Lo strano caso della gestione del Teatro Lirico

Teatro Lirico, i creditori bussano al Comune
dal blog di Enrico Stinchelli

Sabato 08 gennaio 2011

In cassa non c’è un euro, come certificato dal bilancio preventivo approvato dieci giorni fa. I debiti ammontano a 19 milioni di euro e manca un vertice operativo. Non ci sono né sovrintendente, colpito da una strana malattia nel periodo più difficile del teatro e, comunque, privato del potere di firma su tutti gli atti, né direttore amministrativo. Così i creditori della Fondazione del teatro lirico, sempre più numerosi, battono cassa al Comune. Solo nei giorni scorsi sono arrivati in Municipio un atto di pignoramento e tre decreti ingiuntivi. Atti inviati da artisti e società che hanno fornito i loro servizi al teatro e che sono creditori, complessivamente, di 3.071.927 euro.
IL PIGNORAMENTO
L’atto di pignoramento presso terzi (cioè il Comune) è stato sollecitato da Michele Lai  e Antonio Gaia, avvocati del maestro Renato Palumbo, creditore di 70 mila euro, lievitati sino a 87 mila con le spese e gli interessi legali. Tre anni fa Palumbo era stato chiamato a dirigere la Manon Lescaut, che era stata poi rinviata. Per la nuova data fissata dal Lirico il direttore non era disponibile. Constatata l’impossibilità di trovare un accordo, Palumbo aveva fatto causa e l’aveva vinta. Poi aveva proposto una transazione: datemi un’altra direzione e pareggiamo tutto. Il direttore artistico Massimo Biscardi si era detto d’accordo, Maurizio Pietrantonio si era opposto. Così la giustizia è andata avanti, è arrivato il decreto ingiuntivo, poi il pignoramento. Il Comune dovrà comparire in tribunale il 26 gennaio prossimo.

DECRETI INGIUNTIVI
Anche Anda-Louise Bogza, soprano protagonista di cinque recite di Tosca lo scorso luglio, sollecita il suo cachet di 40 mila euro, come l’architetto Francesco Zito, scenografo e costumista della stessa opera (10 mila euro da versare) e la società Eikon, un’azienda che si occupa della realizzazione di sopratitoli e sottotitoli per la messa in scena di eventi teatrali in musica e in prosa: di 65 mila euro la fattura non pagata di cui ora la società chiede il pagamento al Comune.

ALTRI CREDITORI
In realtà ad essere creditori del teatro sono gran parte degli artisti che si sono esibiti nella stagione scorsa, vittime della siccità delle casse del teatro che hanno impedito finora di pagare stipendi e tredicesime ai 240 dipendenti. Tra loro Gianluca Floris, tenore cagliaritano: «Non intendo promuovere azioni legali perché sono certo che il teatro della mia città pagherà appena potrà, anche perché non si può pensare di avviare la prossima stagione se non si pagano gli artisti: non verrebbe nessuno», spiega.
«PAGHEREMO TUTTI» Emilio Floris non può che confermare ciò che ha già detto. «Appena arriveranno i finanziamenti pagheremo tutti», ribadisce il presidente della Fondazione, reduce dall’ennesima mattinata in teatro assieme ai consiglieri di amministrazione Oscar Serci e Maurizio Porcelli. I tempi sono quelli dello Stato (che non ha ancora versato i fondi del 2010) e della Finanziaria regionale: appena arriverà il via libera del Consiglio regionale, il Banco di Sardegna avrà la certezza che arriveranno 8,1 (quelli stanziati dalla Giunta) o 9,2 milioni di euro (auspicati e previsti in bilancio) e anticiperà i fondi.
Lunedì, intanto, Floris incontrerà Hubert Soudant e Giuseppe Cuccia per discutere i dettagli dei loro incarichi di consulente e segretario artistico.

PIETRANTONIO A BOLOGNA
Quanto a Pietrantonio, martedì dovrebbe sapere se diventerà soprintendente della Fondazione teatrale di Bologna, a cui è candidato. Chissà se è per questo che il certificato di malattia presentato in teatro nei giorni caldi della discussione su programmazione e bilancio scade il giorno precedente. Magari è solo una coincidenza.(Unione sarda – Fabio Manca)

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