi con l’Ente riscossore Equitalia (anche il 200% dell’importo originario) possa in qualche modo essere considerato un atto sconsiderato. La vergogna è tacere. Dunque, pensando alle parole di Beppe, non trovo assolutamente scandaloso ammettere che quel semplice gesto quotidiano che è sempre stato il ritiro della posta, stia diventando per molti italiani un vero e proprio incubo. Per alcuni, quelle cartelle con l’inconfondibile stemma blu, a far “cu-cù” dal vetrino trasparente della cassetta delle lettere, equivalgono ad una pistola puntata. Citando un vecchio horror movie  potremmo dire. “non aprite quella cassetta!” L’ingiunzione senza possibilità di appello non ha nulla di umano. A pensarci bene è un qualcosa che fa orrore! Se si pensa di risollevare il paese buttando la gente fuori dalla propria casa e pignorando le aziende, allora è chiaro che qualcosa nel sistema non sta funzionando. Continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto, non proteggerà i lavoratori di Equitalia, così come quei pensionati, quegli artigiani, quegli imprenditori (in Sardegna sono davvero tanti) che non hanno avuto scelta. Completamente abbandonati al loro destino. Se è vero infatti che il lavoro in Italia non appare più come un diritto di tutti, è altrettanto vero che ora c’è in gioco qualcosa di ancor più prezioso: la vita stessa delle persone. E su quella non si scherza. Equitalia non è a mio avviso il “mostro da abbattere”. La vera piaga è l’incapacità cronica dello Stato e dei suoi rappresentanti, di offrire soluzioni degne che rispondano alle esigenze dei cittadini. I problemi non si risolvono con le bombe. Abbiamo uno strumento ben più potente. Il voto. Nel 2013, mandiamoli tutti a casa, perchè hanno già fallito e continueranno a farlo. Non continuiamo ad illuderci. Perchè la speranza vendutaci da certa politichetta in cambio del “voto utile”, dopo tanti anni inizia a puzzare di fregatura.

Manù Corda


About Emanuela Corda 12 Articoli
Emanuela Corda, cagliaritana, 36 anni grafico pubblicitario, Vignettista e fumettista. Appassionata di lettura, teatro, cinema, (amici a 4 zampe e non solo)

6 Comments

  1. Temo che l’abisso non sia poi tanto profondo.
    Personalmente parlo di questo tipo di problemi da anni e tutt’ora noto che un numero SEMPRE TROPPO IMPORTANTE, continuerà a votare i partiti canonici.
    Agli italiani, evidentemente, piace la sodomia passiva e questa classe politica lo sa bene la la pratica attivamente da decenni.
    Non siamo “abbandonati al nostro destino”, ma governati come fa il pastore col suo gregge, indirizzati forzosamente (a volte col cane, altre col lancio di sassi) all’ovile per la mungitura.
    Buon pascolo a tutti.

  2. Il punto infatti non è “eliminare Equitalia”. Quanto piuttosto capire perchè lo Stato, nell’incapacità di abbassare le tasse e farle pagare a tutti, si rifugi in queste soluzioni drastiche “alternative” che nulla risolvono. Ma semplicemente scavano ancor più l’abisso che si è venuto a creare negli anni tra le istituzioni e i cittadini stessi. Abbandonati al loro destino. by Manù.

  3. C’è un punto che non viene mai focalizzato appieno: l’articolo 53 della COSTITUZIONE!
    “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
    Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

    Bisogna quindi discernere l’argomento in due parti:
    1) – Il reddito minimo di sopravvivenza;
    2) – L’esecuzione delle norme tributarie.

