Beppe Grillo e la rivoluzione dell’intelligenza

La lunga tournée di Beppe Grillo in giro per l’Italia ha registrato il “tutto esaurito” ovunque. Da una piazza all’altra passando dal nord al sud, isole incluse. È un divenire continuo questo “Grillo is back”. Uno spettacolo che scatena risate incontrollate, ma che allo stesso tempo fa riflettere. Con la consueta presa trasversale che da destra a sinistra catalizza l’attenzione generale. Il pubblico di Beppe Grillo è eterogeneo. Non omologato e dunque non catalogabile. In quelle platee assorte c’è davvero un po’ di tutto. Simpatizzanti e critici sprezzanti che da ogni angolo remoto di questa italietta massacrata, prima ascoltano, poi offrono la loro versione dei fatti. La loro opinione sul “Grillo pensiero”. Di opinioni si tratta in fin dei conti. Ma qual’è la verità? Chi è Beppe Grillo ? Un folle? O forse, un simpatico comico genovese con la mania di sbeffeggiare il potere? Un oracolo? Un maleducato irriverente? In questi giorni, sui giornali ho letto davvero di tutto. Un po’di inchiostro buttato qua e la per raccontare il Beppe nazionale. E molte ovvietà. Si passa dalla critica severa circa il suo uso-abuso della parolaccia, alla solita tiritera dell’antipolitica, fino all’ipocrita assoluzione stigmatizzata che lo colloca nel calderone della satira contro tutto e tutti. La mia esperienza nel Movimento 5 Stelle, al quale Grillo fa da cassa di risonanza per consentire ai cittadini comuni, armati semplicemente di senso etico e buona volontà, di invertire la rotta del declino del paese, mi suggerisce un’unica risposta: Beppe Grillo siamo NOI. Noi che fino a qualche annetto fa ci domandavamo come sarebbe stato il nostro futuro. Noi che oggi ci rendiamo conto che quel futuro è solo un eterno presente. Nulla è cambiato. L’Italia è sempe uguale. Ma con un debito grande grande. Ci manca la speranza. Qual’è il punto dunque? Perchè si ascolta Beppe Grillo come fosse il depositario della verità assoluta, salvo poi abbandonarsi nel silenzio dell’urna a quel voto utile ai partiti, così disprezzato dallo stesso Grillo? Non so dirvi se il Movimento 5 Stelle possa diventare davvero l’ancora di salvezza del sistema “Italia”, ma di certo è una speranza. Perchè se vogliamo poter credere di nuovo nel futuro, beh, allora dobbiamo svegliarci dal torpore. Ciascuno nel proprio piccolo deve attivarsi in prima persona. Non accetto la “versione cloroformizzata dei media”. Penso che su Beppe Grillo e il significato del suo messaggio si parli sempre un po’ a vanvera. Si parla senza conoscere e senza guardare oltre. Gli si da la ragion dei fessi tra le righe, con fastidiosa supponenza. Lo si critica per le parolacce e per i monologhi dissacratori con i quali smonta la nostra rappresentanza politica e i poteri forti. Lo si critica perchè dice la verità nel modo sbagliato. Come se una verità scomoda si potesse infiocchettare! Nessuno fa mai un’analisi seria sul perchè sempre più persone ascoltino con interesse le “invettive”, così definite dai benpensanti, del comico genovese prestato alla politica. Nessuno si accorge che, se prima si ascoltava e ci si abbandonava al “riso amaro”, per poi tornare a casa e ricominciare a subire la miseria della quotidianità, oggi più di qualcuno, dopo aver ascoltato, si attiva politicamente per cambiare il paese. Senza tessere di partito e senza velleità di protagonismo o aspirazione ad un comodo approdo economico. Questo è ciò che accade nel Movimento 5 Stelle di cui tutti parlano ma nessuno sa mai nulla, perchè non si informa abbastanza. Questo è ciò che colgo intorno a me. Grillo non è l’antipolitica, ma semplicemente una voce fuori dal coro. Un elemento di rottura che in un modo o nell’altro è riuscito ad aprire una piccola breccia nella spessa gabbia dell’annichilimento collettivo. Perchè oggi, non è Beppe Grillo a far paura al sistema partitocratico e ai suoi rappresentanti, quanto piuttosto il fatto che nella massa qualcuno inizi a ragionare autonomamente. Senza farsi guidare dai media. Questa è la vera novità e questa a mio modo di vedere è la miccia che scatenerà l’incendio. La rivoluzione non violenta della ragione.

Manù Corda


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Emanuela Corda, cagliaritana, 36 anni grafico pubblicitario, Vignettista e fumettista. Appassionata di lettura, teatro, cinema, (amici a 4 zampe e non solo)

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