Con un comma la Regione paga i contributi agli assessori

CAGLIARI. La Regione potrebbe spendere circa 500mila euro per pagare i contributi previdenziali a dodici tra assessori ed ex assessori che hanno chiesto l’aspettativa per mandato politico agli enti pubblici in cui lavoravano dal 2004 al termine del loro mandato. L’ennesimo benefit economico, destinato a sei esponenti del centrodestra e a sei del centrosinistra, è rintracciabile in un breve comma sepolto nel collegato all’ultima legge finanziaria. Poche righe che malgrado il linguaggio complesso non lasciano spazio a interpretazioni alternative.
Ad approvare il testo della «leggina» ad personas è stata la terza commissione Bilancio, che tra le infinite urgenze legate allo stato economico dell’isola ha trovato tempo e volontà per dare una mano a chi ha operato o opera ancora nell’esecutivo regionale e ha dovuto sborsare di tasca la quota di contributi previdenziali che gli compete. Come dire: cadute nel vuoto le proposte di tagliare le indennità ora arriva uno strumento concreto per ridurre le trattenute.
Il meccanismo indicato dall’estensore dell’emendamento – che andrà all’esame del consiglio regionale incorporato nel collegato – è semplicissimo: dall’approvazione della finanziaria in poi la Regione si accolla la quota di contributi personale degli amministratori in aspettativa dal proprio lavoro dipendente, punto e basta. Di certo un privilegio abbastanza singolare, perchè qualsiasi lavoratore lasci temporaneamente il proprio impiego nella pubblica amministrazione, anche per mandato politico, è tenuto a versare di tasca la quota di contributi che l’ente gli avrebbe trattenuto dalla busta-paga. Il resto, in base alla legge nazionale, è a carico del datore di lavoro.
Se la «leggina» celata nel collegato alla finanziaria dovesse superare lo scoglio non certo temibile dell’assemblea di via Roma, sarebbe la Regione a pagare tutto senza batter ciglio. Ai membri ed ex membri dell’esecutivo resterebbe in tasca l’intero importo dell’indennità, senza fastidiose trattenute: 14863 euro al mese se consiglieri-assessori, la metà se assessori tecnici. Di fatto un aumento di stipendio. Non a tutti però: il comma 4 dell’articolo 27 septies (interventi vari) concede il beneficio solo a quelli «collocati a decorrere dal primo luglio 2004 in aspettativa non retribuita ai sensi dell’articolo 40 della legge costituzionale numero 3 del 1948».
Conti alla mano, sono dodici e in perfetta par condicio: sei della giunta Soru e sei dell’esecutivo Cappellacci. I nomi: Gianvalerio Sanna, Francesco Pigliaru, Nerina Dirindin, Maria Maddalena Salerno, Salvatorica Addis ed Elisabetta Pilia per il centrosinistra, Giuliano Uras, Liliana Lorettu, Gabriele Asunis, Andreina Farris, Giorgio La Spisa e Sebastiano Sannitu per il centrodestra. Probabile che alcuni di questi, forse la maggior parte, siano ignari dell’iniziativa assunta dalla terza commissione.

E’ Gianvalerio Sanna, assessore all’urbanistica nella giunta Soru e oggi consigliere regionale nel centrosinistra, a spiegare la ragione di questa iniziativa certamente impopolare: «Si trattava di sanare una sperequazione evidente e inaccettabile tra i liberi professionisti e i lavoratori dipendenti che assumono la carica di assessore regionale, perchè ai primi viene riconosciuto il contributo figurativo senza trattenute e ai secondi no». Con l’emendamento all’articolo 27 però verrebbe creata una disparità tra i consiglieri regionali e gli assessori: i membri dell’assemblea detraggono dai loro ricchi assegni mensili la quota contributiva calcolata sul reddito, gli assessori d’ora in poi ne sarebbero esentati.
La commissione bilancio è presieduta da Paolo Maninchedda, il vicepresidente è Francesca Barracciu, i segretari sono Vittorio Renato Lai e Adriano Salis. I componenti sono Mario Bruno, Antonio Cappai, Angelo Francesco Cuccureddu, Mario Diana, Giorgio Locci, Chicco Porcu, Francesco Sabatini, Carlo Sanjust, Giulio Steri, Luciano Uras, Pierpaolo Vargiu e Alessandra Zedda.

da La Nuova Sardegna del 6 giugno 2011. Articolo di Mauro Lissia


1 Comment

  1. Ciao, scusate, sarò stupido perché non è che abbia capito molto, però non sarebbe bene che i lavoratori in aspettativa che ricoprono il mandato di consigliere o assessore regionali semplicemente continuino a pagare (e farsi pagare) gli stessi contributi che pagavano prima di candidarsi attraverso il loro stipendio regionale?

    Ciao e grazie 🙂

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