    Ebbene, innanzitutto la tititera del “condannare incondizionatamente la violenza” ce ne ha già gonfiato sufficientemente perchè mi sa tanto del tappeto citato da Emanuela. Non nascondiamoci dietro la frasi fatte, le persone, le Famiglie, le Aziende, HANNO DIRITTO DI ESISTERE!
    Perchè non fanno una statistica SERIA, certificano il reddito minimo di sopravvivenza per una famiglia, immaginiamo che possano essere sufficienti 1000 euro mese? Ebbene, fino a 12.000 euro di reddito netto annuo, a quella famiglia NON DEVI CHIEDERE NULLA!!
    neppure il canone rai o la tassa di possesso dell’autovettura (UTILITARIA, non serto un SUV).
    Dopodichè, l’applicazione dell’articolo costituzionale in proprorzione e l’esazione SERIA di quanto dovuto.
    Il lavoro svolto da Equitalia è INECCEPIBILIE! E finalmente esiste un ente di riscossione efficace.
    Il problema non è Equitalia, che AGISCE IN BASE ALLE LEGGI, ma signori come Padoa-Schioppa, Visco, Tremonti, Amato.
    SONO QUESTI SIGNORI CHE CI STANNO ROVINANDO!
    ——————————————————-
    RICORDATEVENE ALLE PROSSIME ELEZIONI!

    Destra, sinistra e Centro HANNO GIA’ DATO ABBONDANTE DIMOSTRAZIONE di cosa sappiano fare.

    Buon anno a tutti.

  4. Detto ciò, aggiungo: facciamo cmq attenzione a quello che si dice e come lo si dice (il tuo post su questo sito va nella direzione giusta secondo me), l’ho anche ribadito su FBK. Non solo per le brutte figure ma anche per evitare di cavalcare demagogicamente il malcontento e la rabbia. Voglio dire, certo che la questione Equitalia sia molto anomala e criticabile, anzi da condannare moralmente, ma facciamo mooolta attenzione, una cosa è unirsi alla solidarietà per chi è stato ingiustamente ‘vessato’, tutt’altra cosa è unirsi al giustizialismo affrettato, ai facili commenti di condanna, agli insulti, alle offese etc. Il confronto, le opinioni e l’analisi a mio avviso vanno bene, ma alcune cose che si leggono in giro (FBK ad esempio) vanno oltre perché, oltre ad essere dubbie da un pto di vista della veridicità, talvolta mi sembrano anche inopportune. Non voglio prendere le difese di Equitalia, dico soltanto che un movimento politico che voglia distinguersi dal resto dovrebbe essere in grado, come ha fatto d’altra parte anche Grillo, di offrire una visione alternativa, più matura e razionale rispetto all’ondata emotiva che sta facendo insorgere parte dei cittadini in maniera anche violenta e riprovevole. Un’Italia migliore può nascere sì dalla critica di comportamenti ormai insopportabili – ivi compreso quello di chi condanna la violenza ma non l’immoralità di certe azioni a danno dei cittadini – ma anche dal distacco rispetto a facili e pericolose tendenze di repressione ‘al contrario’.

  5. Cara Manù, come non essere d’accordo con quello che dici. Come al solito si sta tentando di farne un caso per uno scopo, una strategia ben precisa: quella di buttare fumo negli occhi dei cittadini, cercando un capro espiatorio e tentando di delegittimare chi, in maniera lucida e intelligente, fa un ragionamento sulle cause piuttosto che sugli effetti. E’ ovvio che nessuno di noi, Grillo compreso, abbia la minima intenzione di approvare gli atti di terrorismo e le azioni “criminose” in atto contro Equitalia, questo è chiaro e continuiamo a ribadirlo ogni volta. Anzi, a dire il vero, il problema di per sé non è nemmeno Equitalia…Ma la possibilità di estendere l’analisi per comprendere le ragioni del malcontento e della rabbia – che non sono soltanto di chi compie riprovevoli atti criminali, ma anche di chi lavora onestamente ogni giorno ed esprime pacificamente il proprio dissenso contro forme che sono percepite come ‘vessatorie’ – non deve essere a sua volta negata o criminalizzata. In questo Paese, a quanto pare, c’è ancora chi, per interesse, gira la frittata per guidare l’opinione pubblica a proprio favore.

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