Il 10 Novembre e la giornata del “Popolo Sardo”.

Il 10 Novembre e la giornata del “Popolo Sardo”. I sardi sono già svegli, ma la politica non l’ha ancora capito.

Desidero evidenziare un elemento di novità nei contenuti della Manifestazione prevista per il 10 Novembre a Cagliari. Quest’evento, non vedrà scendere in campo rappresentanti di partiti o sindacati con sigle e simboli al seguito. Ma i cittadini stessi. Gente comune di varia estrazione sociale. Decisa a ribellarsi dinnanzi ad una situazione non più sostenibile. La pressione esercitata sui comparti produttivi isolani attraverso la mano armata di Equitalia, ha prodotto effetti devastanti. Per questo, il POPOLO sardo, unito e compatto, farà sentire la sua voce. E sono convinta che i palazzi del potere inizieranno a tremare. Sarà un grido forte e chiaro rivolto prima di tutto alla Giunta Regionale per l’attuazione dell’articolo 51 dello Statuto Speciale della Sardegna, affinchè chieda la sospensione dell’applicazione da parte dello Stato di quelle leggi o provvedimenti che risultino manifestamente dannosi per la Sardegna. Il volantino presentato in conferenza stampa il 27 Ottobre e intitolato “Il giorno del risveglio”, fa pensare romanticamente ad una presa di coscienza. Ma in realtà, c’è chi non chiude occhio da tempo. Tormentato dall’angoscia di perdere tutto. Famiglie intere sull’orlo del baratro. Le imprese isolane non hanno più gli strumenti, ne la forza per fronteggiare un indebitamento insanabile. Equitalia è diventata un’ombra incombente sulla sopravvivenza stessa di un’intera economia. Pur constatando amaramente che la crisi c’è ed è ormai evidente in Italia così come nel resto d’Europa (nonostante qualcuno abbia tentato di nasconderla fino a poco tempo fa), occorre dire che la situazione del popolo sardo ha una storia a se, che grida vendetta. Il 10 Novembre a Cagliari, non sarà “mera protesta”, ne rivendicazione politica di sorta. Ma qualcosa di più profondo. Qualcosa che si interseca col pensiero che sta muovendo moltitudini di civili indignati dal nord al sud dell’Italia. Persone che hanno deciso di fare politica “dal basso”, promuovendo azioni condivise per cambiare il corso delle cose e per affermare i propri diritti. Gente comune che ritenendo d’esser stata tradita dalla politica, decide di non delegare più il proprio futuro a chi ha già fallito. Così succede in Val di Susa e così succederà in Sardegna. La rappresentanza politica ha commesso un grave errore non facendosi interprete delle istanze dei cittadini. Non è stata capace di adottare le misure idonee alla risoluzione delle gravi problematiche che da troppo tempo contribuiscono al tracollo della Sardegna in tutti i suoi comparti produttivi e al progressivo declino delle sue eccellenze. Oggi i sardi pretendono risposte. Non sono più disposti ad aspettare che l’onda li travolga. Vogliono riprendersi il futuro. La Manifestazione del 10 Novembre sarà tutto questo. Tanti movimenti organizzati riuniti in un solo movimento. Pacifico, ma determinato. Non c’è più tempo per stare a guardare. C’è ancora speranza in quei volti di anziani segnati dal tempo e dalla fatica. C’è fame di riscatto nell’energia che sprigionano gli sguardi dei più giovani. Ho letto voglia di lottare negli occhi di tanti lavoratori, in questi mesi di riunioni, dibattiti, incontri tra cittadini. Artigiani, commercianti, professionisti, insegnanti, agricoltori, pastori e tanti altri uomini e donne che, nonostante le difficoltà economiche e le umiliazioni subite, stanno trovando ancora la forza di reagire. Parlano tra loro, si interrogano, progettano e poi… costruiscono. Il 10 Novembre in Viale Trento, dinnanzi al palazzo della Regione, non ci saranno solo compagini provenienti da tutta l’isola. Non ci saranno solo movimenti organizzati. Ci sarà un popolo intero che potrebbe avere la forza di dare origine ad un nuovo progetto politico. Nel senso più puro del termine. Sono convinta che con esso, a partire da quella data, il sistema partitocratico, dovrà iniziare a fare i conti.

Manù Corda

Scarica e diffondi il Flyer della Manifestazione


About Emanuela Corda 12 Articoli
Emanuela Corda, cagliaritana, 36 anni grafico pubblicitario, Vignettista e fumettista. Appassionata di lettura, teatro, cinema, (amici a 4 zampe e non solo)

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